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venerdì 3 aprile 2015

Giovanni Toti e le trenete cu pestu’

Laureato in scienze politiche, quarantasettenne, giornalista professionista, subentrato ad Emilio Fede nella direzione del TG4, eurodeputato di Forza Italia, dal gennaio 2014 è nientepopodimeno che consigliere politico di Berlusconi.
In queste poche righe è sintetizzato il curriculum, professionale e politico, di Giovanni Toti.
Il 1° aprile Forza Italia, Lega Nord, e per effetto traslativo Casa Pound, hanno candidato Giovanni Toti alla presidenza della Regione Liguria per le prossime elezioni di maggio (NdR: purtroppo sembra che non si tratti di una burla da pesce d’aprile!).
Una candidatura per la quale Toti si è subito impegnato nel dar prova di essere idoneo come i classici cavoli a merenda.
Infatti, ospite di un talk show televisivo ha dimostrato di ignorare perfino i confini della regione della quale aspirerebbe a diventare governatore, asserendo che Novi Ligure è una cittadina ligure, così da provocare non solo una incazzatura generale dei novesi, fieri di essere piemontesi dell’Alto Monferrato, ma anche lo stupore dei liguri.
Ma quale voto in geografia poteva mai avere sulla pagella il bambino Toti quando frequentava le scuole elementari?
Oggi, difatti, un dotto signor Toti è scivolato su una buccia di banana sulla quale non incespicherebbe neppure il più negligente scolaro di una quinta elementare.
Ora, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, ho l’impressione che Toti dovrà ingurgitare quantità smodate di trenete cu pestu’ prima di essere accettato come governatore dalla popolazione ligure, per sua natura, scontrosa e diffidente.
Non solo, ma siccome si vocifera malignamente che i liguri siano anche gente molto accorta alle palànche (NdR: vale a dire i soldi nel dialetto ligure), di certo si staranno chiedendo se d’ora in poi Toti continuerà ancora a farsi arrivare lo stipendio da Strasburgo, oppure si dimetterà da parlamentare europeo, come peraltro ha già fatto la sua collega, Alessandra Moretti, non appena si è candidata alla Regione Veneto.
Fatto sta che ascoltando lo sciabordio del mare ed assaporando un piatto fumante di trenete cu pestu’ i liguri, da Lerici a Bordighera, aspetteranno al varco questo rabberciato candidato al governo della loro regione.

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