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sabato 18 aprile 2015

Renzi, un principe confuso e dispotico

Il nostro presidente del Consiglio, parlando agli studenti della Georgetown University, ha definita l’Italia “la bella addormentata”.
Ripensando alla bella addormentata narrata da Giambattista Basile nel suo Pentamerone, mi sembra che Renzi rassomigli sempre più al principe del Pentamerone, che invece di risvegliare la fanciulla con le buone maniere si accaniva nello stuprarla.
Sarebbe stato meglio per tutti, non certo per i fiorentini, che Renzi avesse continuato a fare il sindaco della città gigliata invece di armarsi di stiletto per pugnalare Enrico Letta ed appropriarsi della poltrona di Palazzo Chigi.
Da quell’infausto giorno, infatti, il Paese vive in un crescente stato confusionale, frastornato dal fiume di tweet e di parole sconclusionate che Renzi scarica ogni giorno pur di assicurarsi visibilità.
Tralascerò di ritornare ancora sulla insensatezza che lo ha indotto a scegliere come interlocutore privilegiato un Berlusconi appena condannato ed espulso dal Senato, anche se purtroppo gli effetti ambigui ed imbarazzanti del “Patto del Nazareno” hanno inciso pesantemente in questi mesi sulla vita degli italiani.
È intollerabile, ad esempio, che in un Paese, da anni afflitto da una difficile crisi economica e sociale, si siano dovute perdere settimane e mesi in discussioni, risse, sedute parlamentari, per portare avanti la riforma elettorale e quella del Senato, assolutamente inutili per alleviare i penosi disagi di milioni e milioni di cittadini.
Come se non bastasse, dopo aver persi 15 mesi nessuna delle due riforme ha ancora tagliato il traguardo, non solo ma è di queste ore la notizia che un Renzi, sempre più affetto da insicurezza ontologica, sarebbe disponibile ad accettare che siano introdotte modifiche alla riforma del Senato, tra cui il ritorno alla elezione diretta dei senatori.
Sconcertante ! Fino ad ieri Renzi e la sua assistente Boschi hanno continuato a ribadire a gran voce che “elemento imprescindibile della riforma è che non ci sia l’elezione diretta dei senatori”, mentre ora anche questo paletto sembrerebbe rimesso in discussione.
Ora, aldilà dell’imbarazzante voltafaccia e dei mesi di dibattiti e lavori parlamentari buttati nella latrina per la cocciutaggine di Renzi a non voler ascoltare le proposte che gli arrivavano da più parti, è legittimo domandarsi: ma allora che fine farebbe la tanto strombazzata cancellazione dei costi del Senato ?
Procedendo di  confusione in confusione arriviamo al caso Indesit.
Era il luglio 2014 quando, in occasione dell’acquisto di Indesit da parte del gruppo statunitense Whirlpool, Renzi dichiarava: “La considero un’operazione fantastica. Ho parlato personalmente io con gli americani a Palazzo Chigi … Il punto non è il passaporto ma il piano industriale. Se hanno soldi ed idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti”.
Evidentemente, suppongo per la sua approssimativa conoscenza della lingua inglese, nel corso del citato incontro a Palazzo Chigi Renzi deve essere incappato in un misunderstanding non avendo capito che Whirlpool non solo non intendeva creare posti di lavoro ma, anzi, aveva in programma di dichiarare un esubero di 1200 addetti nelle fabbriche e di 150 addetti nei centri ricerca.
Ed ora Renzi come spiegherà ai 1350 lavoratori in esubero che quella era una “operazione fantastica” ?
Forse l’Italia sarà anche “la bella addormentata”, di certo però è alla mercé di un presidente del Consiglio che soffre di stati confusionali tali da comprometterne non solo il risveglio ma perfino la sopravvivenza.

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