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mercoledì 7 marzo 2012

Ma vada a ramengo l’Italia pur di …

Non si fa in tempo a considerare con interesse e compiacimento un fatto, un evento, una situazione che ecco giungere indicazioni di segno assolutamente contrario che fanno riaffiorare delusione e sconforto.
Il Presidente del Consiglio Monti aveva convocata una riunione con i leader delle tre formazioni politiche che sostengono il suo governo, e nel giro di poche ore è stato costretto a revocare l’incontro perché il segretario del PdL, Angelino Alfano ha ritirata la sua disponibilità.
All’ordine del giorno, tra gli altri, c’erano i temi della giustizia, della RAI, delle frequenze TV, dei provvedimenti anti-corruzione, ma non solo.
Si sarebbero dovuti affrontare anche altri temi vitali come la riforma del mercato del lavoro e le iniziative per lo sviluppo.
Invece, ecco arrivare la defezione di Alfano in contemporanea con  la visita del Presidente Mediaset, Felice Confalonieri, a Palazzo Chigi, le dichiarazioni rilasciate da Cicchitto contro la revisione delle norme anticorruzione, la partenza di Berlusconi per Mosca per brindare con l’amico Putin alla vittoria elettorale.
“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” sosteneva Giulio Andreotti e, probabilmente, anche questa volta vale la pena “far peccato”.
Perché pensar male ?
Contro il proposito di Monti di rivedere la “governance RAI”, c’è il tacito accordo di PdL e Lega per non cambiare nulla dal momento che la situazione attuale permette loro di fare il bello ed il cattivo tempo in casa RAI, gestendo ed occupando poltrone a gogò.
Sulle frequenze TV, che valendo alcuni miliardi di euro potrebbero, nelle intenzioni di Monti, essere messe all’asta per rimpinguare un poco le casse dello Stato, c’è il veto di Mediaset che, avendo ricevute le frequenze, insieme alla RAI, a titolo gratuito come gentile regalo da Berlusconi, non intende rinunciare al cadeau.
Per quanto concerne le norme anti-corruzione, il ministro Severino vorrebbe far approvare pene severe per corrotti e corruttori, impedire che possano candidarsi a pubblici incarichi politici coinvolti in inchieste giudiziarie, prevedere la confisca dei beni ai corrotti, oltre che reintrodurre il reato di falso in bilancio (depenalizzato nel 2002 proprio da Berlusconi per scampare ai processi che lo vedevano coinvolto). Contro le proposte del Ministro il PdL si oppone con tutte le sue forze minacciando perfino di far cadere il Governo Monti.
Morale: per Alfano ed il PdL il Governo Tecnico ha ragione d’essere fino a quando impone tasse e sacrifici a pensionati e poveri cristi, ma se solo accenna a toccare gli interessi di Berlusconi, Mediaset, politici corrotti e corruttori, allora se ne può andare a casa anche se con il rischio di mandare l’Italia a ramengo !  


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