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lunedì 16 febbraio 2015

Italia, mani in alto !

Non volevo crederci !
Speravo di aver capito male e mi sono dato da fare per cercare la conferma di aver scioccamente frainteso.
Ero ossessionato dalla voglia di sapere, per la miseria, che avevo presa una fottuta cantonata.
Per la prima volta mi sono augurato di aver prese lucciole per lanterne !
Internet, radio, televisione, però, sono stati impietosi.
Quella incredibile notizia era purtroppo vera.
In alto mare, a 50 miglia da Tripoli, una motovedetta della Guardia Costiera italiana durante le operazioni di soccorso ad una carretta del mare stracolma di migranti, è stata accostata e minacciata da un barchino con a bordo quattro individui armati di kalashnikov.
I quattro pirati (NdR: non so come definirli diversamente) con la minaccia delle armi hanno intimato ai marinai della motovedetta italiana di sbrigarsi a trasbordare i migranti, ordinando di lasciare a loro l’imbarcazione una volta svuotata di quei poveracci.
Purtroppo non è la sceneggiatura di un telefilm ma è quanto accaduto oggi domenica 15 febbraio 2015 alle ore 15:30.
Già immagino come la notizia sarà riportata e commentata dai media internazionali.
Però, aldilà di tutto mi sembra che da questo episodio ne esca malconcia non solo l’immagine della Guardia Costiera, ma anche quella del nostro Paese.
Innanzitutto perché l’equipaggio a bordo delle motovedette della Guardia Costiera è composto da militari e non da diportisti della domenica.
Per questo è pazzesco ed inammissibile che militari italiani non solo non reagiscano alle minacce di quattro pirati armati, ma si sottomettano anche ad eseguirne gli ordini.
Qualche commentatore ha subito tentato di giustificare l’accaduto affermando che le motovedette della Guardia Costiera non hanno alcuna dotazione di armi.
Spero che si tratti di una spiegazione priva di fondamento perché sarebbe molto grave che mezzi, sui quali per le operazioni di soccorso sono imbarcate centinaia di individui sconosciuti, tra i quali potrebbero annidarsi violenti, terroristi o criminali, non siano dotati delle armi necessarie per contrastare possibili tentativi di sollevazione.
Se veramente le unità della Guardia Costiera, infatti, non fossero dotate di armi, la notizia solleticherebbe la fantasia dei jihadisti, arrivati ormai sulle coste libiche, che potrebbero tentare, nascondendosi tra i migranti, di impossessarsi con le armi di motovedette italiane per scorrazzare a loro piacimento nel Mediterraneo e raggiungere senza difficoltà le nostre coste.
Poiché Isis ha schedata l’Italia come paese di crociati ed ha lanciata la sua minaccia “siamo a Sud di Roma”, non possiamo “star sereni”

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