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martedì 7 aprile 2015

Cittadini e ciarlatani pseudo politici

Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe, ad esempio, al presidente o all’amministratore delegato di una società per azioni che si presentasse all’assemblea degli azionisti e, per pavoneggiarsi, enunciasse risultati entusiasmanti ma che con il tempo si rivelassero fraudolenti.
Come minimo gli azionisti caccerebbero a calci nel sedere il manager cacciaballe e gli stroncherebbero la carriera esponendolo al pubblico ludibrio.
Ebbene, gli italiani, quelli che pagano le tasse, sono di fatto azionisti della SpA Italia.
Siamo cioè tutti membri di una assemblea che è chiamata a decidere le sorti del nostro Paese, il cui valore sociale supera di gran lunga quello di qualsiasi società per azioni.
Purtroppo, però, la nostra assemblea di cittadini-azionisti da sempre è disposta a farsi prendere in giro dalle fandonie di individui di mezza tacca che, con la correità di una informazione servile, ci raccontano balle a gogò smentite poi regolarmente dai fatti.
Individui che meriterebbero di essere cacciati a calci nel sedere ed esposti al pubblico ludibrio.
Con troppa fretta molti italiani, ad esempio, hanno dimenticato che nel 2001 Berlusconi, assistito dal maggiordomo Bruno Vespa, firmò un contratto con tutti noi impegnandosi, tra l’altro, a creare un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, ad abbattere al 23% la pressione fiscale, a raddoppiare le pensioni minime, etc. etc.
Nonostante nessuno di questi impegni sia stato rispettato, dopo quattordici anni tolleriamo ancora la presenza sulla scena politica di quell’individuo, pur avendo lui stesso garantito che si sarebbe ritirato se non avesse adempiuto al contratto sottoscritto in televisione di fronte a milioni di cittadini.
Eppure, incredibile a dirsi, a dispetto della evidenza dei fatti c’è ancora gente che continua a fidarsi delle sue fregnacce.
Poiché, però, al peggio non c’è mai fine, da oltre un anno un destino perverso ci costringe a subire le fanfaronate di un altro imbonitore da baraccone, copia conforme di Berlusconi.
Matteo Renzi già nel febbraio 2014, infatti, presentatosi alle Camere per chiedere la fiducia sciorinò un sacco di assurde panzane, turlupinando consciamente i boccaloni che lo ascoltavano dentro e fuori le aule parlamentari.
Di quelle fregnacce me ne ricordo alcune in particolare.
Si impegnò, ad esempio, ad attuare nel giro di qualche settimana una riduzione “a due cifre” del cuneo fiscale. Risultato: chi l’ha visto ?
Assicurò, anche, che il suo governo avrebbe presentata la riforma della giustizia amministrativa, civile e penale, entro giugno 2014 (NdR: 2014 non è un errore di stampa !). Risultato: chi l’ha visto ?
Assunse, inoltre, l’impegno a sbloccare entro luglio 2014 tutti i debiti della Pubblica Amministrazione per dare fiato ai creditori dello Stato (NdR: anche in questo caso il 2014 non è un errore di stampa !). Risultato: chi l’ha visto ?
Potrei proseguire ma non vorrei avere un travaso di bile.
Anche perché, da allora Renzi non ha mai smesso di pavoneggiarsi raccontando panzane con i suoi quotidiani ed insensati tweet, oppure rilasciando interviste, od anche occupando manu militari studi televisivi e radiofonici.
Tra l’altro Renzi è convinto di poter raccontare balle anche nei consessi internazionali dove finirà per suscitare risolini di compatimento, così come già accadde al suo compare del Nazareno.
In più non ha neppure il buon gusto di scusarsi quando la realtà lo svergogna.
Ad esempio, per ventiquattro ore è corso di qua e di là blaterando che grazie a lui ed al suo governo la ripresa economica era ripartita tanto che nei mesi di gennaio e febbraio 2015, rispetto ai primi due mesi dell’anno scorso, si sarebbe registrato un aumento di 79 mila contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Sennonché, poche ore dopo, questa millanteria è stata sbugiardata da ISTAT i cui dati hanno indicato che al febbraio 2015 il tasso di disoccupazione è risultato in aumento al 12,7%, dato peggiore rispetto al febbraio 2014, con in più una disoccupazione giovanile del 42,6%, livello mai raggiunto prima.
Ancora una balla della quale Renzi non ha sentito il dovere di chiedere scusa agli italiani.
Anzi, sono convinto che in cuor suo si sia anche compiaciuto di essere riuscito a diffondere la sua bufala qualche ora prima che i dati ISTAT rivelassero agli italiani la triste realtà.
Mi domando: per il bene del Paese Italia quando l’assemblea dei cittadini-azionisti si libererà una volta per tutte di questi pseudo politici ciarlatani ?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Strepitose le due puntate di ieri sera di "1992", la serie su Sky... Lo consiglio a tutti quelli che ancora non l'hanno vista