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lunedì 5 marzo 2012

Da agente del KGB a … “commosso” Zar

Fino al 20 agosto 1991 importante membro e dirigente del KGB, la potente polizia segreta comunista, Vladimir Putin rassegnò le dimissioni dai servizi segreti solo dopo il fallito colpo di stato contro Michail Gorbaciov, il propugnatore dei processi di democratizzazione dell’Unione Sovietica più noti come “perestrojka” e “glasnost’”.
Nel 1998 Vladimir Putin fu nominato a capo del FSB, una delle agenzie che avevano raccolta l’eredità del KGB.
Oggi, l’ex dirigente del KGB e del FSB, comunista autentico del quale Silvio Berlusconi si vanta di essere amico di merende e di dacia (anche se, per le certezze divulgate dal verbo berlusconiano, l’amico Vladimir da comunista verace avrà banchettato anche lui con teneri bambini cucinati sulla brace e vodka !), è stato ancora eletto Presidente federale.
Sul risultato di queste elezioni presidenziali aleggia più di un qualche dubbio di brogli.
Da ore, infatti, sul Web tutti possono esaminare numerosi filmati di seggi elettorali dove individui, a viso scoperto, infilano nelle urne non qualche scheda elettorale di troppo, ma veri e propri pacchi di schede che, sicuramente, non contenevano voti favorevoli alle opposizioni altrimenti sarebbero intervenuti i servizi segreti con l’immediato arresto dei furfanti.
Nonostante questi rospi sulla coscienza, il nuovo Zar è apparso nella “Piazza del Maneggio” con le lacrime agli occhi per la commozione.
Almeno questa presa per i fondelli il signor Putin la poteva risparmiare innanzitutto al popolo russo, ma poi anche al resto del mondo che le prove dei suoi brogli le ha sotto gli occhi.

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