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martedì 23 febbraio 2016

Quel martedì 2 febbraio !

Capita, a volte, che le giornate sembrino essere scivolate via senza lasciar traccia.
Poi, ti accorgi di aver registrato, inconsapevolmente, qualcosa e ci ripensi.
Ad esempio, ascoltando Matteo Renzi che, a dispetto della realtà, continua a ripetere il suo mantra: “L’Italia ha ripreso finalmente a volare”, mi è tornato in mente quel martedì 2 febbraio, quando un tardivo Babbo Natale, appiedato di slitta e renne, è sbucato in piena notte a Fiumicino per depositare in un hangar dell’aeroporto un giocattolo principesco, un Airbus A340-500 corredato di ogni optional possibile ed immaginabile.
È a questo, forse, che intende riferirsi il nostro premier, oppure il riferimento è al debito pubblico, il solo che veramente continua a volare ?
Fatto sta che dalle ore 1 e 41’ del 2 febbraio, sotto il vigile sguardo di tecnici e forze dell’ordine, in un hangar di Fiumicino c’è il capriccioso gingillo che Matteo Renzi si è regalato, a spese dei contribuenti italiani, per celebrare i due anni di occupazione di Palazzo Chigi.
La fandonia ufficiale, per gli allocchi, è che nei voli a lungo raggio Matteo Renzi non sarà più costretto a stressanti scali tecnici.
È legittimo domandarsi, a questo punto, come abbiano fatto, fino ad oggi, i premier che lo hanno preceduto, e gli stessi Presidenti della Repubblica, a non soffrire lo stress da scali tecnici.
Mi sorprende che persino Silvio Berlusconi, pur abituato a comfort e sfarzi di ogni tipo, nei lunghi anni trascorsi a Palazzo Chigi non abbia mai fatte le bizze per lamentarsi dello stress durante i voli transoceanici.
Peraltro, sembra che neppure Papa Francesco, ed i suoi predecessori, abbiano mai bestemmiato contro gli scali tecnici.
Comunque, infischiandosene  degli impegni alla trasparenza, il governo ha stesa un cortina di segretezza sui costi, per la collettività, di questo capriccio renziano.
In base ai tariffari internazionali, come ha scritto il Corsera, il canone mensile del leasing per questo tipo di velivolo si aggirerebbe tra 230 e 315 mila euro, cui si devono sommare i costi dell’equipaggio, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, dei rimarchevoli consumi di kerosene dei 4 motori Rolls Royce.
Insomma, esperti del comparto aeronautico stimano che il giocattolo di Matteo Renzi, a conti fatti, finirà per costare agli italiani non meno di 180/200 milioni di euro.
Ecco perché i media di regime si sono attenuti al più ipocrita dei silenzi, preferendo battere la grancassa sulle insignificanti misure di contrasto alla povertà che Renzi, furbescamente, ha dato loro in pasto proprio nelle stesse ore in cui a Fiumicino atterrava l’A340.
Interventi irrilevanti innanzitutto perché non strutturali ma occasionali, con i quali nel 2016, forse, potrebbe essere elargita, alla vigilia delle elezioni amministrative, la solita mancetta elettorale di € 80 al mese, tanto cara a Renzi, a circa uno dei 4 milioni e 200.000 cittadini in stato di povertà assoluta e degli 8 milioni in stato di povertà relativa (NdR: dati ISTAT).
A confermare la irrilevanza di questi interventi ci ha pensato l’incerto Viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, che in TV si è esibito in una imbarazzata ed imbarazzante perorazione del provvedimento governativo.

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