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sabato 7 gennaio 2012

Gli Italiani e le truffe dei Partiti
Il dibattito di queste settimane sui costi della politica ha prodotto tre risultati:
1. i media hanno focalizzata la loro attenzione esclusivamente su stipendi, indennità e rimborsi percepiti da deputati e senatori;
2. i parlamentari, di ogni partito, hanno immediatamente alzate le barricate a difesa delle loro saccocce;
3. il Governo Monti se ne è lavate le mani, rilanciando la palla a Camera e Senato cui spetterebbe l'esclusiva competenza in materia.
Al di fuori di questo dibattito esiste, però, un rosario di autentiche truffe che i Partiti hanno commesso, e tuttora commettono, ai danni degli Italiani e di cui non si parla molto.
Sono i quattrini, e tanti, che i Partiti si spartiscono a seguito di ogni tornata elettorale, politica, regionale, europea, referendaria.
Procediamo con ordine.
Nel 1993, con un referendum plebiscitario (il "si" fu espresso dal 90,3% dei votanti) gli Italiani decretarono l'abolizione della legge Piccoli 195/1974 che prevedeva il "finanziamento pubblico dei partiti".
Con spregio della volontà popolare (ancora oggi invocata con ipocrisia da molti politici) nel dicembre dello stesso anno Camera e Senato approvarono la legge 515/1993 con la quale, raggirando il risultato del referendum, cambiarono il nome da "finanziamento pubblico" in "contributo per le spese elettorali" !
Negli anni, a questa legge ne seguirono altre le cui finalità, di volta in volta, furono l'estensione del contributo alle consultazioni europee, regionali ed ai referendum, ma soprattutto l'aumento dei contributi da spartirsi.
Così, dagli 82 milioni di euro, del 1993, si è passati ai 194 milioni, del 1999, per arrivare ai 469 milioni del 2002. Questa torta se la dividono tra loro, fraternamente, i partiti di destra, di centro e di sinistra.
Ma la vera perla di questa truffa permanente è la legge 5122/2006 che introduce il principio in base al quale le quote annuali di questi vergognosi contributi sono pagate indipendentemente dalla durata della legislazione !
Così, a seguito della caduta del Governo Prodi (2008) durato solo 722 giorni, non solo Rifondazione Comunista di Ferrero e l'UDEUR di Mastella, che non sono più in parlamento, hanno continuato a ricevere fino al 2011 le quote annuali dei contributi relativi alle Elezioni 2006, ma gli stessi partiti che oggi occupano Camera e Senato hanno incassate, fino al 2011, le quote relative sia alle Elezioni 2006 che alle Elezioni 2008 !
E poi qualcuno ha anche la faccia tosta di lamentarsi perché il sentimento di "antipolitica" cresce nel Paese ? 

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