sabato 15 settembre 2012

Boia faüs… oggi si apre la caccia


Da questa mattina, in Piemonte, incominceranno a vagare, per le campagne, assatanati armati di doppiette che scateneranno la guerra contro una selvaggina stremata dalla lunga siccità.
Quello che, per questi barbari soggetti, è niente di più di uno stupido passatempo, per i poveri animali invece sarà la morte.
A vederli passare, in gruppo, così bardati, sembrano marines inviati in una pericolosa missione di bonifica del territorio dai terroristi talebani.
Non si rendono conto, nella loro insensatezza, che i veri terroristi invece sono loro.
Mi rattrista molto il pensiero che la meravigliosa coppia di cerbiatti che mi tiene compagnia, saltando felici intorno a me quando taglio l’erba nel prato, possa finire sotto i colpi della doppietta di qualcuna di queste canaglie.
Stramaledetta la lobby dei produttori di armi che, anche quest’anno foraggiando la giunta regionale, è riuscita ad ottenere l’apertura della caccia raggirando lo stop imposto dal TAR del Piemonte.
Boia faüs… che brutta giornata !    

giovedì 13 settembre 2012

Un calvario per Pier Luigi Bersani !


Essere ospite, ieri sera, di "8 e mezzo" su LA7, dove ha dovuto misurarsi con le domande rivoltegli da Lilli Gruber e da Stefano Feltri, giornalista di "Il Fatto Quotidiano", per Pierluigi Bersani è stato un autentico calvario.
Nonostante l'impegno da lui prodigato nel tentativo di tenere testa alle domande che gli erano poste, sul viso di entrambi gli intervistatori si poteva leggere l'insoddisfazione per l'ambiguità e la nebulosità delle risposte.
Le sofferenze di Bersani sono apparse manifeste soprattutto su temi scottanti come le primarie, il rinnovamento della classe dirigente, la scelta delle candidature, le possibili coalizioni elettorali.
Parlando delle primarie, ad esempio,  che come ha ribadito più volte saranno di coalizione e non del PD, Bersani ha data l'impressione di considerarle solo una inutile, anche se costosa, esercitazione per gettare un po' di fumo negli occhi degli elettori.
Infatti è apparso chiaro, dalle sue parole, che in ogni caso chiunque le vinca ai vertici del PD non cambierà nulla !
A maggior ragione le primarie risulterebbero ancora più inutili qualora il Parlamento non approvasse una nuova legge elettorale di tipo maggioritario.
Non solo, ma il risultato delle primarie, a detta di Bersani, non inciderebbe neppure sulle candidature alle prossime elezioni, perché la selezione e scelta toccherebbe sempre e solo alla segreteria del PD.
Questo significherebbe, in altre parole, che se il Parlamento approvasse una nuova legge elettorale di tipo maggioritario, e vincitore delle primarie fosse, buttando là un nome a caso, Matteo Renzi, il candidato premier dovrebbe fare assegnamento, per governare, su deputati e senatori scelti non da lui ma dalla segreteria del PD. Un gran bel casino !
(Ma a Renzi, che oggi parte per il suo tour con il camper, qualcuno queste cose gliele ha spiegate bene ?)
Quando poi Lilli Gruber ha introdotto il tema del rinnovamento della classe dirigente, Bersani è riuscito a tirar fuori risposte così fasulle e grossolane da risultare sgradevolmente penoso.
Fingendo di ignorare che, nonostante il limite di 3 mandati fissato dallo statuto, attualmente il PD ha in Parlamento ben 43 deputati e 35 senatori, con anzianità media di occupazione delle poltrone superiore a 25 anni, Bersani, è ricorso ad una deplorevole caduta di stile citando come esempio Cicchitto, il che ha provocata l'immediata reazione di Lilli Gruber che lo ha invitato a guardare in casa sua.
A quel punto, non sapendo cosa altro dire Bersani si è aggrappato al "rispetto" che si dovrebbe avere per coloro che, in Parlamento da decenni, hanno portata l'Italia in Europa.
Semplicemente disgustoso!!!
Sul tema del rinnovamento della classe dirigente, però, Bersani ha tentato un colpo di reni e, per dar prova del profondo rinnovamento avviato nella classe dirigente del partito, ha invitato Gruber e Feltri ad andare in Toscana dove i segretari delle sezioni PD hanno una età compresa tra i 30 ed i 40 anni.
Di fronte a questa inquietante affermazione sorge il dubbio: ma Bersani c'è o ci fa ?
Ma chi crede di prendere per i fondelli lo sconcertante Bersani fingendo di non capire che a decidere i destini degli italiani non sono i segretari delle sezioni ma quei fossili che occupano il Parlamento da decenni ?
Non potevano mancare, ovviamente, domande sulla coalizione con SEL e su come questa sia conciliabile, ad esempio, con i referendum che Vendola, insieme a Di Pietro, ha proposto per abolire parti di una legge che il PD ha approvata.
Qui le imbarazzanti risposte di Bersani hanno toccato l'apice della ridicolaggine.
Secondo il segretario del PD, infatti, i partiti della colazione sottoscriveranno un patto in base al quale, in caso di divergenze di vedute, ci si riunirà per trovare una soluzione comune.
Possibile che a Bersani il fallimento di "L'Ulivo" e dei governi Prodi non abbia insegnato proprio nulla ?

mercoledì 12 settembre 2012

I sogni pre-elettorali di Antonio Di Pietro & Co.


Io, di diventare "Papa" ed accedere al soglio pontificio, ho le stesse probabilità che Antonio Di Pietro ha di vincere le elezioni ed andare al governo con le elezioni del 2013.
Eppure, solo poche ore fa, il presidente di IdV, ha affermato ai microfoni delle TV: "quando saremo al governo cancelleremo la riforma Fornero".
Oddio, è vero che il vocabolo "quando" è così indefinito da ammettere ogni possibile collocazione nel tempo, ed è altrettanto vero che i voli pindarici non possono essere vietati a nessuno, però spacciare, a potenziali elettori, i propri sogni o le proprie ambizioni come ipotesi realistiche è un modo di agire oltre che ingannevole anche truffaldino.
Quello che mi pare di poter leggere, tuttavia, già in queste prime avvisaglie pre-elettorali, è che i politici, di ogni parte e colore, non si siano resi conto di aver scavata una voragine, tra loro e l'opinione pubblica, anche per colpa delle molte balle raccontate nelle campagne elettorali e poi evaporate come neve al sole subito dopo la chiusura dei seggi.
Racchiusi nelle loro torri d'avorio, sconnessi dalla realtà del Paese, sommersi dalle beghe di bottega, impegnati a ricercare il massimo tornaconto, i partiti non hanno compreso il senso di fastidio e disgusto che montava intorno a loro e che, verosimilmente, produrrà un sensibile tasso di astensionismo dal voto.
Ma, in questa ridicola competizione per vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato, Antonio Di Pietro non fa gara da solo ma è in buona compagnia.
Infatti, anche in queste ultime ore dobbiamo prendere atto di affermazioni che fanno scompisciare dalle risate.
Nichi Vendola, senza neppure ricorrere all'uso di allucinogeni, è riuscito a pronunciare queste parole: "...ho rivoltata la Puglia come un calzino, ora tocca all'Italia !".
Eppure Vendola, nel momento di dire questa scempiaggine, non era né affacciato al celebre balcone su Piazza Venezia né aveva migliaia di baionette ad ascoltarlo !  
Meno dittatoriale, ma non meno avventata l'affermazione di Bersani: "...mi vedo come premier !".
Anche questo, così come già quello di Di Pietro, appare come un sogno tirato fuori dal cassetto, assolutamente privo di realismo dal momento che, perché possa avere qualche chance di concretarsi, Bersani dovrà innanzitutto vincere le primarie, e poi attendere che gli elettori si tappino il naso e premino con i loro voti quel pasticciaccio di coalizione con SEL ancora di là da venire.
Quale politico ci sollazzerà con la prossima baggianata ?
Non credo che dovremo attendere molte ore, basta avere un po' di pazienza.

martedì 11 settembre 2012

Ma tu investiresti in Italia ?


Ieri a Roma c'è stata la ennesima manifestazione di 600 operai della ALCOA di Portovesme, per protestare contro la chiusura dello stabilimento, prevista per l'8 ottobre 2012.
La manifestazione, legittima per la difesa dei posti di lavoro, è stata turbata, però, da scontri con la polizia, lancio di bombe carta e petardi, 20 feriti e contusi di cui 14 appartenenti alle forze dell'ordine.
A conclusione della frenetica giornata di incontri la Alcoa Inc, multinazionale americana proprietaria dello stabilimento, ha accolta la richiesta di spostare dall'8 ottobre al 1° novembre l'avvio della procedura di spegnimento degli impianti che si concluderà con la fine di novembre.
Di fatto, sul tavolo del Ministro Passera permane un duplice spinoso problema.
La preoccupazione, da un lato, per la perdita di 600 posti di lavoro in un territorio, il Sulcis, già pesantemente colpito dalla crisi occupazionale, e dall'altro la consapevolezza che, con la chiusura definitiva dello stabilimento di Portovesme, l'Italia perda anche l'ultimo impianto produttore di alluminio primario, il cui fabbisogno nazionale, già oggi,  è soddisfatto per quasi il 90% dalle importazioni.
Il Ministro Passera si è impegnato a cercare, nei prossimi giorni, di stringere i tempi con la multinazionale svizzera Klesch per valutare il reale interesse a rilevare gli impianti di Portovesme ed a quali condizioni il semplice interesse possa tradursi in un vero e proprio piano di acquisizione.
Certo è che, agli eventuali negoziatori svizzeri, lo scenario presenta più di un motivo per indurli a procedere con i piedi di piombo attraverso accorte riflessioni e valutazioni.
Ad esempio, la stessa manifestazione di ieri, degenerata in scontri con la polizia ed il lancio di bombe carta, potrebbe non costituire il miglior viatico per sedersi con serenità al tavolo negoziale.
Da sciogliere c'è poi il nodo dell'energia elettrica, di cui è vorace il processo produttivo dell'alluminio, il cui costo in Italia è tale da renderne non competitiva la produzione.
Gli aiuti di Stato in campo energetico, di cui ha potuto godere la ALCOA fino a quando l'Unione Europea è intervenuta, non sono più nella disponibilità del Ministro Passera.
Non poche perplessità, poi, avranno i negoziatori Klesh dopo aver ascoltate le parole del Ministro Severino che, domenica a Cernobbio, ha definita la corruzione in Italia "una tassa del 20% sugli investimenti stranieri".
A completare il quadro, già di per sè poco allettante per i negoziatori Klesh, si inserisce, proprio oggi, la presentazione di un referendum popolare con il quale i promotori vorrebbero rimettere in discussione la "riforma del mercato del lavoro", appena approvata dal Parlamento, con il ripristino del "art. 18".
Di certo, infine, i negoziatori svizzeri si interrogheranno su quale potrebbe essere il nuovo assetto politico italiano dopo le elezioni 2013.
Per questo, riflettendo su uno scenario così composito mi sono domandato: ma se fossi nei panni dei negoziatori Klesh deciderei a cuor leggero di investire nello stabilimento di Portovesme ?
Per mia fortuna, a ogni buon conto, non lo sono !

lunedì 10 settembre 2012

Amaro risveglio dei politici dopo la "ammuina" domenicale


Se un marziano fosse atterrato ieri, nel proverbiale campo di grano in qualche parte del nostro bel Paese, avrebbe strabuzzati i suoi vispi occhietti di fronte alla "ammuina" domenicale messa in scena dai politici, ormai con lo sguardo rivolto alle prossime elezioni.
Da Reggio Emilia a Chianciano, da Cernobbio a Bari è stato un accavallarsi di proclami elettorali non sempre comprensibili.
Da Bersani, più che mai sicuro di aver acquisito il diritto di occupare Palazzo Chigi, ad Alfano che continua a spaventare gli italiani con la minaccia di una nuova candidatura di Berlusconi, fino a Casini che, invece, si incaponisce a proclamare come suo faro un "Monti bis", con disappunto del professore che afferma invece, a chiare lettere, di volersene andare in vacanza dopo l'aprile 2013.
Però, questa mattina, dopo il sacrosanto riposo dalle recite domenicali,  i politici risvegliandosi hanno trovato, insieme al caffè, i risultati del 34° Atlante Politico divulgati dall'istituto DEMOS.
La mia sensazione è che, dopo un primo veloce sguardo alla tabella "il gradimento dei leader", molti politici avrebbero voluto tornare a letto, spegnere i cellulari ed isolarsi dal mondo.
Infatti, il raffronto tra l'indice di gradimento registrato a maggio 2012 con quello di settembre 2012, per molti è il segnale di una débâcle.  
Ad esempio: Bersani scende dal 36.1 al 31.8, Di Pietro dal 36.4 al 28.9, Casini dal 29.4 al 28.9, Bossi dal 10.5 al 9.5, Vendola dal 30.7 al 27.2 e Berlusconi dal 22.7 al 19.0 !
Non è andata meglio a Grillo che è passato dal 33.6 al 27.7 !
Ma di sicuro ad aver fatto andare per traverso, ad alcuni in particolare, il caffè mattutino, è stato senza dubbio il gradimento registrato a settembre da Renzi : 42.5 (a maggio il dato non era stato rilevato) !
Un quadro assolutamente preoccupante che però legittima una domanda: possibile che nessuno abbia migliorato il suo appeal in questi 4 mesi ?
No, infatti non è possibile !
Ma è proprio qui che l'Atlante Politico mette in evidenza risultati del tutto imprevedibili.
Infatti, in trend positivo sono: Monti dal 51.7 al 55.2, Montezemolo dal 39.5 al 39.8, Passera dal 33.7 al 36.6, Maroni dal 27.0 al 27.8 !
A questo punto, con la mia ingenuità di quasi ottantenne ho cercato, ahimè invano, di trovare quale potesse essere il nesso logico tra i proclami e le dichiarazioni, ascoltate ieri, ed il giudizio di gradimento espresso da questo campione rappresentativo dell'elettorato.
Evidentemente la leadership, che per fortuna non è in vendita sugli scaffali dei supermarket, ognuno la deve conquistare, giorno dopo giorno, anche con quello che fa e dice, oltre che soprattutto con la propria personalità.
Non basta, perciò, fare "ammuina" per riscuotere il gradimento degli elettori in questi tempi di pragmatismo, nei quali le ideologie sono ormai solo un lontano ricordo del passato.