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martedì 6 dicembre 2016

#NonsistupralaCostituzione

Sono convinto che, per rincuorare Renzi e lenirgli le amarezze della disfatta referendaria, Enrico Letta non sia ricorso ad un vendicativo e spietato #Matteostaisereno.
Lo immagino perché, per stile, lealtà e serietà, Enrico Letta surclassa innegabilmente Matteo Renzi.
Immagino, anche, che 19.419.507 elettori con l’eclatante successo referendario del “NO” abbiano voluto, in cuor loro, inviare a Renzi & Co. un #NonsistupralaCostituzione.
Un messaggio che deve essere arrivato forte e chiaro al destinatario se è vero che dalle ore 23.00 di domenica 4 dicembre i tweet renziani, così fitti ed invasivi nei mille giorni di governo, finalmente tacciono.
Personalmente ho qualche dubbio che tutti gli oltre 19 milioni di italiani che hanno bocciata la riforma Boschi, l’abbiano letta, e probabilmente bocciata solo per sentito dire.
Forse, almeno credo, molti elettori hanno invece voluto manifestare soprattutto la disapprovazione per l’arrogante bullismo renziano che, con insolenza e cialtroneria, ha offesa la Democrazia, ha calpestata la Costituzione, ha mortificato il Parlamento, solo per imporre il suo disegno di deriva autoritaria.
Insolenza e cialtroneria, peraltro, che hanno contrassegnata la stessa campagna referendaria condotta da Renzi e dai suoi galoppini.
Da un lato, infatti, abusando del suo ruolo di presidente del consiglio per settimane si è impadronito con arroganza di radio, TV e carta stampata.
Dall’altro, ha denigrati gli avversari, da lui definiti una “accozzaglia”, ed ha tentato di turlupinare gli elettori con mistificazioni di ogni genere, ultima, ad esempio, la inverosimile ed ingannevole scheda per la elezione dei nuovi senatori che ha tirata fuori dal cilindro all’improvviso.
Per mille giorni il suo narcisismo morboso lo ha spinto a perseguire soprattutto la affermazione personale, da oggi però deve fare i conti con una indubbia e sonora sconfitta personale.
A tradire Renzi, fino dai primi giorni dell’insediamento a Palazzo Chigi, è stata la delirante presunzione di poter irretire gli italiani con il suo scilinguagnolo sciolto e con la elargizione di mancette qua e là per il paese.
Ha dimostrato di credere che l’italiano fosse un popolo di gonzi pronti ad abboccare ad ogni fandonia venisse data loro da bere.
Ieri, con una affluenza alle urne che ha superata ogni attesa, il popolo italiano ha dimostrato invece non solo di essere vigile e pronto ad intervenire, ma soprattutto di non gradire che arroganti ed imbonitori si impossessino delle istituzioni repubblicane, una indicazione della quale il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non potrà non tenere conto già dalle prossime ore.

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