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lunedì 14 luglio 2014

L’ultimo viaggio della Costa Concordia

In base ai piani di lavoro predisposti, alle ore 06:00 di lunedì 14 luglio, condizioni meteo permettendo, le squadre di tecnici avvieranno la messa in rigalleggiamento della Costa Concordia.
Nella prima fase è previsto il recupero di circa due metri delle condizioni di rigalleggiamento, indispensabile per poter spostare di alcune decine di metri il relitto della nave dal luogo dove è naufragata il 13 gennaio 2012.
Secondo il dettagliato piano di recupero occorrerà almeno una intera settimana per recuperare le condizioni di rigalleggiamento necessarie perché il relitto, agganciato da due rimorchiatori oceanici e da due rimorchiatori portuali, possa iniziare il suo ultimo viaggio verso il porto di Genova.
Sono trascorsi oltre 900 giorni da quella infausta sera in cui 32 passeggeri hanno persa la vita, vittime della scellerataggine di Francesco Schettino.
L’isola del Giglio sarà liberata finalmente da quell’ingombrante rottame, meta di curiosi ma deleterio per il turismo, primaria risorsa economica per gli abitanti dell’isola.
A suscitare perplessità e preoccupazione in queste ore, però, sono le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di Costa, Michael Thamm, e dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli.
Entrambi hanno ribadito, difatti, che, per la complessità e le difficoltà di una operazione eseguita per la prima volta nella storia, esistano rischi correlati anche alle condizioni del vento e del mare nel periodo che va dalla giornata di lunedì 14 luglio fino al giorno previsto per l’arrivo al porto di Genova, il 25 o 26 luglio.
Una volta lasciata l’isola del Giglio, infatti, il relitto della Costa Concordia, trainato dai rimorchiatori, dovrà percorrere circa 200 NM ad una velocità media che non potrà superare i 2,5 nodi, a condizione che le onde del mare non superino i 2 metri (mare 4/5 della scala di Beaufort) e che la velocità dei venti, in particolare da S – SW, si mantenga inferiore ai 15 nodi.
Se, come è auspicabile, tutto procederà bene, la navigazione verso Genova dovrebbe durare non meno di 90 / 100 ore anche perché la rotta non potrà essere lineare.
In realtà il convoglio dovrà zigzagare, almeno nei primi giorni, per transitare a non meno di 10/15 miglia dall’isola di Montecristo, dall’isola di Pianosa, dall’isola d’Elba, da Bastia, dall’isola Capraia, prima di puntare diritto su Genova.
Sicuramente i tecnici di Titan Micoperi ed il Capo della Protezione Civile devono aver ragguagliato Renzi ed i suoi Ministri sulle difficoltà e sui rischi, anche imponderabili, che comporta il trasferimento del relitto, prima che il Governo scegliesse il porto di Genova per i lavori di demolizione della Costa Concordia.
Per questo, dopo quanto si è detto è legittimo domandarsi come mai, per i lavori di demolizione, il Governo non abbia scelto il porto di Piombino, distante solo 30 miglia dall’isola del Giglio, e raggiungibile dal convoglio con una rotta lineare in meno di 15 ore di navigazione e con minori rischi anche ambientali.
Una domanda, come mille altre, che rimarrà senza risposta.

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