martedì 28 febbraio 2012

Mario Monti traditore della Carta Costituzionale


Suscita sorpresa e sconcerto constatare che a Capo del Governo Italiano continuino ad avvicendarsi protagonisti che ignorino i principi della nostra Carta Costituzionale.
A Silvio Berlusconi, che non ha mai fatto mistero di considerare la Costituzione alla stregua di un vecchio inutile fardello da trasgredire, per il proprio tornaconto, soprattutto in materia di giustizia, è succeduto Mario Monti che sarà pure un esimio professore di economia, ma che sembra intenzionato, anche lui, a non osservare i principi della Carta Costituzionale pur di accondiscendere alle pretese del Vaticano, della CEI e di quei politici baciapile che inquinano il Parlamento italiano.
La questione centrale per la quale l’attuale Presidente del Consiglio sembra disposto a violare il dettato costituzionale riguarda l’applicazione dell’IMU agli edifici di proprietà della chiesa cattolica ed adibiti ad attività scolastiche.
Per chiarire il suo punto di vista, scompaginando usi e costumi del Senato Mario Monti è comparso, inatteso ospite, durante i lavori della commissione industria per puntualizzare che saranno esentate dal pagamento dell’IMU tutti gli istituti cattolici che “svolgono la propria attività con modalità concretamente ed effettivamente non commerciali” e siano “no profit”, “paritari” ed “aperti a tutti”.
Com’era prevedibile, Monti non aveva ancora finito di parlare e fulmineo arrivava il plauso della CEI.
Di fronte a queste sue puntualizzazioni sorge il dubbio che il professore Monti non abbia letto, neppure di sfuggita, l’art. 34 della Costituzione e, qualora invece lo abbia letto, sia deciso a beffarsi dell’intelligenza degli italiani.
La Carta Costituzionale, all’art. 34 fissa tre requisiti fondamentali:
  1. l’obbligatorietà dell’istruzione per almeno 8 anni;
  2. la gratuità dell’istruzione;
  3. il diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi anche a coloro che siano privi di mezzi.
Come pensa, il professor Monti, di ottemperare al requisito della “obbligatorietà” quando gli istituti cattolici si riservano il diritto, per regola, di accettare o rifiutare a loro discrezione le domande di iscrizione ?
Come può credere, il professor Monti, che il requisito della “gratuità” sia conciliabile con le salate rette scolastiche che gli istituti cattolici esigono per poter accedere ai loro corsi di studi ?
Come immagina, il professor Monti, che studenti “privi di mezzi” possano esercitare gratuitamente presso gli istituti cattolici il loro diritto allo studio “fino ai gradi più alti” ?  
Come mai, il professor Monti considera gli italiani così tardi di mente da non capire che il mercimonio dell’istruzione, praticato dalle scuole cattoliche, sia inconciliabile con il concetto di “concretamente ed effettivamente non commerciale” ?
Infine, dopo aver prosciugate oltre misura le tasche degli italiani, soprattutto dei meno abbienti, con il decreto “Salva Italia”, come può il professor Monti elargire anche un nuovo cadeau di centinaia di migliaia di euro alle scuole cattoliche che già ricevono, ogni anno, copiosi finanziamenti a titolo gratuito dallo Stato Italiano ?
L’ultima speranza è che il Presidente Napolitano, fino ad oggi unico ed autentico garante della Costituzione, intervenga con fermezza per impedire al professor Monti di attuare una così vergognosa presa in giro degli italiani e della Carta Costituzionale.

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