venerdì 21 dicembre 2012

Monti “piccolo protagonista”… in che senso ?

 
Secondo Berlusconi, se Mario Monti decidesse di candidarsi alle prossime elezioni, rischierebbe di diventare un "piccolo protagonista”.
Sarei indotto ad escludere che, usando l’aggettivo “piccolo”, Berlusconi abbia voluto riferirsi alla statura fisica di Monti, anche perché, pur non essendo un gigante Monti potrebbe, senza difficoltà, usare come leggio un Berlusconi, pur provvisto delle sue usuali zeppe.
Quindi, è più verosimile che, l’aggettivo “piccolo” Berlusconi intendesse riferirlo a fattori quali il prestigio, l’autorevolezza, il peso politico, il potere, e così via, che Monti conseguirebbe come leader di un movimento, o di un ensemblement politico, nel caso non vincesse le elezioni.
Probabilmente io avrò un metro del tutto personale nel valutare questi fattori, ma posso assicurare che nella mia, non certo breve esistenza, ho avuto la fortuna di conoscere molte persone di assoluto prestigio, d’incondizionata autorevolezza e di grande potere; valori che erano riconosciuti loro per quello che avevano e continuavano a fare e dire.
Sono attributi, cioè, che non sono ereditari e non sono neppure in vendita sugli scaffali di un supermarket, ma si conquistano con il modo di vivere e con i comportamenti.
Per questo mi lascia perplesso che sia proprio Berlusconi ad ipotizzare, per Monti, l’eventualità che possa diventare un “piccolo protagonista”.
Non per altro, ma perché, in quanto a prestigio ed autorevolezza, Berlusconi ha dimostrato, in vent’anni di vita politica, di non averne saputo conquistare neppure un livello minimale.
Infatti, non solo si è reso ridicolo, agli occhi del mondo, con portamenti bislacchi e parole a vanvera, dall’esibizione delle corna nella foto ufficiale del vertice UE, in Spagna, al vociare concitato al G20 di Londra, biasimato dalla Regina Elisabetta, ed al baciamano a Gheddafi, solo per citare tre esempi di sconcertanti casi che hanno fatto sghignazzare tutto il mondo.
Ma Berlusconi non si è solo screditato a livello personale, suscitando sorrisetti di scherno in pubblico da parte di Merkel e Sarkozy, ma ha trascinato con sé nella melma anche il nostro Paese.
Non gli è servito da lezione neppure l’affronto ricevuto all’ultima riunione del PPE dove, a sua insaputa, è stato invitato Monti perché riferisse della situazione italiana, e presente Berlusconi, che pochi giorni prima lo aveva sfiduciato, i leader ed i capi di Stato del PPE hanno sollecitato Monti a candidarsi alle prossime elezioni.
Sollecitazione che è arrivata a Monti anche dalla Casa Bianca.
Mi sembra evidente, perciò, che non sarà certo il numero di voti che potrebbe ottenere Monti, sempre che decidesse di candidarsi, a darne la misura del suo prestigio, della sua credibilità e del suo credito internazionale.



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