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mercoledì 4 novembre 2015

… e Matteo si diverte !

Pur con tutta la mia buona volontà non riesco proprio ad immaginare perché ed in che modo il ridanciano presidente del consiglio pensi di divertirsi nell’incontro che avrà con i presidenti delle regioni.
Renzi lo ha detto a chiare lettere reagendo alle critiche del governatore Chiamparino: “Ora vi convoco ed allora ci divertiremo”.
Ora, che Matteo Renzi viva ogni atto di governo come un divertissement ed uno spassoso happening, lo avevamo già capito da un po’.
Che interpreti il mandato di presidente del consiglio come un piacevole diversivo, grazie al quale poter andare in giro per il mondo, a spese degli italiani, per esibirsi come showman nei palazzi del potere, lo dimostra già dal febbraio 2014.
Il guaio è che, fino a quando con i suoi frivoli tweet abbindolerà frotte di gonzi, gli stessi che fino ad ieri si sovreccitavano con le barzellette del pregiudicato di Arcore, non vedremo la luce in fondo al tunnel !
C’è qualcosa, però, che considero intollerabile in Renzi.
Mi riferisco alla ostentata malafede con cui il presidente del consiglio si ostina a non vedere e ad ignorare le reali tribolazioni degli italiani.
Dopo la pagliacciata delle vendita su eBay di alcune decine di auto blu già destinate alla rottamazione, Renzi ha dato prova di essere assolutamente incapace di mettere mano e di aggredire gli sperperi della pubblica amministrazione ed i costi vergognosi del sistema politico.
Per mesi si è riempita la bocca garantendo corposi risparmi con la spending review, salvo poi mostrarne il totale fallimento nella Legge di Stabilità.
D’altra parte Renzi è così refrattario alla spending review da aver fatto fuori il commissario alla spesa pubblica, Carlo Cottarelli, non appena, nel leggere la sua relazione, si è reso conto che avrebbe dovuto armarsi di possenti forbici per tagliare miliardi di costi improduttivi e di sprechi.
Poiché, però, è in malafede continua a pensare di scaricare gli effetti nocivi delle sue incapacità sempre e solo sui cittadini.
Come ? Ad esempio bilanciando i mancati risparmi della spending review sia con cospicui tagli a carico delle Regioni e della assistenza sanitaria, sia con un nuovo blocco del adeguamento delle sontuose pensioni mensili che superano nientepopodimeno che i 1.500 euro lordi.
Ora, basta leggere le cronache quotidiane per rendersi conto che la sanità pubblica, e non solo, sia affetta da falle ataviche.
In alcuni casi gli organici sono ridondanti in modo clamoroso per effetto del clientelismo politico, in altri il malaffare seguita indisturbato, in altri ancora l’inefficienza ed il menefreghismo provocano danni e sprechi mostruosi.
Ecco perché la spending review sarebbe servita ad individuare e realizzare interventi mirati; bastava che Renzi lo avesse capito.
Invece lui preferisce tagliare i fondi indistintamente a tutti, penalizzando anche le strutture sanitarie virtuose che saranno così costrette a ridurre la qualità di servizi essenziali per i loro cittadini.
Altre vittime cicliche della malafede renziana sono i pensionati.
Derubati per anni della perequazione delle loro pensioni, il Paese dovrebbe loro eterna gratitudine per aver messi in salvo i conti pubblici con i 20 miliardi che lo Stato ha depredati dalle loro tasche.
Renzi, invece, fottendosene della sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale, dapprima con un decreto truffa ha legittimata la ruberia perpetrata ai danni dei pensionati ed oggi ne prospetta il perverso prolungamento con la Legge di Stabilità.
Ora, che Renzi sia sprovveduto in economia non sorprende, però qualche portaborse dovrebbe fargli capire che se continua ad impoverire anche milioni di famiglie di pensionati non può attendersi la tanto sbandierata crescita dei consumi.
Anche perché, in questi anni, mentre da un lato era bloccata la loro perequazione, dall’altro sulle pensioni sono aumentate, invece, le trattenute per addizionali regionali e comunali imposte dai tagli dei finanziamenti a regioni e comuni.
Insomma, per la goduria di Renzi a Napoli direbbero: pensionati cornuti e mazziati ! 

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