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mercoledì 6 agosto 2014

Non resta che raccomandarsi a … San Gennaro

Forse come molti italiani, questa mattina per colazione ho provato a farmi un panino farcendolo con una fetta di riforma del Senato  e cercando di insaporirlo con un pezzetto di Italicum.
Il risultato è stato stomachevole ed indigesto.
Perciò, sono sceso al bar sottocasa ed ho sorseggiato il solito “marocco” e sbocconcellato un “pain au chocolat”.
Ignoro come facciano colazione Renzi ed i suoi ministri, di certo augurerei loro di nutrirsi, a colazione, pranzo e cena, sempre e solo con tranci di riforma del Senato e spezzatino dell’Italicum.
In questi cinque mesi di governo del Paese, al di là della inondazione di foto e servizi televisivi in cui mostra il suo sbeffeggiante sorriso, al di là della valanga di tweet di autoincensamento, al di là delle conferenze stampa traboccanti di sconclusionati blablabla, Renzi ha dato prova di essere solo un arrampicatore megalomane, del tutto incapace di comprendere le vere necessità del Paese.
Cinque mesi di estemporanei spot pubblicitari, di promesse campate in aria, di velleitari impegni a cambiare l’Italia.
Sarà pur vero che non esista la bacchetta magica per risolvere i disastri provocati dalla crisi, ma se in una barca ci sono delle falle il primo dovere di un buon comandante sarebbe quello di tamponarle e non di rilassarsi a prendere il sole, a meno che ...
Già, a meno che non sia un semplice figurante, messo al posto di comando da qualcuno che abbia tutto l’interesse di fare affondare la barca con il suo equipaggio.
C’è un vecchio adagio che recita: “chi va con lo zoppo impara a zoppicare” … e se il proverbio avesse ragione, Renzi avrebbe imparato in fretta a zoppicare !
Da quando nel novembre 2011 la Troika si era appollaiata sulla spalla del rovinoso governo Berlusconi, in attesa del momento opportuno per calarsi su Roma, gli indicatori economici del nostro Paese hanno continuato a peggiorare con crescenti disagi per gli italiani.
Solamente grazie agli immani sacrifici lacrime e sangue, imposti dal governo Monti, gli italiani sono riusciti a tenere lontana la Troika da Roma.
Così, afflitto da una crisi senza fine, il Paese, o perlomeno una parte, si era illuso che Renzi, propostosi come vessillifero del cambiamento, fosse in grado di farlo uscire dal tunnel.  
Invece, in questi cinque mesi di governo, Renzi per prima cosa si è impegnato a fare risorgere Berlusconi dalle tenebre in cui lo aveva relegato la sentenza della Cassazione, al tempo stesso infinocchiando gli italiani con la balla che le riforme del Senato e della legge elettorale avrebbero eliminate le angustie del Paese.
Ora, o Renzi ha mentito agli italiani, sapendo di mentire, oppure è davvero incapace e scombinato!
Continua a vantarsi di aver messi 80 euro nelle buste paga di circa dieci milioni di italiani ma, in queste ore, Confcommercio conferma che quello spot elettorale non ha prodotto alcun effetto sui consumi delle famiglie.
Inoltre, secondo le anticipazione dell’ultima ora, sembra che domani l’ISTAT confermi un indice del PIL in stagnazione anche per il secondo semestre 2014, il che allontanerebbe sempre più il pareggio strutturale chiesto dall’UE, ed angoscerebbe ancor più i milioni di disoccupati che cercano ma non trovano lavoro.
Insomma, invece di cincischiare con la riforma del Senato e della legge elettorale, sarebbe stato legittimo attendersi che governo e Parlamento, di fronte a questo drammatico e rischioso scenario, si concentrassero su interventi utili a dare una boccata di ossigeno al Paese, ad esempio sforbiciando i costi della politica e gli sprechi.
Dopo aver impegnata, fin dai tempi del governo Monti, una task force per individuare gli sperperi di denaro pubblico, è da irresponsabile che Renzi, per non ledere la sua popolarità e per opportunismo politico, affossi in un cassetto i “25 dossier 25” preparati dal Commissario alla spending review.
Inoltre, se la coppia nazarena Renzi-Berlusconi avesse voluto superare davvero il bicameralismo perfetto e ridurre i costi della politica, avrebbe dovuto proporre la chiusura definitiva di Palazzo Madama, con un risparmio per le casse dello Stato di oltre 500 milioni di euro.
Invece no ! Renzi ha sollevato un gran polverone garantendo agli italiani che la riforma del Senato avrebbe fatto risparmiare centinaia di milioni.
Una bufala colossale perché la riforma del Senato, che sarà approvata nei prossimi giorni, ridurrà di poche decine di milioni i costi a carico dello Stato.
Non solo, ma agli amministratori locali che diventeranno anche senatori sarà concesso lo scudo dell’immunità.
Una scelta immorale e scellerata, se si tiene conto che le cronache raccontano ogni giorno di amministratori locali corrotti e dediti al malaffare.
Se questo è il cambiamento di cui si proclama vessillifero Matteo Renzi, al Paese non resta che raccomandarsi a San Gennaro !

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