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venerdì 5 dicembre 2014

A chi credere ancora ?

Da poco più di ventiquattrore il Paese è sommerso dal resoconto delle molte rivelazioni sullo scandalo “fascio-mafia” che sta terremotando la amministrazione comunale capitolina e che ha consegnati alle patrie galere decine di individui ignobili, di sinistra e di destra, che per anni hanno fatta man bassa del pubblico denaro.
Per non farsi mancare nulla, però, nelle stesse ore i cittadini romani hanno appreso che, presso l’Università La Sapienza, un professore, non meno spregevole, vendeva agli studenti gli esami universitari.
Nulla di nuovo sotto il cielo del nostro Belpaese.
Sono decenni ormai che ogni giorno salta fuori una qualche nefandezza commessa da questo o quel politico, ovviamente senza distinzione di colore per il rispetto della par condicio.
Così come non costituisce neppure una novità il fatto che autorevoli esponenti dei partiti esprimano a caldo il loro sdegno di fronte agli scandali e si impegnino, ogni volta, ad intervenire con urgenza per contrastare il malaffare dilagante.
Tutte balle !
Siccome le mele marce si annidano nei gangli di tutti i partiti e di ogni centro di potere, nessun politico deciderà mai di prendere una qualche iniziativa moralizzatrice per paura di veder franare rovinosamente quel sistema di cui lui stesso fa parte e di cui beneficia.
In queste ore i più infervorati a sbraitare filippiche di condanna, in TV e sulla carta stampata, sono stati, ohibò, il Presidente del Consiglio e segretario del PD, Matteo Renzi, ed il seminudo segretario della Lega, Matteo Salvini.
Straordinarie facce di bronzo !
Difatti, mentre loro si affannavano nel condannare il malaffare e si impegnavano ad intervenire in modo duro e definitivo, i loro sodali di partito, in Parlamento, si muovevano esattamente nella direzione opposta.
In quelle stesse ore, infatti, dopo nove mesi di melina il Senato era chiamato ad esprimere il proprio voto sulla richiesta della Procura di Trani di utilizzare le intercettazioni telefoniche nel processo che coinvolge il senatore di NCD e Presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzollini.
Per inciso, al senatore Azzollini, alfaniano DOC, la Procura di Trani contesta i reati di truffa allo Stato, associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, e varie altre quisquiglie, per lo scandalo del porto di Molfetta.
Ebbene, che ti fanno i senatori di PD, NCD, Forza Italia e Lega ?
Ma suvvia, respingono la richiesta della Procura di Trani con 180 voti, contro 36 voti favorevoli ed 1 astenuto.
Domanda n. 1: i due Matteo, Renzi e Salvini, mentre censuravano il malaffare erano al corrente di come avrebbero votato i senatori dei loro partiti ?
Domanda n. 2: non è che proprio Renzi e Salvini abbiano ordinato ai loro senatori di inibire l’uso delle intercettazioni da parte della Procura di Trani, per il farisaico principio “predicare bene ma razzolare male” ?
Alla luce di questi fatti mi viene da pensare perfino che proprio la fretta e le parole, con cui Renzi e Salvini hanno voluto deplorare con tanta enfasi i “fasciomafiosi” romani giustifichino i dubbi sulla loro sincerità.

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