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sabato 2 maggio 2015

Un EXPO ad alto rischio

Se, a Milano, la manifestazione dei “No Expo” doveva rassicurarci  su capacità ed idoneità delle forze dell’ordine di garantire la sicurezza dei cittadini, ebbene si può solo concludere che il risultato è stato fallimentare in assoluto.
Secondo i dati della Questura la città di Milano è stata messa a ferro e fuoco da 500 idioti neri, delinquenti che, con il viso coperto da cappucci e passamontagna, hanno scorrazzato per ore nel centro della città seguiti a distanza dalla polizia.
Via Carducci, Corso Magenta, Piazza della Conciliazione, Piazza Virgilio, Via De Amicis, sono state teatro dello scempio compiuto da quei criminali convenuti a Milano da tutta Italia oltre che da Francia, Germania, Grecia, Spagna.
Hanno dato fuoco a decine di auto, centinaia di auto hanno avuti i vetri infranti, decine e decine di vetrine dei negozi in frantumi, la filiale di un istituto bancario dato alle fiamme, cartelli stradali divelti ed usati come mazze,  cassonetti dei rifiuti incendiati.
Le forze dell’ordine, contro le quali gli idioti incappucciati hanno scagliato di tutto, da molotov a petardi, da bombe carta a pietre e bottiglie, hanno reagito con lanci di fumogeni ed idranti, assistendo, senza intervenire, allo sfacelo che si stava consumando.
Volontà di evitare lo scontro ? Ordini arrivati da Roma ?  
Certo è che se questo è il livello di sicurezza che viene garantito ai cittadini il ministro degli interni, Angelino Alfano, dovrà spiegare se è questa la capacità effettiva dello Stato di gestire l’ordine pubblico e di prevenire e contrastare questa delinquenza.
Anche la Magistratura, però, dovrà riflettere sul suo malcostume di dimostrare clemenza nei confronti degli autori di simili atti delinquenziali.
Perché è una fregnaccia colossale sostenere che questo è il costo della democrazia che non può vietare il dissenso.
Quello che è successo oggi a Milano non è una espressione di dissenso ma sono veri e propri atti criminali.
Posso testimoniare che anche negli anni ’50 e ’60 c’era la democrazia, eppure in Italia le forze dell’ordine erano in grado di garantire la sicurezza anche di fronte ad avvenimenti turbolenti, e lo facevano con una efficacia ben maggiore di quella dimostrata a Milano.
Forse i tempi sono cambiati ed il disagio sociale ha raggiunti oggi livelli insostenibili, ma i cittadini si attendono comunque che lo Stato li protegga proprio perché viviamo in una democrazia.
Per questo mi chiedo: L’EXPO è stata inaugurata, ma cosa potrà succedere nei prossimi sei mesi a Milano ?

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