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lunedì 3 ottobre 2016

Gioco degli equivoci e deontologia

Sicuramente sono non poche le situazioni che provocano vergogna ed indignazione in molti di noi, dalla terra dei fuochi alla corruzione dilagante, dalle miserevoli condizioni di vita di milioni di cittadini ai furbetti del cartellino, dalle inefficienze della pubblica amministrazione agli intollerabili benefici di cui gode la casta, e potrei proseguire.
C’è, però, qualcosa  alla quale ho la sensazione che gli italiani si siano assuefatti al punto da non provare più nemmeno sdegno.
Mi riferisco al nauseante servilismo con cui tutti i media, pur con le dovute eccezioni, cercano di plagiare i cittadini.
Per la verità il potere, politico, finanziario, lobbistico, si è sempre servito dei media per condizionare l’opinione pubblica.
Mi sembra, tuttavia, che mai come in questi tempi il giornalismo si sia messa sotto i piedi la deontologia professionale pur di compiacere al potente di turno, anche facendosi scudo di un ambiguo gioco degli equivoci che può avere ospitalità solo nel teatrino politico nostrano.
Un lampante esempio di quanto sia intollerabile il servilismo dei media, dalla carta stampata a radio e TV, lo si è avuto oggi, domenica 2 ottobre 2016.
È risaputo che molti partiti abbiano istituite scuole di formazione politica per preparare i nuovi quadri.
Oggi, ad esempio, mentre a Milano era il primo giorno della scuola leghista, a Roma si svolgeva una sessione della scuola del Partito Democratico.
Alle riunioni hanno partecipato i rispettivi segretari dei due movimenti politici.
Ebbene, sull’incontro della scuola leghista non un servizio, ma neppure una citazione.
Invece, sulla riunione della scuola PD radio e TV ci hanno propinati  ripetuti ed interminabili servizi corredati da riprese filmate e commenti.
Eccezionale zelo, in particolare, hanno dimostrato i media nel proporre e riproporre quel frammento della lezione del Prof. Renzi dedicato ad un violento attacco al M5S e soprattutto alla sindaco di Roma ed alla sua giunta.
Mi sembra sia lecito domandarsi innanzitutto come mai all’assordante silenzio sulla sessione della Lega e sull’intervento del suo segretario, si contrapponga così tanta premura nel documentare l’intervento del segretario alla scuola del PD.
Già, perché se il Prof. Renzi ha fatta la sua lezione, ai giovani del PD, come segretario del partito è assolutamente ingiustificabile la disparità di attenzione riservata dai media a questo evento rispetto a quello di Milano.

Se invece, ad impartire la lezione ai giovani del PD era il premier Renzi, beh allora mi sembra che sia inaccettabile e censurabile che un capo del governo inveisca con tanta irruenza contro una istituzione dello Stato, sindaco e giunta capitolina, questa sì eletta dai cittadini, e sfrutti il suo ruolo per servirsi dei media affinché facciano da megafono ai suoi travasi di bile.

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