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mercoledì 16 maggio 2012

Vergognoso servirsi dei morti per fini politici


Penso che di fronte alla morte di un essere umano, a prescindere da tutto, si debba solo provare tristezza e mostrare rispetto.
Soprattutto per questo ritengo vergognose e rivoltanti le molte strumentalizzazione dei cosiddetti “suicidi da cartella esattoriale” che, per volgari fini politici, sono state fatte e continuano a farsi da parte di esponenti del mondo politico, sindacale e dei media,.
Così come sono convinto sia stata di pessimo gusto e disdicevole la citazione del numero dei suicidi causati dalla crisi in Grecia riferita, in un suo intervento, dal Presidente Monti.
Fatta questa premessa credo, in ogni caso, che sia tipico di individui superficiali e poco intelligenti avere la supponenza di decodificare le dolorose e sofferte motivazioni che possano aver indotto un essere umano al suicidio.
Se la “cartella esattoriale” sia stata la goccia che, in uno o più casi, abbia fatto traboccare il vaso di mille altre contrarietà ed afflizioni, a nessuno è dato di saperlo.
D’altra parte, non è difficile immaginare quanti possano essere gli italiani, soffocati oggi dai debiti, che non pensino di risolvere le loro difficoltà con il suicidio, ma scelgano di viverle in dignitoso silenzio.
A loro nessun giornale ha dedicato o dedicherà prime pagine.
Così come le prime pagine continuano ad ignorare la disumanità e l’ingiustizia che contrassegnano altre morti, quelle dei caduti sul posto di lavoro, le cosiddette “morti bianche”.
Nel 2011, nel nostro Paese, si sono verificate 1.170 morti sul posto di lavoro, e nel 2012, al 15 maggio, i caduti sul lavoro sono già 391 !
Nel decennio 1996-2005, l’Italia è risultato in Europa il paese con il più alto numero di morti sul lavoro. Un primato che sicuramente nessuno ci invidia.
Poiché si tratta, però, di morti che non sono utili per denigrare il Governo o gli avversari politici, i giornali non dedicano loro titoli a tutta pagina, le TV non ne parlano ed i politici le ignorano.
Perciò, l'opinione pubblica, ad eccezione di casi clamorosi come la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, ne è tenuta all’oscuro.
Per un Paese la cui Costituzione all’art. 1 recita che L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, ma non fondata sulle “morti per lavoro”, l’indifferenza verso questi caduti è assolutamente imbarazzante. 

8 commenti:

marysol ha detto...

bravo! hai interpretato il pensiero di altre persone come me che con questi episodi di suicidi giornalieri di povera gente di cui non conosciamo assolutamente il loro percorso vengono strumentalizzati per losche notizie dei media ai quali poi niente importa se non uno scoop come un altro.
marysol

Alex di Monterosso ha detto...

Grazie Marysol !
Alex

Anonimo ha detto...

è GIUSTO NON STRUMENTALIZZARE I SUICIDI , MA E' ANCORA PIU GIUSTO CERCARE DI EVITARLI NON SALASSANDO GENTE CHE NON ARRIVA ALLA FINE DEL MESE CON NUOVE TASSE SENZA CERCARE DI DIMINUIRE SPRECHI TANGENTI STIPENDI E PENSIONI DA NABABBI

Anonimo ha detto...

GENERAZIONI a CONFRONTO
La generazione nata n’ellera fascista non ha goduto la sua giovinezza
Finita la guerra molti giovani a 12 anni già lavoravano
per non essere di peso alla famiglia
(i giovani nati negli anni 50 con la pancia piena studiavano) mentre i loro Padri e i giovani con la pancia vuota ricostruivano L’Italia.

Nel 1968 la nuova generazione con la pancia piena manifestava
i risultati?
sono ben visibili Incominciando dalla politica –sindacati- imprenditoria - manager-faccendieri ecc .

La generazione nata nel dopoguerra dovrebbe fare un esame di coscienza
mettendo a confronto il loro modo di sacrificarsi con quello dei loro Padri
che a distanza di 66 anni ancora si sacrificano per i figli.

Se studiate fino ha 30 anni chi paga i genitori se siete disoccupati chi vi campa i genitori

Il tutto continua anche quando giunti alla vecchiaia andiamo in Pensione.

Quello che fa più male è sentir dire che i Padri

con i diritti goduti negli anni hanno distrutto il futuro dei figli .

L’errore commesso dai padri nel dopo guerra? è il non avere capito che il carattere di una persona
non si forgia nell’agiatezza
ma nel superare i problemi della vita quotidiana.

Gli scarsi risultati del 3° millennio nel mondo sono da attribuire alla apatia dei giovani
e alla disonestà (dei sessantottini che appartengono alla classe manageriale e politica)
serva dei capitalisti. VITTORIO

storico sgrz ha detto...

l'indifferenza verso chi si suicida viene da tutti i cittadini che piangono lacrime di coccodrillo dopo aver votato i politici che hanno portato l'Italia sull'orlo del baratro.

Le differenze tra Berlusconi e Monti

Alex di Monterosso ha detto...

Criticare la strumentalizzazione dei suicidi non significa indifferenza ma rispetto per l'essere umano le cui sofferenze, molto probabilmente complesse e non banali, lo hanno indotto al suicidio. Ci sono decine di persone che si suicidano in carcere e di cui non si parla perché la loro morte non serve a sporchi giochi di parte. Ci sono centinaia di suicidi ogni anno, in Italia, che non sono portati all'attenzione dell'opininione pubblica perché non utili ai media ed ai loro fini. In ogni caso "etichettare" i suicidi senza conoscere il singolo individuo e le sue reali problematiche lo considero vergognoso !

Anonimo ha detto...

La rivoluzione che vorrei.
ricambio di tutta la classe politica.

Con l'obbligo per chi li sostituirà di fare un periodo
di apprendistato di 24 mesi.

Come esame ? un lavoro da operaio
con lo stipendio di euro 1200,00al mese senza altri introiti
pena l'esclusione da qualsiasi incarico politico.

Cosi quando dovranno fare nuove leggi ho qualsiasi altra riforma
che riguardi la classe operaia.

per quanto riguarda la durata del mandato? un massimo di due legislature
con stipendi pari a tre volte lo stipendio di un operaio

gli stipendi a fine mandato per quanto riguarda le loro pensioni
gli accantonamenti dovrebbero essere cumulati
come quelli di un cittadino che nella vita ha svolto più lavori.
PS.
Annullamento della riforma DINI Legge porcata che cambiò la loro pensione in vitalizio

una volta eliminati papponi e lobby

con giovani onesti potremmo risollevarci
e fare si che i costi della politica si ridimensionino al costo reale
CHE A TUTT'OGGI È MINIMO DIECI VOLTE PIÙ ALTO.
RIPRISTINANDO COSI LA DEMOCRAZIA . VITTORIO

Anonimo ha detto...

Monti continua a predicare che dobbiamo pagare le tasse, giusto, ma perchè non ha cominciato a sforbiciare gli emolumenti dei politici e dei superstipendi dei grandi manager e delle banche? Quando ci avrà risposto proveremo anche a capirlo, altrimenti rimetta il mandato se è una persona onesta