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giovedì 5 novembre 2015

Ariecco il ponte sullo stretto

Da sempre e non solo in politica, gli individui che ambiscono alla egemonia, o che la raggiungono, finiscono per rivelare comportamenti megalomani venati di follia.
Poco importa che il popolo od i loro sottoposti si arrabattino tra mille difficoltà o tirino avanti tra gli stenti.
Il loro chiodo fisso è quello di erigere opere imponenti ed arroganti che mitizzino il loro passaggio in questo mondo.
Ora, se questa è la loro priorità è evidente che a farne le spese è il contesto nel quale agiscono e del quale ignorano, o fingono di ignorare criticità e miserie.
Per questo, anni fa, ero rimasto incredulo quando l’allora premier Berlusconi si era incaponito nel vaneggiare la costruzione del ponte sullo stretto che, assecondando la sua paranoia, avrebbe voluto lasciare a futura memoria della sua esperienza politica.
Si sarebbe trattato di un’opera colossale, il ponte sospeso più lungo tra quelli già esistenti.
Furono realizzati gli studi propedeutici, i progetti di fattibilità ed esecutivi, le liturgie di presentazione in pompa magna.
Il governo Monti, subentrato a Berlusconi, decretò però lo stop al programma, il che volle dire, per le casse pubbliche, un esborso di oltre 50 milioni, per i lavori già eseguiti, e di ben 300 milioni, come penali.
Allora non ero il solo, conoscendo le disagiate condizioni della rete ferroviaria e stradale della Sicilia, a domandarsi perché mai i politici non avessero data la priorità ad adeguare le infrastrutture siciliane almeno al livello di quelle del resto d’Italia.
E come non ricordare il tormentone della Salerno - Reggio Calabria, con la quale il traffico su gomma avrebbe dovuto raggiungere lo stretto ?
La politica, anche in quel frangente, ha dimostrato di non conoscere, o di fingere di non vedere quali fosse il reale stato del territorio e quali le tribolazioni di calabresi e siciliani.
Ma arriviamo ai giorni nostri.
Inaspettatamente, approfittando delle dissonanze che affliggono il governo Renzi, Angelino Alfano ha riproposto ai quattro venti il progetto del ponte sullo stretto.
Alfano non si è reso conto che è semplicemente irresponsabile riesumare oggi il ponte sullo stretto proprio mentre Calabria e Sicilia sono messe in ginocchio da eventi naturali che svergognano quanto grave sia la incuria della politica per quei territori.
Sarei molto curioso di conoscere cosa pensino del ponte sullo stretto gli abitanti di Messina che da più di dieci giorni vivono una condizione da terzo mondo, privati della erogazione di acqua e costretti ad approvvigionarsi dalle autobotti.
Per questo mi verrebbe una voglia matta di sbattere in mano ad Alfano una tanica e costringerlo a condividere con i messinesi queste disgraziate condizioni di vita.
Dopo una simile esperienza Alfano vagheggerebbe ancora del ponte sullo stretto ?

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