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sabato 11 febbraio 2012

Le quote latte... uno scheletro nell'armadio

Tra i molti scheletri nell'armadio che il Governo Berlusconi ha lasciato in eredità a Mario Monti c'è anche il pasticciaccio delle cosiddette "quote latte".
Cosa sono le "quote latte" e perché l'UE ha aperta una procedura formale d'infrazione sugli aiuti di stato, nei confronti dell'Italia, con invito a fornire informazioni sulla proroga di 6 mesi concessa per il pagamento delle multe ?
Bisogna ritornare al marzo 1984, quando con il regolamento 856/1984 la politica agraria comunitaria stabiliva di imporre agli allevatori europei un tributo per ogni chilogrammo di latte prodotto oltre le quote assegnate; come riferimento furono assunti i livelli di produzione 1983.
In Italia, per effetto della grande e diffusa evasione fiscale di questo settore, la quantità prodotta risultava, ufficialmente, per il 1983 di 8.823 migliaia di tonnellate; valore sicuramente sottostimato rispetto al reale livello di produzione.
Era impensabile, però, presentarsi all'UE e sostenere: cari signori, siccome in Italia nel comparto lattierocaseario c'è molta evasione fiscale dovete assegnarci una quota superiore a quella che dichiariamo.
Peraltro l'UE consente ad ogni allevatore di produrre e commercializzare latte anche oltre la quota che gli è assegnata e che può essere incrementata con quote acquistate o affittate da altri allevatori; in ogni caso, però, per ogni chilogrammo eccedente deve essere corrisposto alla comunità europea un tributo (la cosiddetta multa).
Per dovere di cronaca va detto che le quote sono state attualizzate anche nel 2008.
Per il 2010, su 11.558 allevatori interessati, 9.740 (cioè l'85%) a gennaio 2011 avevano già regolate le loro multe con versamenti per 20.145 milioni di euro su 27.297 milioni complessivi.
Era a questo punto che la Lega, pur di confermare di avere l'illegalità nel proprio DNA, decise di schierarsi con quei poco più di mille allevatori recalcitranti al pagamento delle multe.
Con la connivenza tacita di Berlusconi, la Lega fece approvare con voto di fiducia, nel decreto "Milleproroghe 2011", il differimento al 30 giugno del pagamento delle multe dovute.
E' appunto di questo pasticciaccio che, oggi, l'UE chiede conto all'incolpevole Governo Monti.
Comunque vadano le cose l'Italia dovrà pagare, per multa ed interessi, qualche decina di milioni.

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