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mercoledì 24 settembre 2014

L’informazione che … disinforma

Venerdì scorso tutti i mezzi di informazione, giornali, radio e TV, hanno dato grande risalto alle parole dell’avvocato Piero Longo che dava notizia della ammissibilità, da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, del ricorso per violazione delle regole del giusto processo, presentato dai legali di Berlusconi contro la sentenza definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset.
Tanto è bastato perché i berluscones di ogni rango si scatenassero in capriole di gioia e, trascinati dall’euforia, azzardassero perfino che, prima di Natale, Berlusconi sarebbe stato reintegrato nel suo seggio di senatore.
Renato Brunetta, parlando a vanvera come al solito, nel suo giornaletto “Il Mattinale”, giungeva addirittura a sostenere che la CEDU avesse riconosciuta la ammissibilità anche del ricorso sulla retroattività della legge Severino.
Berlusconi stesso, partecipando a Sirmione ad un incontro con giovani forzisti, dopo averli esortati a beatificarlo perché “martire” della magistratura si era rallegrato del successo ottenuto dai suoi avvocati, a Strasburgo, con l’ammissibilità del ricorso.
Oggi, quindi, mi sembrerebbe di sparare sulla Croce Rossa se riportassi, anche solo in parte, le entusiastiche dichiarazioni rilasciate nel weekend da molti notabili di Forza Italia, con in testa il cosiddetto consigliere politico Giovanni Toti.
Infatti, la bolla di esuberanza forzista è durata poco più di quarantotto ore, cioè il tempo necessario perché l’ufficio stampa della CEDU sconfessasse, con una nota ufficiale, l’avvocato Longo e sgonfiasse gli entusiasmi forzisti.
La nota precisava, infatti, che si era semplicemente provveduto alla registrazione del ricorso, e di uno solo, sulla cui ammissibilità la CEDU non si è ancora espressa.
Il fatto è che a confermare anche in questa circostanza la loro abituale piaggeria sono stati pressoché tutti i mezzi di informazione.
Difatti, dopo aver fatto a gara per essere i più solerti nel mettere in prima pagina o nel riportare in TV le parole dell’avvocato Longo, scatenando l’entusiasmo dei berluscones, si sono guardati bene dal diffondere con altrettanto scrupolo e sollecitudine la notizia della nota ufficiale diramata dall’ufficio stampa della CEDU.
Ora, che abbiano fatto finta di nulla le TV e gli imbrattafogli dei quotidiani consacrati al berlusconismo (NdR: “Libero” ed “Il Giornale”) potrebbe essere tollerabile anche se non giustificabile sotto il profilo del dovere di informazione.
Ma non è assolutamente tollerabile che siano venuti meno al loro dovere molti altri mezzi di informazione che, a distanza di oltre ventiquattro ore, ancora non hanno sentito il bisogno di ristabilire la verità, rettificando una notizia da loro stessi diffusa con tanto risalto.
Non possiamo, perciò, né scandalizzarci né imprecare se nella classifica mondiale della libertà di cui godono giornalisti e mezzi di informazione, l’agenzia Report senza Frontiere colloca l’Italia solo al 61mo posto !

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