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domenica 13 marzo 2016

Che bravo a rigirare le frittate !

Se fossi addetto al casting di un format Masterchef mi premurerei di invitare come concorrente Matteo Renzi.
Perché ?
Semplicemente perché sono rimasto incantato, in questi due anni, dalla sua straordinaria abilità culinaria nel rigirare le frittate secondo convenienza, con una faccia tosta impareggiabile.
Oggi, ad esempio, intervenendo alla Scuola di Formazione Politica del PD, ha voluto dire la sua sulle primarie, però senza censurare con fermezza i maneggi che  l’impertinente sito Fanpage.it ha documentati in occasione delle primarie per la scelta del candidato sindaco, domenica 6 marzo a Napoli.
Renzi se l’è presa con quelli che, secondo lui, starebbero dando vita ad “un disegno per screditare le primarie come strumento”.
La vera perla, però, della sua perorazione a favore dello strumento democratico che offrirebbe la opportunità, a militanti e simpatizzanti, di scegliere il loro candidato, sono queste parole: “le primarie sono l’alternativa ai 100 capibastone” che, in passato, decidevano chi candidare.
Questa asserzione,  proferita da colui che è il padre di una legge elettorale come l’Italicum, fa semplicemente sghignazzare.
Mi domando se quando parla Renzi sia cosciente di quello che dice, oppure se consideri gli italiani un ammasso di inebetiti e sprovveduti.
La spudoratezza di una simile affermazione, infatti, fa a pugni con uno dei precetti dell’Italicum che Renzi ha sempre dichiarato intoccabile.
Mi riferisco alla norma dell’Italicum che prevede che siano i segretari dei partiti, cioè 4 o 5 capibastone, a determinare e blindare i primi 100 candidati delle liste elettorali, tra i quali saranno designati di diritto i deputati, senza che gli elettori abbiano la possibilità di manifestare il loro consenso o dissenso.
Oddio, è vero che l’Italicum prevede solo 4 o 5 capibastone, e non i 100 ai quali si è riferito Renzi, però sempre di capibastone si tratta.

mercoledì 9 marzo 2016

Armiamoci e partite !

Non è trascorsa neppure una settimana da quando, dopo aver fatto i diavoli a quattro per ottenere l’investitura ufficiale, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni si esibivano in dichiarazioni roboanti sulla rilevanza ed il prestigio che l’Italia avrebbe acquisito con il comando dell’intervento internazionale in Libia contro l’Isis.
Ai primi di marzo, infatti, il ministro della difesa USA, Ash Carter, aveva dato l’assenso formale alla richiesta del governo Renzi dichiarando: “L’Italia, essendo così vicina, si è offerta di prendere la guida in Libia delle forze in campo per la stabilizzazione del paese e la lotta all’Isis”.
Assenso confermato anche dal generale statunitense Donald Buluc in una intervista rilasciata al Wall Street Journal.
Negli stessi giorni la ministra della difesa, Roberta Pinotti, dissertava  in Parlamento della organizzazione, a Roma, di una vera e propria “war room” per il coordinamento delle operazioni, indicando in circa 5000 uomini le forze che l’Italia avrebbe messe in campo.
Insomma, se non proprio venti di guerra, di certo nel nostro Paese soffiava una preoccupante brezza, dal momento che perfino il molto silente Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva ritenuto opportuno convocare al Quirinale il Consiglio Supremo di Difesa.
Senonché l’onnipresente Matteo Renzi, ospite perfino del salotto televisivo molto pop di Barbara D’Urso, dopo la consueta autocelebrazione dei suoi successi si è esibito in una funambolica retromarcia affermando “…con me presidente l’Italia non invaderà la Libia” e considerando fantasticherie da videogioco la notizia che il nostro Paese avrebbe inviati 5000 militari in territorio libico.
Evidentemente impaurito dai sondaggi che indicano la contrarietà degli italiani ad un intervento  in Libia, Matteo Renzi ha cambiata idea, proprio lui che fino a poche ore prima si vantava di aver ottenuto per il nostro Paese la leadership per il comando delle operazioni militari.
Fatto sta che queste dichiarazioni salottiere di Renzi hanno spinto l’Ambasciatore USA a Roma, John Philips, a rispondergli a stretto giro non solo confermando che “… spetta all’Italia decidere e definire i dettagli del suo impegno in Libia”, ma rimarcando anche come fosse stata l’Italia ad “… indicare pubblicamente la sua volontà di inviare circa cinquemila uomini”.
Nulla di nuovo sotto il cielo renziano … ancora una figura perecottaia !

martedì 8 marzo 2016

Consapevolezza di una scelta

Ritengo che ogni essere umano abbia il sacrosanto diritto di scegliere chi amare e con chi condividere la propria esistenza, senza che le sue scelte siano censurate da sedicenti benpensanti degni di un oscar alla ipocrisia.
Ciò premesso, però, ritengo anche che ogni essere umano, consapevole delle proprie scelte, abbia il dovere di essere poi coerente senza pretendere diritti contraddittori con le scelte fatte.
Ad esempio, anche l’amore omosessuale è una libera scelta ed in quanto tale costituisce un diritto che nessun parruccone può permettersi di disconoscere.
Per sua stessa natura, però, l’omosessuale, uomo o donna che sia, se è in grado di intendere e di volere deve essere consapevole che nella sua scelta è fatalmente intrinseca la volontaria rinuncia alla procreazione.
Ecco perché mi sconcerta assistere, in questi giorni, al can can  inscenato da Nicki Vendola e dal suo compagno Eddy Testa, per esternare la loro felicità e festeggiare la nascita, da un utero indonesiano noleggiato negli Stati Uniti, del piccolo Tobia Antonio.
Anche se non ritengo di essere un parruccone, tuttavia non posso fare a meno di pensare che il piccolo Tobia Antonio di fatto sia nato già orfano della madre.
A questo proposito mi tornano in mente i tanti casi di bambini, amorevolmente cresciuti da un padre ed una madre adottivi, che raggiunta l’età adulta hanno sentito il bisogno di mettersi sulle tracce della loro madre naturale per abbracciarla.
È probabile che anche Tobia Antonio, non appena si renderà conto  di vivere, nei confronti dei suoi amichetti, l’anomalia di un doppio papà con zii e nonni surrogati, senza però una mamma, incomincerà a riflettere e ad avvertire il desiderio di conoscere ed abbracciare la sua madre naturale.
Cosa faranno Nicki Vendola ed Eddy Testa per dissuaderlo ?
Gli riveleranno, con dovizia di particolari, che la sua mamma naturale lo ha partorito su commissione e, dopo aver intascati  100.000 euro ed oltre, si è liberato di lui imbarcandolo come un fagotto su un aereo per l’Italia ?
Povero Tobia Antonio, che brutta storia rischia di essere la tua !