martedì 4 settembre 2012

Chi abbatterà Matteo Renzi, il rottamatore ?


Matteo Renzi avrà pure il viso da pivello, ma non credo che sia così sprovveduto da non sapere cosa attende il suo camper non appena uscirà dal garage di Firenze ed affronterà la prima curva.
C'è una verdeggiante siepe, proprio dopo la curva, al riparo della quale si sono sistemati con le loro doppiette alcuni incalliti cacciatori di poltrone parlamentari.
Vedo Rosy Bindi con il suo scranno in parlamento da 23 anni, si è acquattata imbracciando una doppietta caricata a pallettoni anti-primarie, per impedire a Renzi di vincere.
Accovacciata, vicino alla Bindi, c'è la sagoma di un tale che è barricato in Parlamento da ben 7 legislature, ora lo riconosco, è Massimo D'Alema deciso a sparare cartucce anti-rottamazione, perché sa di essere sicuramente tra i primi, se non addirittura il primo candidato alla defenestrazione.
A dar man forte ecco aggiungersi alla comitiva Anna Finocchiaro e Livia Turco, con 7 legislature nei loro carnieri.
Ad appostarsi ben armati dietro la siepe ci sono, tra gli altri, anche Franco Marini e Valter Veltroni, che hanno già trascorsi, sulle poltrone del Parlamento, 30 anni della loro vita.
A poco a poco, dietro la siepe si ritrova un vero esercito pronto ad impedire al camper di Renzi di iniziare la sua tournee per le contrade italiane.
Sono nientepopodimeno che 43 deputati e 35 senatori, che facendosene un baffo dello statuto del PD, in base al quale l'eleggibilità sarebbe limitata a 3 mandati (15 anni !!!), da decenni si rimpinzano nella mangiatoia parlamentare a spese dei contribuenti.
Ora, mi domando, come può sperare, Matteo Renzi, che una armata di marpioni del PD, abbarbicati da anni al loro posto fisso in parlamento, vogliano correre il rischio di vederlo trionfare alle primarie ?
Renzi si metta l'animo in pace: le primarie del PD non si faranno !

lunedì 3 settembre 2012

Grillo doveva sapere che "chi di spada ferisce ..."


Giorno dopo giorno il confronto politico, ammesso che si possa parlare ancora di confronto, è via via scivolato sempre più nella melma dei volgari scambi di insulti e scorrettezze.
Qualunque italiano, dotato di una normale educazione e desideroso di una civile coesistenza, anche politica, può essersene reso conto da tempo.
Beppe Grillo, invece, sembrerebbe accorgersene solo ora, forse perché a qualcuno è saltata la mosca al naso ed ha incominciato a rendergli pan per focaccia.
Così, dal suo blog, ha deciso di lanciare un piagnucoloso grido d'allarme, scagliandosi contro quei media che fomenterebbero l'odio contro di lui ed il M5S.
Nella concitazione dello scrivere Grillo ha perso anche il senso della misura accusando l'informazione di istigazione a delinquere così come avvenne negli anni di piombo.
Il grottesco è che l'ideatore dei "vaffanculo-day", colui che ha dato della "vecchia puttana" al premio Nobel Rita Levi Montalcini, il dispensatore di "zombi" a destra ed a manca, chi ha minacciato istituzioni e politici con "siete cadaveri ambulanti e vi seppelliremo vivi", oggi indossi i panni dell'innocenza e si lamenti del fatto che qualcuno reagisca.
Non si può neppure sghignazzare perché si tratta della più assurda barzelletta che il comico genovese potesse raccontare.
Sono convinto, però, che non sia stata la paura per la sua incolumità fisica, come vorrebbe far credere, ad averlo spinto a questa nuova messinscena.
Credo che i motivi siano diversi e per comprenderli sia necessario cercarli tra le righe del suo sproloquio.
Innanzitutto, Grillo è costretto ad ammettere "obtorto collo" che all'interno del M5S siano sempre più frequenti  le incrinature, con sollevazione di militanti e delegati che denunziano la mancanza di democrazia partecipativa accompagnata da epurazioni.
Al punto che si è visto costretto a riconoscere che gli "epurati dal M5S" hanno presentato un esposto all'AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato) contro il Movimento 5 Stelle e la Beppe Grillo.it; ovviamente il fatto, incrinando il suo prestigio di guru, non può che averlo fatto incazzare.  
Inoltre, Grillo si è reso conto che l'ingerenza diretta e muscolosa della Casaleggio Associati, nella gestione del movimento, è sempre più sotto gli occhi di tutti, al punto da costringerlo a riaffermare che il simbolo del Movimento 5 Stelle è registrato a suo nome.
Il comico genovese sa benissimo, però, che la titolarità del simbolo non significa che a guidare il M5S di fatto non sia lui ma altri che perseguono strategie politiche di ben altra importanza, delle quali lui stesso non se ne rende conto.
Comunque, quale opportunità migliore di un lamentoso grido d'allarme per riaccendere l'attenzione su di sé, dopo che si era esaurito il clamore dell'inopportuno sfogo di Bersani che lo aveva bollato come "fascista" insieme a Di Pietro ?

domenica 2 settembre 2012

Ratzinger ... che vergogna !


Forse fino all'ultimo i cattolici milanesi avevano sperato che da Roma giungesse la notizia della auspicata partecipazione di Benedetto XVI ai funerali del Cardinale Carlo Maria Martini.
Invece il signor Ratzinger ha fatto sapere che ritiene di non doversi scomodare dalla confortevole residenza di San Pietro.
Eppure si tratterà della cerimonia funebre di uno dei più amati Arcivescovi di Milano, come testimoniano le decine di migliaia di milanesi che affollano da ore il sagrato del Duomo per portare il loro ultimo saluto al Cardinale Martini.
D'altra parte il signor Ratzinger aveva già rassicurata la sua coscienza di cristiano dettando le fredde e formali parole di un telegramma di cordoglio.
Non solo, ma per confermare la sua presa di distanza dall'Emerito Arcivescovo Carlo Maria Martini, il signor Ratzinger, durante il consueto "angelus" domenicale, ha evitato perfino di pronunciare una parola di tristezza per la sua morte.
Personalmente credo che i comportamenti dell'uomo Ratzinger siano troppo meschini per meritare anche una sola parola di commento.
Invece, mi auguro che siano i cattolici, soprattutto quelli milanesi, a giudicare i comportamenti di Ratzinger, in quanto capo della Chiesa Apostolica Cattolica Romana,.
Certamente Carlo Maria Martini era un sacerdote, o meglio un gesuita, troppo innovatore perché le sue idee potessero essere comprese e condivise da un personaggio la cui unica preoccupazione, da sempre, è stata quella di nascondere sotto i tappeti vaticani, lo scandalo dei preti pedofili, le immoralità dei legionari di Cristo, le lotte di potere interne alla Curia, le ambigue attività della banca vaticana, e via dicendo.
Sono certo che Carlo Maria Martini, con la sua nobile bontà d'animo, osservando il comportamento del signor Ratzinger farebbe suo il verso dantesco  "non ragionar di loro ma guarda e passa" !

I misteri di "Tonino l'americano"


Sono convinto che, se Renato Carosone fosse ancora in vita, si ispirerebbe ad un personaggio come "Tonino l'americano"  per deliziarci con una delle sue spassose canzonette.
Purtroppo, però, Carosone non c'è più, e "Tonino l'americano" è solo un altro dei misteri che intorbidiscono i fiumi di notizie che inondano la nostra vita quotidiana.
Mentre è ancora al calor bianco la querelle sulle telefonate tra il Capo dello Stato e Nicola Mancino, ecco spuntare l'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa dall'ex ambasciatore americano in Italia Reginald Bartholomew.
Come è oramai noto, nell'intervista l'ex ambasciatore parla dei rapporti, quanto meno insoliti, che un allora sconosciuto PM della procura milanese, Antonio Di Pietro, intratteneva con il Console americano a Milano.
Ad avvalorare i contenuti di questa intervista ecco giungere le dichiarazioni di Peter Semler, Console generale degli Stati Uniti a Milano, agli inizi degli anni novanta, che conferma di essere stato messo al corrente proprio da Di Pietro, con molto anticipo, degli sviluppi che avrebbero poi presi i diversi filoni di "mani pulite".
Parole, quelle di Bartholomew e Semler, che, vista la loro conoscenza diretta dei fatti e la loro autorevolezza, legittimano molti interrogativi.
Le domande sarebbero molte e cercherò di dare loro un ordine logico, sempre che ciò mi sia possibile.
1.     Come mai Di Pietro, a quei tempi uno sconosciuto PM milanese, intratteneva rapporti confidenziali con il Console americano a Milano ?
2.     Per quale ragione, nell'ottobre 1992, un ente governativo americano, la USIA (United States Information Agency), organizzò il viaggio di due settimane del PM Di Pietro negli Stati Uniti, viaggio non turistico sul quale fu mantenuto il massimo riserbo ?
3.     Di Pietro, per caso, era stato, od era un collaboratore dei servizi di "intelligence" americani ?
4.     Il Capo del Pool di "mani pulite", Saverio Borrelli era informato da Di Pietro dei contatti confidenziali che lui aveva con Semler ?
5.     Come mai, dopo 40 anni nei quali la politica, sotto gli occhi di tutti, aveva sguazzato tra corruzione e finanziamenti illeciti, solo agli inizi degli anni '90 una Procura, e proprio quella di Milano, si è all'improvviso svegliata ?
6.     Forse l'operazione "mani pulite" era stata "suggerita", in qualche modo, da ispiratori "a stelle e strisce" e per questo Di Pietro ne doveva rendere conto al Console americano ?
7.     Di Pietro era conscio della gravità di ciò che stava facendo, rivelando al Console americano atti e notizie che, in quanto magistrato, aveva il dovere di non svelare perché coperti dal "segreto d'ufficio" ?
E' chiaro che le risposte a queste domande le potrebbero dare solo i diretti interessati, il che significa rassegnarsi al fatto che resteranno disattese !
Quello, però, che mi intriga è come mai solo ora, dopo venti anni, gli americani abbiano deciso di tirar fuori dall'armadio questi scheletri.
Non credo assolutamente che la scelta sia casuale.
Ritengo, piuttosto, che, fatte oggi, le rivelazioni di Bartholomew e Semler facciano parte di un disegno, quello di scaricare e mettere nei guai Di Pietro e l'IdV alla vigilia delle prossime elezioni politiche.
Probabilmente, per qualche stratega "a stelle e strisce", Di Pietro e IdV potrebbero rappresentare, nelle urne, l'alternativa o l'antagonista di un movimento sul quale i servizi di "intelligence" americani, e la finanza internazionale, avrebbero deciso di puntare, oggi, per potersi intromettere nella politica italiana.
Solo fantasticherie ? Può anche darsi, certo è che le componenti inspiegabili di questa vicenda sono molte. 

sabato 1 settembre 2012

Carlo Maria Martini, un grande italiano ci ha lasciati.


Ieri, venerdì 31 agosto, presso l'Aloisianum, Istituto di Sudi Filosofici retto dalla Compagnia di Gesù, alle ore 15:45 si è spento il Cardinale Carlo Maria Martini, già Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002.
Se ne è andato dopo aver rifiutato l'accanimento terapeutico.
Torinese di nascita, nel 2005 partecipò al Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice e, secondo le cronache dell'epoca, respinse la sua possibile candidatura, appoggiata dall'ala più progressista del collegio cardinalizio, cosciente del grave morbo di cui già avvertiva l'approssimarsi.
Riconosciuto come uno dei più colti ed insigni studiosi e esegeti della Bibbia, si è impegnato per tutta la sua vita nella coraggiosa ricerca del dialogo tra cristianesimo ed ebraismo.
Uomo sensibile ed attento a tutti i problemi sociali, ha fatta sentire la sua influente parola nelle molte situazioni difficili, ed a volte drammatiche, che hanno tormentata la Lombardia negli oltre venti anni del suo magistero.
Un uomo di Chiesa troppo progressista per essere ascoltato in Vaticano, ma troppo autorevole per essere messo da parte.
Le sue convinzioni, ad esempio, favorevoli al concedere le adozioni di minori anche a coppie non sposate, o all'uso degli anticoncezionali, od alla procreazione assistita, così come la sua contrarietà all'accanimento terapeutico, sono state subite ma mai condivise dalla Curia romana.
Lo ricordo, già Arcivescovo di Milano, alla vigilia del Natale 1980, arrivare senza cerimoniali per celebrare Messa nel freddo capannone di una grande industria gallaratese, per portare il suo messaggio di pace e serenità ad alcune migliaia di lavoratori reduci da una dura e lunga vertenza sindacale.
Anche se sono un non credente e diffido di chi dell'abito talare ne fa un mestiere, nutro sincero rispetto per quei religiosi, purtroppo pochi, che fuori da ogni liturgia vivono con e per la gente, cercando di condividerne ed alleviarne le fatiche del vivere quotidiano.
Per questo oggi sono intimamente rattristato per la morte di questo religioso che è stato un grande italiano ed al quale rivolgo il mio semplice grazie per gli insegnamenti laici che mi ha dati.