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lunedì 6 febbraio 2012

Lega di lotta (interna) e di... magna magna !
Due settimane fa, durante la carnevalata in verde di piazza del Duomo, il Grande Barbaro rassicurava gli ominidi verdi che la Lega era più che mai compatta.
Passano quindici giorni ed ecco che a Sarego in occasione di una nuova messinscena, quella del fasullo parlamento padano (andare alla casella 25 del nuovo gioco da tavolo, il Monopoli padano), Bossi è stato costretto ad ammettere davanti a tutti che nel movimento ci sono tensioni interne. Strano che se ne sia accorto solo ora !
Infatti le ostilità, perché di ostilità si tratta, erano da mesi sotto gli occhi di tutti.
Forse i solerti componenti il "cerchio magico" non gli avevano detto nulla per non disturbarlo mentre stava sparando le sue spacconate !
"Se Berlusconi non stacca la spina a Monti... noi faremo cadere Formigoni !" sbraitava ai quattro venti il Grande Barbaro, per poi riporre in tutta fretta la minaccia nel cassetto di fronte al gran rifiuto del suo ex amico di merende, anche perché se avesse insistito a causa delle zuffe interne ne sarebbe uscito scornato.
Per dovere di cronaca va detto che, al posto della caduta del Governo Monti il PdL gli ha fatto gentile omaggio dell'ascesa di un leghista, Alessandro Casarin, alla poltrona di direttore dei TGr della RAI.
"Ma chi se ne frega di far cadere Monti se possiamo accaparrarci un'altra poltrona" si sarà detto, tra sé e sé, il Grande Barbaro di fronte a questo cadeau del PdL !
Già, perché la Lega Nord che al grido di "Roma ladrona" si vantava di essere una forza nata per moralizzare l'Italia, di fatto dimostra da sempre di essere un partito famelico di poltrone e quattrini.
Là dove ci sia la possibiità di ottenere incarichi ben remunerati per familiari, amici e seventi, incontreremo sicuramente branchi di leghisti.
Là dove ci sia la possibilità di arraffare quattrini dalle casse del denaro pubblico, di sicuro vedremo muoversi in prima fila ancora e sempre leghisti.
Coerenti con questa voglia smodata di "mangia mangia" i parlamentari leghisti non potevano lasciarsi sfuggire l'occasione di essere ancora una volta in prima fila quando si è trattato di contestare la decisione, approvata dalle Presidenze delle due Camere, di introdurre da gennaio 2012, in sostituzione dei vergognosi vitalizi, il nuovo sistema previdenziale basato sul metodo di calcolo contributivo.
Nella agguerrita difesa di un ignobile privilegio, quello di poter andare in pensione a 50 anni, spillando ovviamente denaro dalle casse di "Roma ladrona", su 26 contestatori di tutti i partiti ben 15 sono leghisti.
Da Roma ladrona ... a Lega predona !

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