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martedì 3 marzo 2015

Raduno fascioleghista per un dejà vu

È bastato che un buzzurro come Matteo Salvini si facesse fotografare, tempo fa, sulla Piazza Rossa perché tra migliaia di italioti si diffondesse la viscerale simpatia per Putin, e la Russia apparisse come il nuovo paese di bengodi.
La crassa ignoranza, che rende Matteo Salvini un caprone e capre i suoi seguaci, spinge a magnificare un individuo come Vladimir Putin così imbevuto delle dottrine del Sovjet da essere diventato, a soli 25 anni, colonnello del KGB, i servizi segreti sovietici famosi per i metodi usati nell’abbattere gli avversari del regime.
Metodi che, per conoscenza diretta, a Putin dovrebbero essere ben familiari.
Ma Salvini non subisce solo il fascino dello zar Vladimir Putin.
Salvini, infatti, è stregato da ogni forma di totalitarismo, come  ha voluto confermare con la manifestazione leghista di Roma, invitando sul palco come ospiti d’onore nientepopodimenoche autentici fascisti, cioè i leader di CasaPound, mentre in piazza del Popolo tra labari con la croce celtica e gigantografie di Mussolini non mancavano neppure braccia tese nel saluto fascista.
Di certo Matteo Salvini avrà raggiunto l’orgasmo quando i leader di CasaPound, grati per l’ospitalità e gli onori ricevuti, lo hanno gratificato con una investitura ufficiale dichiarando: “Noi siamo mussoliniani e per noi Salvini è l’unico leader”.
Poveracci !
Devono essere davvero malridotti se in Salvini vagheggiano di intravedere l’improbabile erede di Mussolini e se, nella calata dei leghisti sulla Capitale, hanno immaginato di vedere il revival della marcia su Roma, ancorché in chiave carnevalesca.
Aldilà, però, del folclore fascioleghista di un raduno, il cui numero di partecipanti, peraltro, ha tradite le aspettative degli organizzatori, molti politologi si attendevano di cogliere, da Piazza del Popolo, segnali più o meno espliciti degli indirizzi e dei programmi di questa Lega salviniana.
Una Lega, cioè, che pretenderebbe proporsi come formazione politica in contrapposizione sia al centrosinistra che al M5S.
Ebbene, disintossicato dalla quantità industriale di insulti, indirizzati praticamente a tutti i politici, e dai vaffa a gogò sferrati a dritta ed a manca, in chiave politica l’intervento di Salvini ha espresso solo un vuoto a perdere, e sotto il profilo dell’oratoria un malriuscito scimmiottamento del turpiloquio di Beppe Grillo.
Poiché, però, in queste ultime ore i sondaggi sembrerebbero premiare l’amplesso di Salvini con i fascisti di CasaPound, non posso fare a meno di chiedermi: ma i miei concittadini fingono di ignorare in quali macerie gli anni del nazifascismo abbiano lasciato il nostro Paese, oppure tra noi ci sono milioni di italiani che anelano solo a farsi soggiogare nel terzo millennio da una nuova dittatura ?

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