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venerdì 23 marzo 2012

Fomentare la violenza con la disinformazione


Produrre disinformazione per esacerbare gli animi è un modo di fare riprovevole per qualsiasi persona, ancor più se questa persona di mestiere fa il giornalista e deontologicamente dovrebbe assicurare al suo lettore, radioascoltatore o telespettatore una decifrazione obiettiva dei fatti.
Questa mattina su “Il Manifesto”, Guido Viale scrive un editoriale nel quale, consapevole di non dire il vero ai suoi lettori, afferma: “L’azzeramento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una misura per rendere flessibile il mercato del lavoro, ma per rendere rigidi…”.
Non è mia intenzione esprimere un parere sull’editoriale, vorrei semplicemente soffermarmi sulla prima parola di questo editoriale “azzeramento” che, letta sbrigativamente da 1, 100, 1000 lettori potrebbe essere fomentatrice di iniziative violente e di atti inconsulti.
Un qualsiasi dizionario della lingua italiana alla parola azzeramento declina : “ritorno di una situazione al punto di partenza, generalmente considerato come pregiudiziale per il raggiungimento di un accordo”.
Ora, il signor Viale, sicuramente persona colta, informata e padrona della lingua italiana, sa benissimo che l’art. 18 non è stato azzerato ma semplicemente rivisitato nella sua struttura prevedendo e definendo con precisione tre diverse possibili situazioni.
I licenziamenti discriminatori non solo erano e restano nulli, ma in più, saranno nulli anche per i lavoratori che operano in aziende con meno di 15 dipendenti, lavoratori, cioè, che fino ad oggi non erano tutelati dall’art. 18.
Per i licenziamenti disciplinari sarà il giudice, così come è accaduto fino ad oggi, a decidere, imponendo all’azienda  un “indennizzo economico”, da 15 a 27 mensilità, oppure il “reintegro” nel caso in cui i motivi del licenziamento fossero ritenuti infondati od irrilevanti.
Per i licenziamenti cosiddetti “economici”, ai quali è previsto il ricorso solo nei casi di crisi aziendale o di ristrutturazioni organizzative e produttive, è previsto l’indennizzo economico da 15 a 27 mensilità. Certamente un aggravio economico e finanziario non lieve per una azienda già in crisi !

Ricorrere, perciò, alla parola “azzeramento” non solo mi sembra scorretto ma credo anche che faccia torto all’intelligenza dei lettori di "Il Manifesto”.   

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