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martedì 7 febbraio 2012

5 domande a... Camusso, Bonanni, Angeletti

Il cittadino comune del Paese Italia, assistendo allo scontro, oramai quotidiano, sull'art. 18 in TV, Web e carta stampata, e per nulla facilitato a comprendere le ragioni dell'uno e dell'altro, a causa di un linguaggio criptico per addetti ai lavori, non può fare altro che armarsi di santa pazienza, leggere e rileggere l'art. 18 e porsi qualche domanda.
Lo Statuto dei lavoratori, legge 300 del 20 maggio 1970 (sono trascorsi 42 anni !!!), con l'art. 18 dispone che il giudice dichiari inefficace il licenziamento intimato "senza giusta causa o giustificato motivo" ed ordini al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
In base allo Statuto dei lavoratori, inoltre, un licenziamento è da ritenersi illeggittimo se :
  1. è effettuato senza comunicazione dei motivi;
  2. è discriminatorio;
  3. è ingiustificato.
La prima condizione è chiarissima: il lavoratore ha diritto di ricevere comunicazione scritta del licenziamento e dei motivi che lo hanno provocato.
Anche la seconda condizione non lascia alcun dubbio interpretativo: in un paese civile nessun essere umano, e conseguentemente nessun lavoratore potrebbe e dovrebbe subire atti di discriminazione, vessazione o sopraffazione.
E', però, sulla decodifica del vocabolo "ingiustificato" che il cittadino comune si trova disorientato, ricordando che quando andava a scuola erano sindacate solo le sue "assenze ingiustificate".
Per schiarirsi le idee al cittadino comune verrebbe tanta voglia di porre qualche domanda a Camusso, Bonanni ed Angeletti; domande quali, ad esempio:
  1. è da ritenersi "ingiustificato" il licenziamento di un lavoratore che, oltre a rifiutare di eseguire un suo preciso compito, rivolga, in presenza di altri, un fragoroso "vaffa..." al suo capo, quando non addirittura al datore di lavoro ?
  2. è da ritenersi "ingiustificato" il licenziamento di un lavoratore che, durante l'orario di lavoro, abbandoni il proprio posto (anche se si tratta di uno sportello di servizio al pubblico) per andare a fare la spesa al supermercato ?
  3. è da ritenersi "ingiustificato" il licenziamento di un lavoratore che consegni il proprio badge ad un collega affinché lo passi in sua vece nel rilevatore aziendale di presenze, mentre lui o sarà in ritardo o si tratterrà a casa per i fatti suoi ?
  4. è da ritenersi "ingiustificato" il licenziamento di un lavoratore che, per imperizia o negligenza, danneggi irrimediabilmente un impianto a lui affidato oppure renda irrecuperabile un lotto di produzione ?
  5. è da ritenersi "ingiustificato" il licenziamento di un lavoratore che con fare maleducato o con linguaggio villano provochi l'allontanamento della clientela dal negozio ?
Certo è che se negli incontri politico-sindacali ci si confronta solo sul sesso degli angeli e su astrazioni ideologiche, il cittadino comune che vive invece ogni giorno, sulla propria pelle, la realtà del mondo lavorativo, impegnandosi a fare dignitosamente il proprio lavoro, non può fare a meno di porsi queste come mille altre domande. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

condivido tuttooooooooooo