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sabato 15 agosto 2015

Nel Belpaese c’è omicida ed omicida

Nel nostro Belpaese la legge è così fantasiosa e ricca di originalità da distinguere perfino tra omicida ed omicida.
Puta caso che ad una persona, ovviamente maggiorenne, nel pulire la rivoltella, regolarmente detenuta, parta accidentalmente un colpo che uccida un amico che era lì per fare due chiacchiere.
Tradotto in caserma dai militari dell’Arma il tizio verrebbe indagato per omicidio (NdR: colposo o doloso dipenderà dal quadro probatorio) e rinchiuso in camera di sicurezza in attesa che il PM decida sulle misure da adottare.
Se, invece, un individuo al volante della sua automobile uccide uno sventurato pedone, magari sulle strisce pedonali, una volta redatto e firmato il verbale l’omicida, perché di questo si tratta, se ne torna a casa in attesa che gli venga notificata l’imputazione.
Non viene presa nessuna misura restrittiva della libertà personale neppure qualora l’omicidio sia commesso da un vacanziere diportista che, al timone di un motoscafo, travolga una barchetta ed uccida gli occupanti affettandoli con le eliche dei motori.
Insomma, per la legge, c’è omicida ed omicida con effetti differenziati.
Nei mesi estivi, purtroppo, ogni anno si verificano in mare disgrazie gravi e mortali e, quasi sempre, il vacanziere omicida la fa franca nonostante siano quasi sempre innegabili ed ingiustificabili le sue colpe.
Nei giorni scorsi, nel golfo di Salerno, un motoscafo ha travolto una piccola barca sulla quale si trovavano due anziani pescatori, e li ha tranciati con le eliche dei motori.
Con faccia tosta il proprietario del motoscafo ha dichiarato ai militari della Capitaneria di Porto ed al PM di turno che non si era accorto di nulla, non aveva vista quella barca ed aveva percepito solo un forte botto.
Ha evitato, bontà sua, di rifilare al PM come scusante anche la presenza nella zona di un banco di nebbia così fitta da tagliare con il coltello.
Al posto del PM, ascoltando queste giustificazioni mi sarei incazzato nero ed avrei disposto, per quell’individuo, il proseguimento della vacanza in gattabuia.
Ma come si fa, in una luminosa giornata di agosto, con un mare piatto come una tavola, ad affermare di non aver visto la barchetta che ha travolta con il suo motoscafo?
Il PM gli avrà domandato dov’era e cosa cavolo stesse facendo invece di tenere in mano il timone e guardare dove conduceva il motoscafo ?
Eppure, le cronache degli incidenti che si verificano in mare, per colpa di diportisti criminali, riportano che la scusa principe esibita dai responsabili dei sinistri ha sempre lo stesso refrain “non ho visto”.
Purtroppo c’è del vero in questa giustificazione idiota.
Il mare italiano, infatti, ogni anno è sempre più in balia di disgraziati e di incoscienti che, appena usciti dai porti con le loro barche, mettono i motori a tutta manetta ed affidano la barca al pilota automatico per essere liberi di trastullarsi con gli amici, bere drink, prendere il sole, o dedicarsi ad  altre amene occupazioni.
Poiché il pilota automatico non ha occhi per vedere se a prua, sulla rotta da seguire, ci siano subacquei, natanti o bagnanti, ecco che accadono disgrazie con morti e feriti, come appunto quella di Salerno.
Quando anche nei confronti dell’automobilista o del diportista omicida saranno adottate le stesse misure restrittive in uso per chi uccide accidentalmente con un’arma ?
Forse che un morto sia un po’ meno morto se travolto da un auto od affettato dalle eliche di un motoscafo ?

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