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sabato 5 novembre 2016

Ignobile integralismo radiofonico

Non scopro di certo io che gli esseri umani, da quando hanno fatta la loro comparsa su questa terra, sono stati e continuano ad essere condizionati e prigionieri della paura di un castigo divino inculcata in loro da sciamani, stregoni, santoni e religiosi di ogni genere.
Manipolatori così truffaldini da spacciare come un castigo, inflitto agli umani da una delle divinità che albergano nello immaginario dei popoli, ogni fatto naturale: dalla eruzione di un vulcano al maremoto, dalla esondazione di un fiume al dissesto di un territorio, da una pandemia ad un sisma.
Così facendo, nei secoli, questi scaltri e subdoli manipolatori, seminando la paura della collera divina, hanno carpita la buona fede e la creduloneria dei loro proseliti con lo scopo di consolidarsi posizioni di potere tali da incidere sugli scenari politici, sociali, finanziari, economici, ed arrivando perfino a determinare il nascere di feroci conflitti.
Confidavo ingenuamente che i profondi mutamenti presentatisi in successione negli ultimi decenni avessero in qualche modo emarginata la ortodossia che si accompagna a queste forme di manipolazione delle masse, purtroppo, però, mi rendo conto che il loro stupido accanimento sopravvive indifferente al mutare dei tempi.
Ne ho avuta la riprova ieri quando, navigando in internet, mi è capitato di ascoltare casualmente il breve replay di una delle puntate di “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, la trasmissione che ogni giorno va in onda su “Radio Maria”.
Nel commentare l’ultimo spaventoso terremoto del 30 ottobre, che ancor più ha messo in ginocchio il centro Italia, dai microfoni di “Radio Maria” Padre Giovanni Cavalcoli proferiva queste mostruose e ignobili parole: “Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace … Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia ed alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino”.
È evidente che per questo oltranzista dell’ortodossia cattolica a scatenare la ipotetica ira divina siano le unioni civili e non le migliaia di preti pedofili che hanno segnata l’infanzia di decine di migliaia di bambini e ragazzi in ogni continente.  
In verità, però, “Radio Maria”, espressione del cattolicesimo più integralista ed ottuso, non è affatto nuova a decodificazioni artefatte e mendaci delle calamità naturali, così come ad aggressioni spregevoli nei confronti di chi non rientra nei suoi gretti canoni di ortodossia.
Ad esempio, il terremoto che devastò gli Abruzzi, nel 2009, fu definito “una tragedia voluta dal Signore”, mentre lo tsunami che causò morti e distruzioni in Giappone, nel 2011, fu etichettato come “disegno divino”, fino ad arrivare a definire “degni di impiccagione” i due giornalisti che svelarono il Vatileaks.
In paesi meno tolleranti del nostro questa emittente radiofonica, che dispone di 850 ripetitori a copertura dell’intero territorio nazionale e con una audience di circa un milione e settecentomila seguaci, sarebbe già stata oscurata da anni per impedirle di continuare ad inebetire ascoltatori che ormai, poveracci, identificano ogni pioggerellina come un castigo divino. 

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