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sabato 25 luglio 2015

Grand Prix della Panzana

Nell’immaginario autodromo di Ballacity Matteo Renzi pesta come un forsennato sull’acceleratore per superare il compare di scuderia Silvio Berlusconi ed aggiudicarsi il “Grand Prix della panzana”.
Da mesi, ormai, si esercita giorno e notte, in TV e sulla carta stampata, in Italia ed all’Estero, per raggiungere questo traguardo che di prestigioso non ha proprio nulla ma a lui serve, invece, per rincitrullire ancor più i molti grulli che lo stanno ad ascoltare.
Stando ai box abbiamo potuto renderci conto che da mesi la strategia di gara, adottata da Renzi, è quella di scimmiottare le fandonie che a suo tempo ci propinò Berlusconi e che, puntualmente, hanno dimostrato di valere uno zero assoluto.
Ad esempio, è vero che non ha promesso un milione di posti di lavoro, come aveva fatto scioccamente Berlusconi, ma è vero, però, che Renzi continua a blaterare dei nuovi posti di lavoro che starebbe creando la sua celebrata riforma Jobs Act.
L’essere regolarmente smentito da ISTAT che segnala come il tasso di disoccupazione continui a non schiodarsi dal 13%, non serve a scuoterlo dal suo delirare.
Oddio, a dire il vero un risultato c’è: gli imprenditori, cogliendo la palla al balzo, stanno trasformando altre forme contrattuali in “contratti a tempo determinato a tutele crescenti” per godere, loro si, per tre anni di quel 31% di sgravi fiscali sulle retribuzioni lorde dei loro dipendenti.
Cosa ne sarà di questi lavoratori, una volta cessati gli sgravi, lo scopriremo tra tre anni.
Un altro cavallo di battaglia berlusconiano era stata l’abolizione dell’ICI, oggi IMU, sulla prima casa.
Anche su questo terreno Renzi, nei giorni scorsi, ha voluto scopiazzare Berlusconi proclamando in pompa magna che nel 2016 abolirà l’IMU sulla prima casa.
Ho il sospetto che nessuno abbia informato l’imbonitore che dal 2014 sono già esenti dal pagamento di questo balzello tutti i proprietari delle abitazioni principali ad eccezione di quelli che possiedono castelli, ville ed abitazioni di lusso.
È su castelli, ville ed abitazioni di lusso che Renzi si propone di abolire l’IMU?
L’ultima e più azzardata manovra messa in atto per superare sotto la bandiera a scacchi il suo compare Berlusconi, il pilota di Rignano sull’Arno l’ha compiuta però contraffacendo il berlusconiano “contratto con gli Italiani”, sepolto dal 2001 nel cimitero delle bufale illustri, per pubblicizzare il suo “patto con gli italiani”.
Un “patto con gli italiani” con il quale Renzi si impegnerebbe (NdR: in questo caso il condizionale è d’obbligo !) a ridurre la pressione fiscale dal 2017 e 2018 per un controvalore, ancora non ben definito, di 15/20 miliardi anno.
Domanda: da dove Renzi riuscirà a tirar fuori tutti questi miliardi, lui che, in soli 14 mesi, è già stato capace invece di far lievitare il debito pubblico di ben 112 miliardi ?
Ma qualcuno ha ricordato all’imbonitore che a partire dal 2016, per effetto del Fiscal Compact, il debito pubblico italiano dovrà anche essere sforbiciato, ogni anno, di circa 50/60 miliardi ?
Ecco perché a Bruxelles la fanfaronata di Renzi sul taglio delle tasse è stata accolta con scetticismo e molta cautela; ai vertici UE, infatti, non è sfuggito che dal 1° gennaio al 31 marzo 2015 cioè in soli tre mesi, il rapporto debito/PIL è balzato dal 132,1% al 135,1%, piazzando il nostro Paese al secondo posto subito dopo la Grecia, che è maglia nera in Europa.
D’altra parte è anche probabile che a Bruxelles si siano chiesti: come si può credere ad un premier che promette un taglio delle tasse quando lui stesso proprio qualche settimana fa, nonostante la sentenza della Consulta, ha sgraffignati, o se preferite derubati oltre 16 miliardi ai pensionati trincerandosi dietro il rispetto dei vincoli di bilancio ?
Insomma, a Renzi non basterà oggi alzare la coppa del “Grand Prix della Panzana”, perché fare l’imbonitore è nel suo DNA, e poi perché senza inventarsi sempre nuove balle come farebbe a mantenere in uno stato di rincoglionimento i grulli che lo stanno ad ascoltare ?

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