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martedì 19 maggio 2015

Le pelose mance elettorali di Renzi

“Venghino signori, venghino … al festival dell’imbroglio … venghino avanti senza paura … c’è una mancetta elettorale anche per voi … non 10 … non 100 … e neppure 200 … ma ben 500 euro per dimenticare le truffe di quattro anni”.
Immagino che goduria per qualsiasi imbonitore potersi presentare sulla pubblica piazza ed annunciare a quattro milioni di pensionati che dal cilindro è spuntata una mancetta perché stiano zitti e buoni.
Ebbene, Matteo Renzi, sostituendo la piazza con un programma di RAI Uno, “L’Arena”, di certo più servile e per nulla rischioso, ha annunciato al popolo italico che il 1° agosto LUI regalerà una mancetta di “più o meno 500 euro” a quattro milioni di pensionati.
Così, dopo gli 80 euro mensili, elargiti a 10 milioni di lavoratori alla vigilia delle elezioni europee, ecco che, quindici giorni prima delle elezioni regionali Renzi, con la stessa pelosa prodigalità, concede il bis distribuendo una mancetta elettorale a qualche milione di pensionati.
Con la stessa abilità di quei furfanti che nelle piazzole degli autogrill imbrogliano gli sprovveduti con il gioco delle tre carte, Matteo Renzi sfrutta la sentenza della Consulta per farne uno spot elettorale.
Una mossa malaccorta e truffaldina che, non rispettando il dispositivo della Corte Costituzionale, di fatto non fa che rinviare nel tempo la soluzione del problema perché è ragionevole prevedere che milioni di pensionati si appelleranno alla Consulta per far valere i loro diritti che il governo Renzi irride con tracotanza.
La verità è che ancora una volta Renzi dimostra tutti i suoi limiti, dalla incapacità ad affrontare i problemi reali del Paese alla ignoranza nel valutare e gestire i conti dello Stato, dalla inettitudine nel combattere gli sprechi che pesano miliardi sulle casse statali al dilettantismo con cui affronta le riforme, fino alla strafottenza nei riguardi della Consulta.
A confermarlo ci sono numeri e non chiacchiere.
In questi primi 15 mesi di vita il Governo Renzi è riuscito a collezionare record da far accapponare la pelle.
Il debito pubblico (fonte Banca d’Italia), è cresciuto da 2107 miliardi di euro del febbraio 2014 (NdR: insediamento del Governo Renzi) a 2184 miliardi di euro del marzo 2015, e ciò nonostante i benefici ottenuti dalla riduzione sostanziosa dei tassi di interesse sulla emissione dei titoli di Stato.
L’occupazione, soprattutto quella giovanile, nonostante il gran cianciare di Renzi e dei suoi ministri, non dà segni di rianimazione, confermando l’inefficacia delle tanto enfatizzate misure adottate dal governo.
Dal febbraio 2014 ad oggi la pressione fiscale rimane stabilmente sul 43,5%, segno che gli interventi di riduzione, seppure irrilevanti, sono stati prontamente controbilanciati  dall’aumento delle imposte locali.
Quindi, una gestione pubblica disastrosa che però è stata sepolta ed oscurata dal susseguirsi di show televisivi, e non, con i quali Renzi si è prodigato per turlupinare gli italiani propagando ciarlatanate come sono appunto le regalie elettorali. 

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