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mercoledì 22 marzo 2017

Quale futuro per il M5S ?

Eppure riconosco che molti propositi, non tutti in verità, sarebbero anche condivisibili.
Lo confermano quei milioni di elettori che hanno condotto il M5S alla guida di due Città importanti come Roma e Torino.
Purtroppo, però, nel confronto con i problemi reali e con le responsabilità il M5S persevera nel mettere a nudo la sua origine bislacca.
Troppo spesso assomiglia più ad un videogame, concepito ed architettato da fantasie cervellotiche per il sollazzo di qualche centinaio di internauti, che non ad un movimento politico.
Agli inizi il giocattolo poteva anche attrarre e divertire, così come accade a tutti i videogiochi al momento del loro lancio sul mercato.
Ma, a causa ed al seguito dei primi inattesi successi elettorali, il M5S ha rivelato di essere un castello di sabbia con le sue inconsistenze strutturali, strategiche, organizzative e perfino educative.
Non aver capito che non bastava la rete a garantire solidità e credibilità al movimento è stato un vero harakiri di cui sono responsabili la miopia e la supponenza di Beppe Grillo & Co.
Così come reiterare lo sciocco mantra “uno vale uno” per affidare alla casualità la scelta di chi deve interpretare e rappresentare l’idea del movimento, rivela un pressappochismo senza pari.
E quando il caso fortuito fa sì che dalla congerie di individui, sprovveduti politicamente, spesso maldestri e voltagabbana, emergano anche alcuni soggetti validi ed adeguati ai nuovi compiti, ecco nascere gelosie, invidie e beghe interne che discreditano il movimento.
Cosa dire, poi, della burletta delle “Comunarie” che affidano a poche decine di militanti online la scelta dei candidati alla gestione di importanti amministrazioni locali, salvo poi essere smentiti dal “capobastone” che manda all'aria il risultato se a lui non gradito, come è successo a Genova ?
Già, perché anche nel M5S, dove “uno vale uno”, esiste un dominante “capobastone” che “democraticamente” decide su tutti e contro tutti.
Il tutto alla faccia della tanto decantata “democrazia diretta”!
Insomma, l’impressione è che Grillo & Co. manifestino una sindrome di masochismo autolesionista che fa gioco agli strali degli avversari politici che, peraltro, hanno le loro belle gatte da pelare.
Per questo, se il M5S non si libererà in fretta delle sue tante pecche originali il suo percorso di avvicinamento alle prossime elezioni politiche sarà pieno di trabocchetti ed imboscate.
Soprattutto perché, dando credito agli ultimi sondaggi, il movimento risulterebbe in pole position, avendo sorpassato il malfermo PD renziano che, masticando amaro, non perderà occasione per enfatizzare le cantonate del M5S.
Il compito non sarà facile, ma occorre che Grillo & Co. riconsiderino daccapo il movimento, le strategie, il rapporto con i militanti, il ruolo del Web, i processi organizzativi, le strutture, la comunicazione, la selezione dei candidati, e via discorrendo.

2 commenti:

Fran ha detto...

il panorama politico sembra essere sempre più nella melma!!!!
sia il PD che il movimento pentastelato che hanno avuto la possibilità di governare e
di dimostrare ciò che valevano per il bene del Paese per motivi disparati si sono persi questa ghiotta
occasione
cos'è incompetenza o paura ? o entranbe ????

Alex di Monterosso ha detto...

Credo che alla base dei fallimenti di PD e M5S ci sia soprattutto la impreparazione e, quindi, una incompetenza gravata anche da arroganza e superficialità.
Gestire una azienda così come una amministrazione pubblica è una attività complessa che richiede preparazione, esperienza, conoscenze e … buonsenso.
Qualità che non si acquistano belle e pronte sugli scaffali di un supermercato ma che maturano solo attraverso anni di gavetta.
Se poi la incompetenza è concimata anche da egocentrismo, ipocrisia, fame di denaro, arrivismo, etc. la cura del bene comune non trova spazio.