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lunedì 9 gennaio 2012

Liberalizzazione delle farmacie : ma perché incaponirsi ?
Ancora una volta, la potente lobby delle farmacie, fiancheggiata e protetta da alcuni Partiti, si sta opponendo al progetto di liberalizzazione del settore, innalzando steccati e minacciando serrate.
Preso in esame già più volte, da diversi governi, il progetto ha dovuto essere sempre accantonato per le resistenze opposte dalla lobby e dai suoi protettori politici.
Il vero nodo del problema, però, è che i farmacisti pretendono di difendere una trincea di esclusiva che, negli anni, loro stessi hanno frantumata.
Oggi le farmacie non sono più il luogo dove si distribuiscono solo medicinali e prodotti galenici;  sono diventati veri bazar in cui si vendono cosmetici e prodotti dietetici, occhiali e calze più o meno terapeutiche, prodotti di erboristeria e corsetti, e molto altro ancora.
Le farmacie, cioè, hanno invasi settori merceologici che un tempo costituivano ambito esclusivo di attività di altri esercizi commerciali : profumerie, ortopedici, ottici, etc.
Ciò ha potuto avvenire sia perchè profumerie, ortopedici, ottici, non sono tutelati da lobby agguerrite, sia perchè i politici, di ogni coloro, non hanno ritenuto di dover salvaguardare queste categorie non ravvisandone alcun tornaconto.
A questo punto, sgomberando il campo da conflitti ideologici e di convenienza, il Governo Monti dovrebbe negoziare con le farmacie per ottenere, in cambio dell'abbandono del progetto di liberalizzazione, la loro definitiva rinuncia a vendere qualsiasi prodotto che non sia sottoposto, per legge, al vaglio del Ministero della Salute.
Fatti due conti, quasi certamente le farmacie darebbero il loro OK alla liberalizzazione.
Qualora, invece, i farmacisti si intestardissero nel loro rifiuto, il Governo potrebbe rinunciare alla liberalizzazione, ma esigere che le farmacie limitassero l'attività solo a quella che era ed è la loro vera missione : distribuire farmaci e preparati galenici.
Il risultato sarebbe quello di rendere disponibili le quote di mercato di tutti i prodotti oggi venduti anche in farmacia, offrendo così l'opportunità ai molti giovani interessati di avviare nuovi esercizi commerciali nei settori profumerie, ottici, ortopedici, etc. 

1 commento:

caio551 ha detto...

Vista la scarsità attuale di posti di lavoro, credo proprio che la seconda soluzione sarebbe attualmente la più proficua, in quanto l'avviamento di nuove attività commerciali, credo accorcerebbe le file agli uffici di collocamento. Al di là della portata foriera di novità di qualsiasi riforma, Lavoro per tutti prima di tutto.