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mercoledì 1 febbraio 2012

La Casta ci sta turlupinando un'altra volta !
Le solenni e tronfie dichiarazioni di Fini e Schifani in merito alla riduzione degli stipendi dei parlamentari contengono una colossale panzana.
Gli stipendi netti di deputati e senatori sono rimasti immutati !
E' stato semplicemente bloccato l'aumento che sarebbe risultato dal passaggio dei "ricchi vitalizi" al sistema contributivo.
Ad onor del vero, per i senatori la decisione comporta comunque un minor costo per le finanze pubbliche che non dovranno corrispondere gli aumenti, mentre per i deputati il costo dei "mancati aumenti" rimarrà a carico dello Stato perché il loro corrispettivo confluirà in un "fondo di garanzia" a disposizione della Presidenza della Camera.
E' scandaloso,in ogni caso, che nello stesso giorno in cui Luigi Lusi, senatore del PD, viene pizzicato con le mani nella marmellata per essersi appropriato di ben 13 milioni dai conti correnti dell'ex partito "La Margherita", né Fini né Schifani abbozzino alla necessità di mettere mano, con urgenza, alla grande truffa dei "contributi per le spese elettorali".
Da dove provenivano, infatti, i 13 milioni sgraffignati da Luigi Lusi a "La Margherita" ed i 7 milioni impiegati dalla Lega Nord tra Tanzania, Cipro e Norvegia ?
Ovvio, dal finanziamento pubblico ai partiti che, cancellato dal referendum popolare del 1993, è stato immediatamente ripristinato, alla chetichella e con il voto favorevole di tutti i partiti, semplicemente cambiandogli il nome in "contributo per le spese elettorali".
Perché di truffa si deve parlare ?
E' una truffa non solo perché fino al 2011 hanno continuato a ricevere i contributi "pro quota" partiti che, dal 2008, non sono più rappresentati in Parlamento, come "Rifondazione Comunista", "UDEUR" e la stessa "La Margherita", ma perchè l'imbroglio è evidenziato da alcuni semplici esempi riferiti alle elezioni politiche 2008.
Partito Democratico : spese elettorali accertate € 18.472.868 - contributi ricevuti € 180.231.505;
Popolo della Libertà : spese elettorali accertate € 53.662.277 - contributi ricevuti € 206.518.945;
Italia dei Valori : spese elettorali accertate € 3.440.084 - contributi ricevuti € 21.649.225;
Lega Nord : spese elettorali accertate € 2.939.987 - contributi ricevuti € 41.384.550.
La Corte dei Conti, e non il signor nessuno, nel ricostruire la storia di questi "rimborsi", e tenendo conto che dopo il referendum del 1993 si sono svolte 5 elezioni politiche, 3 europee, 3 regionali, ha calcolato che, per competere in queste elezioni, i partiti hanno speso in totale 579 milioni di euro incassando però "rimborsi" per 2.254 milioni di euro, senza considerare ancora i "rimborsi" per le successive elezioni europee del 2009 e le regionali del 2010.
Per questo, nel suo "Referto ai Presidenti delle Camere sui consuntivi delle spese e sui relativi finanziamenti..." la Corte dei Conti, a pagina 179, scrive testualmente "...quello che normativamente viene definito contributo per il rimborso delle spese elettorali è, in realtà, un vero e proprio finanziamento" !
Tutto ciò avviene alla faccia dei 31.200.000 elettori italiani che con il referendum 1993 avevano confermata la loro volontà di abolire il finanziamento pubblico ai partiti !

1 commento:

serpenti ha detto...

non riesco a comprendere come non si formi un movimento che raccolga firme e inviti la gente ad andare davanti i palazzi del potere, a manifestare chiedendo un incontro con la casta,cioe' tutta la banda di politicanti che ci mangiano il fegato oltre che il portafogli. No, si va in piazza per un presidente che vuole fare i caz.... suoi e si ignora una bestia piu' grande come i mille della casta.