domenica 10 giugno 2012

Che c’azzecca Di Pietro con la democrazia e la politica ?


È bastato l’impensabile successo dei “grullini”, alle amministrative, per mandare in completo stato confusionale i partiti tradizionali e far saltare i nervi ai mestieranti della politica.
Poiché, decifrando i risultati elettorali nessun partito può affermare con onestà di aver vinto, ecco che il terrore si è impossessato dell’intero schieramento parlamentare, da destra a sinistra passando per il centro.
Come se non bastasse, a completare il quadro contribuisce anche il continuo susseguirsi di sondaggi che indicano come costante la crescita del consenso popolare verso il movimento del “Grullo” genovese.
Questo non fa che accrescere sempre più l’angoscia e la disperazione dei politici nostrani.
Prendiamo, ad esempio, Antonio Di Pietro ed il suo partito IdV, tra le cui file è stato eletto perfino un certo Domenico Scilipoti, più noto come il “peripatetico di Montecitorio”.
Balzato all’onore delle cronache agli inizi degli anni ’90, nei giorni delle inchieste e dei processi di “tangentopoli”, Antonio Di Pietro si fece notare subito per i suoi modi di fare e per il suo linguaggio da arruffapopoli con la toga.
Il suo modo di dire inquisitorio “che c’azzecca” entrò nel linguaggio comune e non credo che ci sia italiano che non lo abbia pronunciato con ironia almeno una volta.
Era un tribuno demagogo in quel tempo ed è rimasto tale anche dopo essere diventato parlamentare.
Il linguaggio rabbioso e colorito ha continuato a caratterizzare i suoi interventi in Parlamento così come le sue dichiarazioni ai media.
Portato ad inveire contro tutto e tutti ma incapace di costruire e proporre in modo democratico alternative concrete, è stato, di fatto, l’antesignano del “Grullo” genovese.
Per di più, frequentando il “palazzo”, ne ha assimilati gli imbarazzanti usi e costumi.
Non è casuale, perciò, se oggi ad alimentare i suffragi al “grullismo” siano proprio ex elettori dei due partiti più antidemocratici e sconclusionati che siano presenti in Parlamento, IdV e Lega, quella di “Roma ladrona”.
Ne troviamo conferma proprio nel recente studio condotto dall’Istituto Cattaneo di Bologna.
La disperazione di Antonio Di Pietro, quindi, nasce proprio dalla consapevolezza che la sua immagine di arruffapopoli è al crepuscolo, scalzata dal crescente consenso riscosso da “Grullo”.
L’incubo di non riuscire a sopravvivere a questo tsunami spinge Di Pietro ad infierire anche contro quella che potrebbe rappresentare la sua unica ciambella di salvataggio, cioè un problematico sodalizio con il malfermo Partito Democratico.
Le parole pronunciate, ieri, da Antonio Di Pietro di fronte ai delegati FIOM rappresentano la spia del suo reale stato di disperazione.

sabato 9 giugno 2012

Il Governo Monti uscirà dal coma profondo ?


Sono mesi ormai che gli italiani sono in impaziente attesa di un bollettino medico che riferisca sullo stato di salute del Governo Monti.
Dopo lo slancio iniziale che ha prodotti in poche settimane alcuni provvedimenti, di certo non benevoli per le tasche dei soliti noti, lavoratori dipendenti e pensionati, dopo i primi blitz a Cortina e Portofino, dopo decine di incontri con sindacati e parti sociali per tentare una riforma del lavoro, arenatasi nelle sabbie mobili del Parlamento, l’azione del Governo è caduta di fatto in letargo.
Con il passare delle settimane il letargo si è tramutato in un vero e proprio coma profondo.
E’ anche vero che i mestieranti della politica si sono messi di buzzo buono per frenare l’azione di Mario Monti, preoccupati dal consenso popolare che un Governo, attivo e diverso da quelli di berlusconiana e prodiana memoria, stava riscuotendo.
Però è altrettanto evidente che lo stesso Monti abbia scelto di sacrificare grinta e dinamismo sull’altare di una malferma intesa con il mefistofelico e perverso trio Alfano, Bersani, Casini !
Non essendo un politico scafato, Monti è finito per cadere nella trappola tesagli da ABC, trascinando con se tutta la compagine governativa.
Conseguenza ?
L’approvazione delle norme anti corruzione è rinviata di settimana in settimana, l’asta per l’aggiudicazione delle frequenze televisive è abbandonata in qualche cassetto, la “governance RAI” è ormai una leggenda metropolitana, la riforma del mercato del lavoro, promessa per fine marzo, a tutto oggi è di là da venire, il “decreto sviluppo” appare sempre più un oggetto misterioso, la nuova legge elettorale è un miraggio, la riduzione del numero dei parlamentari così come la revisione dei rimborsi elettorali sono ormai una vagheggiamento,  e via dicendo.
Esattamente quello che i mestieranti della politica si proponevano !
Nel frattempo, dopo essere riuscito nell’intento di porre il Governo in uno stato vegetativo, il diabolico trio ABC ha potuto continuare con gli inciuci, ad esempio spartendosi le poltrone delle Authorities !
La sortita di ieri con la quale Mario Monti ha indicati i nomi del Presidente e del Direttore Generale della RAI, anche se ha fatto incazzare Alfano & Co. (cioè Berlusconi), è veramente ben poca cosa per ipotizzare che il Governo Monti finalmente stia uscendo dal coma.

venerdì 8 giugno 2012

Il "chi se ne frega" dei mestieranti politici


Nonostante l'elettorato manifesti da anni segnali forti e chiari di insofferenza verso il sistema partitico attuale e di repulsione per i molti mestieranti che albergano nel Parlamento, siamo costretti ad assistere, ogni giorno, ad episodi che sembrano messi in atto proprio per beffarsi dell'opinione pubblica.
Il proposito di astenersi dal voto si diffonde tra gli elettori in modo preoccupante ed ha superato il 40% del corpo elettorale, secondo gli ultimi sondaggi.     
Sull'onda del credito riscosso nelle recenti amministrative, molti istituti di ricerca accreditano il Movimento 5 Stelle di un consenso tale da posizionarlo come secondo partito italiano.
Ignorare questi segnali o sottovalutarli è proprio di persone sciocche, arroganti ed incapaci.
Eppure, due eventi delle ultime 48 ore sembrano confermare che i politici italiani ignorino o sottovalutino i sentimenti dell'opinione pubblica.
Ad esempio: è noto che gli italiani non tollerino la vecchia logica di spartizione delle poltrone in base alla appartenenza politica dei candidati, e non delle loro effettive competenze ed esperienze.
Grillo lo ha capito molto bene e, con furbizia, cavalca questa insofferenza e la fa sua urlando in ogni piazza la sua condanna ad ogni forma di spartizione.
Ebbene, che cosa hanno fatto poche ore fa quelle supreme intelligenze dei tre segretari di PdL, PD ed UDC ?
Si sono seduti ad un tavolo e con la più vecchia e grigia logica spartitoria si sono ripartite le ben retribuite poltrone della Autorità per le Comunicazioni e della Autorità per la Privacy, dando anche un contentino alla Lega.
Ottima mossa per amplificare ulteriormente il distacco tra politica ed opinione pubblica.
Ma non basta ! Un'altro atteggiamento che l'opinione pubblica non perdona ai mestieranti politici è la difesa corporativa di fronte alle richieste della magistratura di autorizzazioni all'arresto di questo o quel parlamentare.
Anche su questo Grillo è abile nel cavalcare l'insofferenza testimoniando la sua avversione ai parlamentari inquisiti o condannati.
E cosa hanno fatto nelle ultime ore i mestieranti politici?
Esattamente il contrario di quello che si sarebbero aspettati i cittadini.
I senatori cioè, nascondendosi dietro il voto segreto, non hanno concessa l'autorizzazione per la custodia cautelare agli arresti domiciliari per il senatore PdL Sergio De Gregorio, accusato di appropriazione indebita di 20 milioni di euro.
Bel colpo !
Le luminose menti del sistema politico continuano a non rendersi conto che così facendo si allontanino sempre più dalla gente e portino acqua al mulino di Grillo, che sentitamente ringrazia.

giovedì 7 giugno 2012

Il corvo ha gracchiato davvero dentro e fuori le Mura Leonine ?


Non credo che l'opinione pubblica sia mai venuta a capo dei misteri che di tanto in tanto hanno agitato le Mura Leonine.
Figuriamoci se questa tradizione possa essere sconfessata proprio ora nel caso di Paolo Gabriele, il maggiordomo papale.
Difatti le macchinazioni per confondere le acque e depistare sono ormai in atto.
Dal Vaticano, ed in particolare dalle dichiarazioni di Padre Lombardi, vengono date in pasto ai cronisti notizie quanto meno curiose e strampalate.
Ad esempio, è credibile che Paolo Gabriele sia stato così sprovveduto da farsi beccare, in casa sua, con documenti tanto delicati ed i nomi  dei destinatari, essendo consapevole di essere sospettato ?
Lo ha fatto perché voleva che la Gendarmeria vaticana ritrovasse documenti, loro origine e loro destinatari ? 
Come mai, richiuso in cella, mentre erano in corso i primi interrogatori, gli è stato concesso di incontrare più volte moglie e figli, solo per non fargli pesare la detenzione ?
Eppure sul suo capo potrebbero pendere accuse molto gravi, dal furto aggravato all'associazione a delinquere, fino alla rivelazione di segreti di stato.
Se è vero, come ha dichiarato Padre Lombardi, che da mesi erano in corso le indagine ed il cerchio si era stretto intorno a Paolo Gabriele, perché la Gendarmeria Pontificia non è intervenuta prima per impedire che documenti cosi confidenziali continuassero ad uscire dal Vaticano e ad andare in pasto all'opinione pubblica ?
Perché già ci si immagina che interverrà il "perdono papale", equivalente alla grazia, prima ancora che ne siano accertate le responsabilità e si svolga il processo ?
Forse con la promessa del "perdono papale" lo si vuole dissuadere dall'usare la disponibilità a collaborare per inguaiare i veri corvi ?
Così, facendo due più due si potrebbe supporre, ad esempio, che il maggiordomo sia stato, di fatto, solo il postino incaricato di far uscire dalle Mura Leonine i documenti, dopo avergli assicurata la completa protezione.
Oppure, ed è l'ipotesi più verosimile, potrebbe darsi che Paolo Gabriele, fin dal primo momento, operasse in accordo con la Gendarmeria per raccogliere prove necessarie a rendere inoffensivi gli alti prelati impegnati in lotte intestine.
Il suo arresto sarebbe solo l'azione di copertura per proteggerlo dalle prevedibili vendette della Curia romana.
L'unica certezza, comunque, è che non conosceremo mai la verità.

mercoledì 6 giugno 2012

Caimani, grilli, struzzi e pavoni affollano lo zoo della politica


Da un po’ di tempo sfogliando i quotidiani mi sembra di leggere notizie da uno zoo popolato da politici, il caimano, il grillo, lo struzzo, il pavone, i corvi, le iene, e via dicendo.
Ad alcuni personaggi la analogia con un animale è stata appioppata dall’opinione pubblica, per altri invece sono i loro comportamenti a farli rassomigliare ad una specie animale.
Per esempio, Berlusconi è stato tratteggiato come caimano in un film del 2006 di Nanni Moretti e, da allora, per molti italiani caimano è sinonimo di Berlusconi.
Così, leggendo i giornali apprendo che da alcuni giorni il caimano, pardon Berlusconi, dopo il tracollo subito alle elezioni amministrative, si è autoeletto allenatore del Popolo della Libertà allo scopo di evitarne la retrocessione in serie B.
L’impresa è ardua ma il signore di Arcore intende affrontarla sostituendo al PdL il nuovo partito “Italia Pulita”.
Ora, pur trascurando il fatto che l’acronimo del nuovo partito “IP” si confonderebbe con l’identico marchio che campeggia su molte stazioni di servizio, il problema più difficile, per Berlusconi, potrebbe essere quello di traghettare nel nuovo partito personaggi che di “pulito” hanno ben poco.
Qualche nome di parlamentari oggi in forza al PdL ?
In ordine: Berruti Massimo (condannato per favoreggiamento), Camber Giulio (condannato per millantato credito), Ciarrapico Giuseppe (condannato per truffa aggravata e continuata, ed altro), Cicchitto Fabrizio (iscritto alla Loggia P2 con tessera n. 2232), Dell’Utri Marcello (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ed altro), e poi ancora Del Pennino Antonio, De Luca Francesco, Firrarello Giuseppe, Fitto Raffaele … e poi avanti fino a Vizzini Carlo (condannato per finanziamento illecito, poi prescritto).
La domanda è : ma una volta messi da parte tutti gli inquisiti ed i condannati del PdL, ci sarà ancora qualcuno “pulito” da candidare per “Italia Pulita” ?
Nello zoo politico c’è poi uno struzzo !
È Pierluigi Bersani che continua ad infilare la testa nella sabbia dei tentennamenti.
È così incapace di indicare al PD una linea politica e di scegliere come e con chi allearsi  che vive con penosa angoscia ogni momento in cui le sue orecchie captano la parola “elezioni anticipate”.
Così, per fargli dispetto, un giorno si e l’altro pure, c’è qualche buontempone del PD, ispirato da D’Alema, che parla di elezioni anticipate ad ottobre solo per gettare Bersani nel panico.
Per il grillo, pardon per Beppe Grillo, non è stata necessaria molta fantasia, nel cognome c’è già l’evidenza.
Il “frullatore full time”, radiocomandato dalla centrale operativa Casaleggio Associati, vive giornate non facili.
Da quando ha eletto sindaco il “griellino” Federico Pizzarotti, il Comune di Parma è sotto i riflettori, perché sono tutti curiosi di verificare le capacità amministrative e politiche del “grillismo”, e per di più soffre della quotidiana contrapposizione tra l’ ambizione del Sindaco, che vorrebbe poter decidere lui cosa e come fare, e la volontà di Grillo che pretende invece di imporgli le sue scelte.
Il risultato è che, ad oggi, scontro dopo scontro Grillo e Pizzarotti non sono ancora riusciti a scegliere gli assessori. Conseguenza: paralisi al Comune di Parma !  
La famosa libertà e democrazia partecipativa, tanto blaterata da Beppe Grillo nelle piazze di tutta Italia, si sta dissolvendo alla prima prova dei fatti.
Per oggi la visita allo zoo politico si conclude ammirando il pavone.
Appena davanti a lui spuntano microfoni e telecamere, Fabrizio Cicchitto si impettisce e fa la ruota, poi apre bocca e rilascia dichiarazioni che dicono tutto ed il contrario di tutto, cioè nulla.
Si pavoneggia pronunciando parole criptate, che proprio perché incomprensibili gli hanno consentito fino ad oggi di barcamenarsi da una sponda all’altra del Parlamento per oltre 36 anni.
Purtroppo, però, con il passare degli anni le piume colorate della sua ruota hanno perso in lucentezza e questo in lui crea sgomento perché sospetta che lo escludano dalla prossima sfilata elettorale.