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sabato 13 giugno 2015

Finirò per tifare Grecia

Non c’è bisogno di essere geni per capire che a menare le danze in Europa siano Germania e Francia, vale a dire Angela Merkel e François Hollande.
Infatti, non solo i burocrati di Bruxelles pendono dalle loro labbra, a cominciare da Jean Claude Juncker, ma gli stessi stati membri dell’UE appaiono ben disposti ad allinearsi ai voleri di Germania e Francia. 
La riprova ?
Sono stati Merkel ed Hollande a condurre i colloqui con Vladimir Putin per trattare la situazione Ucraina, estromettendo senza alcuna remora dai loro incontri Federica Mogherini, nonostante il suo ruolo di Alto Rappresentante dell’UE per gli affari esteri.
Sono ancora e sempre Merkel ed Hollande ad incontrare Alexis Tsipras per cercare possibili soluzioni che evitino il default della Grecia e la sua uscita dall’Unione Europea.
Perciò, fino a quando Merkel ed Hollande non riterranno meritevole di attenzione anche la emergenza umanitaria della marea di profughi che sbarca sulle nostre coste, il problema continuerà a gravare esclusivamente sulle spalle del nostro Paese.
D’altra parte in Europa il nostro Paese da anni è trattato un po’ come il parente povero, e non solo dalla Germania, ma addirittura dalla Francia.
Difatti, al contrario di quanto ci hanno raccontato per anni i vari Berlusconi, Monti, Letta e di quanto oggi favoleggi Matteo Renzi, l’Italia non ha voce in capitolo nell’ambito europeo, anche perché ha sempre chinata la testa cedendo a tutte le richieste dell’UE.
Da Bruxelles ci hanno ordinato di mettere sotto controllo i conti pubblici e di non superare il 3% nel rapporto “deficit/PIL”, ebbene senza fiatare i nostri governanti come scolaretti hanno svolto e continuano a svolgere il loro compitino, anche facendo scempio soprattutto delle classi sociali più deboli, soverchiandole di tasse, cassando i loro diritti, castrando i servizi sociali.
Pur di soddisfare i diktat europei i governi italiani sono arrivati ad adottare provvedimenti persino impregnati di incostituzionalità, come è successo, ad esempio, impedendo l’indicizzazione delle pensioni e bloccando i salari dei dipendenti pubblici.
Il governo italiano prosegue nel suo atteggiamento pusillanime ancora oggi, dimostrandosi tremebondo ed incapace di reagire di fronte alla indifferenza con cui la UE  considera le sollecitazioni italiane per far fronte comune agli irrefrenabili flussi di emigranti che arrivano nel nostro Paese.
Non è forse inetto un governo che non solo non ha dati cenni di reazione di fronte al rifiuto del piano per le quote migranti, proposto da Mogherini, ma che non fiata neppure quando l’UE oggi conferma di non volersi far carico della emergenza migranti, di fatto scaricando il problema sull’Italia ?
Ora, aldilà di ogni altra possibile notazione, poiché l’accoglienza dei profughi tra l’altro grava, anche e non poco, sulle casse pubbliche italiane, perché mai il nostro governo non si impunta di fronte a questa presa in giro da parte dell’UE e, per esempio, non notifica ai burocrati di Bruxelles che, in assenza di una concreta e corposa condivisione dei flussi migratori da parte degli altri stati membri, l’Italia bloccherà i versamenti dei contributi all’UE ?
Già, perché pur se trattato da parente povero il nostro Paese dal 2007 al 2013 ha versati, nelle casse europee, contributi per 112 miliardi di euro, risultando così il terzo contribuente dopo Germania e Francia.
In realtà, che ai diktat di Bruxelles si possa e si debba reagire, perfino ingaggiando un braccio di ferro con i burocrati europei, lo dimostra da settimane Alexis Tsipras che ha scelto di fare orecchie da mercante alle loro pretese, dando prova di voler proteggere innanzitutto i cittadini greci già messi in ginocchio dalle infauste intrusioni della Troika.
Poiché Tsipras sa bene che l’uscita della Grecia dall’UE ed il suo possibile avvicinamento a Mosca sarebbero nocivi per gli stessi interessi europei, non desiste dalla sua opera di resistenza.
Un’opera di resistenza che sembrerebbe produrre i primi frutti se è vero che la inflessibile Merkel, secondo indiscrezioni, sarebbe disposta alla fine ad accontentarsi se la Grecia accettasse anche solo una delle molte pretese teorizzate dall’UE.
Il nostro presidente del Consiglio, invece, appare così eccitato dall’incontrarsi con Merkel, Hollande, Juncker, Schulz, Obama, etc. da dimenticarsi dell’Italia e degli italiani e da essere talmente in estasi per lo stare insieme a loro da avere sempre l’aria gioiosa e soddisfatta di un bambino appena premiato con un leccalecca gigante. 

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