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martedì 30 maggio 2017

Siamo al solito dejà vu !

Credo sia inconcepibile per la maggior parte di noi comuni mortali, ma sembra non esserlo, purtroppo, per chi in politica fa della slealtà il suo modus vivendi.
Ora è vero che a tutt’oggi a Paolo Gentiloni non è ancora pervenuto il farisaico tweet “# Paolostaisereno”, ma è oramai evidente che anche il governo Gentiloni stia per ricevere la pugnalata “amica” che lo costringerà a precipitose dimissioni.
Stiamo per assistere a momenti dejà vu, quando, era il 22 febbraio 2014, Enrico Letta fu costretto a lasciare Palazzo Chigi per effetto della cospirazione Renzi-Berlusconi, più nota a tutti noi come “patto del Nazareno”.
Oggi come allora, cioè, assisteremo alla morte prematura di un governo per fuoco amico, nonostante le reiterate attestazioni di stima e le dichiarazioni di sostegno propalate ai quattro venti da Matteo Renzi e dai suoi untuosi tirapiedi.
Esattamente come allora, infatti, interpretando uno stucchevole giuoco delle parti, Renzi e Berlusconi hanno decisa la fine del governo Gentiloni solo perché pensano sia loro interesse spingere gli italiani ad elezioni anticipate.
Pugnalare in soli tre anni due compagni di partito per scippare loro la poltrona di Palazzo Chigi è senz’altro un primato di cui Renzi potrà andare fiero … anche se indegno di uno che ostenta i suoi trascorsi da boy scout !
Lo scopo, oggi, è quello di scalzare Gentiloni, costringere gli italiani alle urne e dar vita ad un governo renzusconi.
Insomma, Renzi e Berlusconi progettano di gestire a loro piacimento i destini nostri e del nostro Paese avendo come unica opposizione il M5S, formazione che forse sola supererà la soglia del 5% prevista dalla legge elettorale in gestazione nei cospiranti meandri del nuovo “patto del Nazareno”.
Come comune cittadino sono preoccupato dai molti miliardi che costerà a tutti noi la fregola renzusconiana.
Una fregola che produrrà incertezza, instabilità e rischi per il Paese.
Già... ma a quei due che gliene frega del Paese e degli italiani !
Il maledetto spread, ad esempio, ha subito reagito tornando nuovamente a crescere, il che comporterà maggiori oneri per le casse statali, e perciò per tutti noi, per finanziare il debito pubblico.
La ripresa della nostra economia ritornerà a segnare il passo con conseguenze sulla occupazione.
Trascorreranno mesi e mesi prima che i mercati si riprendano.
Un progetto che appare ancor più schizofrenico dal momento che i 1000 giorni del governo Renzi sono stati fallimentari, anche se da parte sua non è stata proferita nemmeno una parola di autocritica … anzi.
Anche di fronte alla disfatta subita a dicembre con il referendum costituzionale, ad esempio, invece di ritirarsi a vita privata così come si era impegnato a fare, ha proseguito nel condizionare l’azione del governo Gentiloni, e non solo tramite i suoi galoppini con cui ha infarcita la compagine governativa.
Di certo Renzi conta sul fatto che molti milioni di italiani non badano alle vicissitudini della politica, affannati come sono nel mettere insieme il pranzo con la cena.
Eppure a molti di noi non possono essere sfuggiti gli scheletri politici che Renzi ha disseminati nei suoi 1000 giorni di governo.
La legge elettorale, il “mirabile Italicum”, bocciata dalla Consulta; la riforma della Pubblica Amministrazione, bocciata anch’essa dalla Corte Costituzionale; gli accordi con Etihad Airways per il salvataggio di Alitalia, finita oggi tristemente in amministrazione straordinaria; lo sperpero di 20 miliardi elargiti con il Jobs Act nella puerile illusione di combattere così la disoccupazione soprattutto giovanile.
Questi sono solo alcuni dei fallimenti causati dal dilettantismo e dalla incapacità politica di Renzi.
Ad essere disattesi, purtroppo, sono stati i veri bisogni delle fasce più deboli di cittadini.
Ora, di fronte a questo angosciante scenario che si prospetta mi domando quanti ex elettori del PD sappiano riconoscersi ancora nel progettato governo renzusconiano. 

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