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venerdì 25 luglio 2014

Requiem per la Costa Concordia

Per il vero uomo di mare ogni barca, e non solo la sua, rappresenta una ricchezza di cui avere cura perché è il luogo in cui, di volta in volta, si vive e si lavora, ci si rifugia per riposarsi, per ricordare o per godere del calore di familiari ed amici.
Per questo immagino la tristezza che può aver angosciati molti uomini di mare osservando il convoglio, un corteo “funebre”, che si è formato per accompagnare mestamente la carcassa della Costa Concordia nella sua ultima rotta verso la demolizione.
Come non indignarsi, perciò, quando, nelle stesse ore in cui il convoglio lasciava l’isola del Giglio, dai media veniva dato ampio risalto alle foto di un ridanciano Francesco Schettino ospite, ad Ischia, del White Party organizzato dall’editore Piero Graus che, a breve, curerà la stampa delle “epiche” memorie di questo sciagurato individuo.
Un battage che, personalmente, ho vissuto come un intollerabile affronto alle 32 vittime del signor Schettino, unico responsabile di quella terribile sciagura.
Supponevo, ingenuamente, che, per colui che ha sulla coscienza la morte di 32 passeggeri a lui affidati ed è accusato di omicidio colposo plurimo, la giustizia italiana avesse disposti come minimo gli arresti domiciliari.
Invece no !
Al signor Schettino la magistratura concede di vivere libero, senza alcuna limitazione, così da essere ricevuto in salotti mondani e festini, ospite d’onore imbarazzante con il quale giunoniche signore amano fare un selfie.
Ancora uno sconcertante riscontro del perché, al comune cittadino, sia difficile comprendere a quali logiche si richiamino, troppo spesso, le decisioni che i magistrati prendono in nome della giustizia.
Mentre sui media imperversavano le foto del signor Schettino, libero e festaiolo, infatti, a Este solerti carabinieri arrestavano e traducevano al carcere di Opera il deputato Giancarlo Galan, del quale solo due ore prima la Camera aveva autorizzato l’arresto.
Così tanta fretta perché, per i magistrati di Venezia, esisterebbe  il rischio di reiterazione dei reati dei quali Galan è accusato, vale a dire corruzione, concussione e riciclaggio.
Sarebbe stato meglio, per Galan, essere accusato di omicidio colposo plurimo!
Galan, però, molto probabilmente si starà anche chiedendo come mai lui, che per il momento è solo indagato, sia rinchiuso in cella mentre i magistrati concedono la libertà, ad esempio, al signor Schettino od al signor Berlusconi che, invece, continua ad essere libero cittadino pur essendo stato già condannato in via definitiva a quattro anni.
A proposito del pregiudicato Berlusconi, la notizia di oggi è che il TAR del Lazio ha respinta la sua richiesta di tornare in possesso del passaporto che gli era stato ritirato subito dopo la sentenza emessa dalla Cassazione.
Senza il passaporto, infatti, Berlusconi non potrà recarsi a trascorrere qualche giorno di vacanze libertine in Russia, nella dacia del suo sodale Putin.
Che faccia tosta !  

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