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mercoledì 29 febbraio 2012

Uno sport molto popolare … truffare lo Stato


Prima dell’ultimo caso smascherato a Roma nei giorni scorsi, quello del finto cieco 65enne che, da 25 anni, percepiva due  pensioni, una come invalido da cecità assoluta ed una per l’accompagnamento, altri falsi ciechi erano già stati scoperti dalle fiamme gialle nelle ultime settimane.
Dalla finta cieca scovata a Pinerolo ai 5 falsi ciechi denunciati a Pescara.
Si trattava di truffatori così sfrontati da non volere neppure simulare la loro invalidità.
Si muovevano nel traffico caotico con disinvoltura, passeggiavano nelle vie del centro per ammirare vetrine e fare shopping, si rilassavano sulle panchine dei giardini pubblici leggendo il giornale.
Nientemeno uno di questi impostori, anch’egli “colpito” da cecità assoluta, è stato scoperto, pochi mesi fa perché alla guida della sua automobile era solito recarsi il sabato ad un centro commerciale per fare la spesa.
A truffare l’INPS, e quindi lo Stato, e quindi tutti noi, non ci sono solo falsi ciechi, ma anche falsi paraplegici, falsi malati mentali, falsi sordomuti e così via.
Secondo studi di settore, nel 2010 la spesa per l’assistenza agli invalidi civili ha raggiunto i 17 miliardi di euro e su 100 controlli effettuati in 23 casi sono state accertate gravi irregolarità.
È stato calcolato che il sistema truffaldino delle false invalidità costi ogni anno allo Stato circa un miliardo di euro.
Salve rare eccezioni, l’opinione pubblica è portata a condannare con severità questi episodi fraudolenti, però poi pensando alla corruzione dilagante, alla caterva di evasione fiscale, al malcostume della classe politica, finisce per giustificare e perdonare il falso cieco.
Il problema vero è che, da tangentopoli in poi, la cultura comune ha smarriti a poco a poco i valori dell’onestà e della giustizia.
È indiscutibile che coloro che cercano di farsi credere afflitti da cecità assoluta siano disonesti e truffatori, ma lo sono altrettanto, se non di più, i medici che hanno certificate le false invalidità e tutti i componenti delle varie commissioni di controllo che non ne hanno accertata la fondatezza.
Abbiamo a che fare con un vero e proprio sistema truffaldino che lo Stato dovrebbe combattere con rigore e, soprattutto con leggi e pene severe che dissuadano dal delinquere.
Invece, è ridicolo che al 65enne, finto cieco, lo Stato si accontenti di richiedere la restituzione di 400.000 euro, innanzitutto perché non riuscirà mai e poi mai ad ottenerla, e poi perché proprio con l’evidenza che non potrà ottenerla trasmette un messaggio rassicurante a tutti i falsi invalidi.
Perché, ad esempio, non richiedere la restituzione “in solido” anche al medico che ha certificata la falsa cecità, ovviamente senza  sottrarlo, per questo, ad espiare nel frattempo un congruo soggiorno dietro le sbarre ?
Potrebbe essere un valido fattore di dissuasione per quei medici dal "certificato facile".

martedì 28 febbraio 2012

Mario Monti traditore della Carta Costituzionale


Suscita sorpresa e sconcerto constatare che a Capo del Governo Italiano continuino ad avvicendarsi protagonisti che ignorino i principi della nostra Carta Costituzionale.
A Silvio Berlusconi, che non ha mai fatto mistero di considerare la Costituzione alla stregua di un vecchio inutile fardello da trasgredire, per il proprio tornaconto, soprattutto in materia di giustizia, è succeduto Mario Monti che sarà pure un esimio professore di economia, ma che sembra intenzionato, anche lui, a non osservare i principi della Carta Costituzionale pur di accondiscendere alle pretese del Vaticano, della CEI e di quei politici baciapile che inquinano il Parlamento italiano.
La questione centrale per la quale l’attuale Presidente del Consiglio sembra disposto a violare il dettato costituzionale riguarda l’applicazione dell’IMU agli edifici di proprietà della chiesa cattolica ed adibiti ad attività scolastiche.
Per chiarire il suo punto di vista, scompaginando usi e costumi del Senato Mario Monti è comparso, inatteso ospite, durante i lavori della commissione industria per puntualizzare che saranno esentate dal pagamento dell’IMU tutti gli istituti cattolici che “svolgono la propria attività con modalità concretamente ed effettivamente non commerciali” e siano “no profit”, “paritari” ed “aperti a tutti”.
Com’era prevedibile, Monti non aveva ancora finito di parlare e fulmineo arrivava il plauso della CEI.
Di fronte a queste sue puntualizzazioni sorge il dubbio che il professore Monti non abbia letto, neppure di sfuggita, l’art. 34 della Costituzione e, qualora invece lo abbia letto, sia deciso a beffarsi dell’intelligenza degli italiani.
La Carta Costituzionale, all’art. 34 fissa tre requisiti fondamentali:
  1. l’obbligatorietà dell’istruzione per almeno 8 anni;
  2. la gratuità dell’istruzione;
  3. il diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi anche a coloro che siano privi di mezzi.
Come pensa, il professor Monti, di ottemperare al requisito della “obbligatorietà” quando gli istituti cattolici si riservano il diritto, per regola, di accettare o rifiutare a loro discrezione le domande di iscrizione ?
Come può credere, il professor Monti, che il requisito della “gratuità” sia conciliabile con le salate rette scolastiche che gli istituti cattolici esigono per poter accedere ai loro corsi di studi ?
Come immagina, il professor Monti, che studenti “privi di mezzi” possano esercitare gratuitamente presso gli istituti cattolici il loro diritto allo studio “fino ai gradi più alti” ?  
Come mai, il professor Monti considera gli italiani così tardi di mente da non capire che il mercimonio dell’istruzione, praticato dalle scuole cattoliche, sia inconciliabile con il concetto di “concretamente ed effettivamente non commerciale” ?
Infine, dopo aver prosciugate oltre misura le tasche degli italiani, soprattutto dei meno abbienti, con il decreto “Salva Italia”, come può il professor Monti elargire anche un nuovo cadeau di centinaia di migliaia di euro alle scuole cattoliche che già ricevono, ogni anno, copiosi finanziamenti a titolo gratuito dallo Stato Italiano ?
L’ultima speranza è che il Presidente Napolitano, fino ad oggi unico ed autentico garante della Costituzione, intervenga con fermezza per impedire al professor Monti di attuare una così vergognosa presa in giro degli italiani e della Carta Costituzionale.

lunedì 27 febbraio 2012

"La domenica sportiva"... superficialità o faziosità ?

Fino ad oggi non avevo ancora dedicato spazio, nel mio blog, al gioco del calcio, prima di tutto perché non mi reputo un addetto ai lavori e poi perché considero il calcio come un gioco, o meglio un divertimento capace di svagare ed appassionare il pubblico per i novanta minuti della partita.
Per questo non mi sono mai accalorato per dibattiti e dispute “pre” e “post” partita.
Con il triplice fischio che decreta la fine di una partita ritengo che oramai i giochi siano fatti ed ogni contesa tardiva risulti sterile ed inutile.
Purtroppo, però, a differenza di quello che accade nella maggior parte dei Paesi dove il calcio è lo sport nazionale, in Italia il calcio condiziona ed occupa, senza soluzione di continuità, il pensiero e l’attenzione di appassionati, e non, per giorni, settimane, mesi.
Per molti giornalisti, poi, il gioco del calcio rappresenta il pane quotidiano ed il loro lavoro, attraverso stampa e TV, alimenta discussioni, sogni, delusioni.
È ovvio che essendo esseri umani anche i giornalisti abbiano idee, a volte non condivisibili, facciano il tifo per la loro squadra del cuore, punzecchino i tifosi delle altre squadre.
Quello che mi sembra meno comprensibile e condivisibile, invece, sono i modi di fare di quei giornalisti che, per faziosità o per insensatezza, usino i media per sobillare gli animi dei tifosi, ipotizzare complotti, evidenziare presunti comportamenti anti sportivi, etc.
Modi di fare che diventano intollerabili quando alla faziosità ed alla insensatezza si accompagna anche la malafede.
Ieri sera, durante “La domenica sportiva”, programma in onda sui canali RAI, il signor Marco Civoli ha accusato di comportamento antisportivo 5 giocatori di una squadra (squadra a lui invisa come ha già dimostrato in più di un'occasione) sostenendo che avessero sollevate le braccia per negare che la palla avesse varcata la linea di porta.
Se, con meno superficialità e boria il suddetto signore avesse esaminato il filmato, si sarebbe reso conto che uno dei cinque giocatori, che in quel momento si trovava oltre la linea di fondo campo, aveva sollevato per primo il braccio per segnalare il possibile fuorigioco del calciatore della squadra avversaria, prima ancora che questi calciasse il pallone verso la porta.
Il suo gesto fu successivamente imitato da quattro suoi compagni.
Tra l’altro trovo ragionevole domandarsi anche come mai questo “arguto” signore non sia stato neppure sfiorato dal pensiero che proprio il dubbio sullo stesso fuorigioco abbia indotto l’assistente dell’arbitro a non convalidare il goal.
Sarebbe il caso, perciò, che il signor Marco Civoli prima di propinarci ancora i suoi ipocriti e stucchevoli sermoni contro la violenza nel calcio, si faccia un esame di coscienza ed eviti, lui per primo, di esasperare gli animi con supponenti affermazioni e giudizi.

Ma ragazzi … il calcio è solo un gioco !


A pensarci bene dobbiamo riconoscere che la nostra bella Italia è diventata per molti versi un paese scombinato ed indecifrabile nel quale, per consequenzialità, vive un popolo che a sua volta si comporta in modo altrettanto scombinato ed indecifrabile.
La giornata di sabato 25 febbraio 2012 rappresenta la sintesi di questo strano cocktail !
Nel primo pomeriggio il Tribunale di Milano proscioglie per intervenuta prescrizione un signore accusato di corruzione in atti giudiziari ed il popolo tollera in silenzio.
Poche ore dopo, però, a pochi chilometri di distanza un altro signore commette una svista, sicuramente molto meno grave del reato di corruzione, non concedendo un goal ad una squadra, in una partita di calcio, ed ecco che la gente non tollera, si rivolta, stampa e TV tuonano e condannano senza appello il signore che ha commessa la svista.
Sarà uno scherzo del destino ma lo stesso signore che, poche ore prima, era riuscito a sfangarsela da una condanna per corruzione è anche il proprietario della squadra di calcio alle quale non è stato concesso il goal !
Due organi giudicanti, il giudice del Tribunale e l’arbitro di calcio senza rendersene conto hanno fatto sì che quel signore, nel giro di poche ore, transitasse dalla esultanza, per essere scampato alla condanna per corruzione, alla disperazione per il torto del goal non convalidato.
Aldilà di ogni altra considerazione, però, ciò che lascia l’amaro in bocca è il dover prendere atto che in questo Paese, afflitto da serie preoccupazione sul futuro e da difficoltà economiche e sociali angoscianti, l’opinione pubblica ed i media che la condizionano si indignano non perché il corruttore sia riuscito a sfuggire ad una giusta condanna, ma perché in una partita di calcio sia avvenuta una banale svista.
Purtroppo, anche casi come questo rappresentano la sgradevole riprova che negli ultimi decenni si è andata diffondendo nel nostro quotidiano una cultura priva di valori autentici, superficiale, egoista, arrogante, litigiosa, affascinata dalla banalità, incline alla illegalità in ogni campo, facilmente abbindolabile da ogni affabulatore che si presenti sulla scena.
Una eredità di certo non edificante che si rischia di lasciare alle future generazioni
.

domenica 26 febbraio 2012

PRESCRIZIONE batte GIUSTIZIA 6 a 0

La sentenza di “proscioglimento per intervenuta prescrizione”, emessa nei confronti di Silvio Berlusconi dal Tribunale del “Processo Mills”, racchiude una unica certezza: il Collegio giudicante non ha ritenuto l’imputato innocente, altrimenti avrebbe dovuto ribadirlo in sentenza.
Il più eloquente ed efficace commento a questa sentenza lo ha rilasciato proprio l’avv. Mills  “… l’Italia è un paese cattolico e crede nel perdono” !!!    
Ancora una volta, quindi, a salvare Berlusconi è stata una delle tante “leggi ad personam” che il signore di Arcore si è fatte su misura con la correità dei parlamentari di PdL e Lega.
È la sesta volta che un processo nei confronti dell’ex premier si conclude con il proscioglimento  per intervenuta prescrizione e non con una assoluzione per innocenza o perché il fatto non costituisce reato, come invece vorrebbero dare da bere agli italiani tutti i lacchè del PdL.
Il proscioglimento di Berlusconi per intervenuta prescrizione si era già verificato nei processi:
  1. Lodo Mondadori, nel quale era accusato di “concorso in corruzione in atti giudiziari”;
  2. All Iberian 1, nel quale era accusato di “finanziamento illecito al PSI”; 
  3. Consolidato Fininvest, nel quale era accusato di “falso in bilancio”;
  4. Bilanci Fininvest 1988-1992, nel quale era accusato di “falso in bilancio ed appropriazione indebita”;
  5. Processo Lentini, nel quale era accusato di “falso in bilancio”.
Per la sesta volta, dunque, la Giustizia italiana è stata sconfitta, nelle aule dei Tribunali, da leggi che Silvio Berlusconi ha fatto approvare, per un suo interesse personale, da una maggioranza di leccapiedi privi di decenza e di moralità.
È sufficiente ricordare due soli dei provvedimenti legislativi, voluti da Berlusconi, per capire quanto sia stato perverso e scellerato il contrasto ad una giustizia giusta.
  • La legge n. 251 del 5 dicembre 2005 (cosiddetta ex-Cirielli) che ha ridotti i termini di prescrizione per reati quali, tra gli altri, la corruzione, la violenza o minaccia a pubblico ufficiale, la truffa ai danni dello Stato, il favoreggiamento reale, la truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, l’usura, la frode fiscale, la ricettazione, etc.
  • La legge n. 61 del 15 aprile 2002 che depenalizzando il reato di falso in bilancio ha costretto i giudici ad assolvere Silvio Berlusconi nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2" perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato".
Ed, oggi, con la più assoluta indifferenza per tutte queste indegnità alle quali lui stesso ha contribuito, il cortigiano Maurizio Gasparri ha anche la faccia tosta di dichiarare che è giunto il momento di promuovere una crociata punitiva contro i magistrati.

sabato 25 febbraio 2012

Si sentiva la mancanza di una… lobby salesiana !

Erano state appena diffuse le agenzie di stampa con la notizia dell’introduzione dell’IMU sugli immobili della Chiesa destinati ad attività commerciali, ed ecco che, mentre la CEI restava in silenzio, si elevava immediata la protesta dell’Ordine Salesiano che gestisce 140 istituti scolastici in Italia.
A dare man forte ai salesiani non potevano mancare alcuni esponenti del PdL, da un lato solidali con la lobby salesiana e dall'altro dimentichi che, solo pochi giorni prima di lasciare il Ministero, la loro collega Mariastella Gelmini con un colpo di mano aveva deciso di incrementare di 245 milioni di euro i già multimilionari contributi versati  dallo Stato Italiano alle scuole private.
In ogni caso, l’Ordine Salesiano nella sua protesta è arrivato a sostenere che far pagare l’IMU agli istituti scolastici paritari sarebbe addirittura in contrasto con la stessa Costituzione in quanto la scuola privata paritaria, poiché svolge un servizio pubblico, avrebbe i medesimi doveri e diritti delle scuole statali.
Peccato che agli illuminati rappresentanti dell’Ordine Salesiano sia sfuggito (quasi certamente si tratta di semplice disattenzione!) che la Costituzione Italiana all’art. 34 reciti: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi , hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Evidentemente, all’Ordine Salesiano, non devono essere chiari i due concetti costituzionali indicati dall’art. 34.
Infatti, diversamente  da quanto previsto dalla Costituzione Italiana, l’Ordine Salesiano fa dell’istruzione scolastica una vera e propria attività mercantile, sia perché alle scuole salesiane non possono accedere tutti (è loro discrezione accettare o no un’iscrizione), sia perché, le rette scolastiche richieste consentono l'accesso solo ai rampolli di quelle famiglie che dispongono di cospicue risorse economiche.
Dal momento che queste sono le modalità con le quali i salesiani, mercanti di istruzione, svolgono la loro missione, c’è da domandarsi con quale faccia tosta possano protestare per la legittima applicazione dell’IMU !  

giovedì 23 febbraio 2012

Decreto Monti... da "Cresci Italia" a "Rincula Italia"

Passato il primo momento di euforia dopo le dimissioni di Berlusconi e del suo governo, il cittadino italiano ha dovuto ben presto fare i conti con le prime randellate inferte dal Governo Tecnico.
IMU, riforma delle pensioni, accise sui carburanti,etc., tutte decisioni che, senza ombra di dubbio, stiano penalizzando la parte più debole del paese.
Se la benzina arriva a costare quasi 2 euro a piangere disperato è colui che guadagna € 1.000 e non certo colui che ha sostanziosi redditi di decine di migliaia di euro o che viaggia sulle auto blu a spese dei contribuenti.
La gente, comunque, era arrivata a sopportare in silenzio i sacrifici imposti, da un lato convinta di essere chiamata a salvare l'Italia dal preannunziato baratro, e dall'altro sperando che il Governo Monti, subito dopo, avrebbe messo mano ad un riequilibrio dei sacrifici.
Con il passare dei giorni e delle settimane ci si è accorti, invece, che, una dopo l'altra, dall'agenda del Governo stavano scomparendo tutte le misure che avrebbero potuto rimettere in equilibrio la ripartizione dei sacrifici.
Così è scomparsa l'IMU sulle proprietà della Chiesa, non destinate al culto, non si è più parlato di patrimoniale, la tassazione congrua dei capitali scudati è finita nella pattumiera, etc.
Con il passare dei giorni, cioè, da tecnico il Governo Monti è diventato sempre più politico di un governo politico.
Dopo aver randellata economicamente, senza pensarci su, la parte più debole del paese Mario Monti ha deciso di negoziare ogni decisione che avesse per oggetto la richiesta di sacrifici alle classi più abbienti, dimostrando sempre una sorprendente disponibilità ad ingranare la marcia indietro.
E' ciò che sta accadendo in queste ore anche con le liberalizzazioni.
Assistiamo, magari incazzandoci, ad una indegna calata di braghe, una dietro l'altra... prima di fronte ai taxisti, poi di fronte ai farmacisti, ora di fronte a tariffe ed obbligo di preventivi dei professionisti, etc.
Insomma, il decreto da "Cresci Italia" si sta trasfigurando nel decreto " Rincula Italia" !
Esauritasi l'illusione, avanza al galoppo la delusione.
La delusione per un Governo che dimostra di non essere dotato degli "attributi" necessari per costringere i partiti a gettare la maschera, e consentire così agli italiani di rendersi conto finalmente di chi, oltre a beneficiare della Casta, si  dia da fare  anche come padrino delle Caste di ogni tipo !   

mercoledì 22 febbraio 2012

Un summit di "predicatori"

Le agenzie di stampa stanno lanciando, in queste ore, la notizia che domani sera dovrebbe avere luogo un incontro al vertice tra i due più famosi  "predicatori" del momento; uno laico ed uno monastico.
Accomunati dalla presunzione di essere i depositari della verità assoluta, non lesinano arroganza e spocchia sia nel parlare che nell'atteggiarsi.
Il predicatore laico, Michele Santoro, vanta una lunga esperienza di talk show avvicendati tra RAI e Mediaset, e si caratterizza per la sua faziosità e per l'intolleranza verso chiunque non la pensi come lui.  
Con una certa ipocrisia Santoro invita come ospiti delle sue trasmissioni personaggi che notoriamente sono molto lontani dalle sue verità assolute, salvo poi non concedere loro la possibilità di esporre in modo compiuto le loro idee  dando loro sulla voce per zittirli.
Il predicatore monastico, Adriano Celentano,  per contro vanta una brillante carriera come cantante, autore, regista, attore.
A differenza di Santoro che vive per apparire in TV, Celentano centellina le sue apparizioni, ma da troppo tempo, ormai, approfitta di queste sporadiche occasioni per servirsi delle sue canzoni di successo ed intercalarle con interminabili silenzi alternati a sermoni logorroici su temi religiosi, politici, naturalistici, moralistici, sociali, etc..
La sua boria, in occasione dell'ultimo festival di Sanremo, ha debordato al punto di condannare alla chiusura due testate giornalistiche la cui linea editoriale non è a lui gradita.
Al summit, oltre ai due "predicatori" non potrà mancare naturalmente il "gran disfattista", Marco Travaglio, che ha saccheggiato dal vocabolario di Gino Bartali, l'indimenticato campione di ciclismo, la massima "l'è tutto sbagliato l'è tutto da rifare" ! La differenza è che... Gino Bartali era simpatico !
Su cosa evangelizzeranno noi poveri umani  in questo incontro al vertice ?

martedì 21 febbraio 2012

PdL... goliardia politica o politica goliardica ?

C'era grande attesa, tra gli osservatori e commentatori politici, per i risultati del gran consiglio del PdL in programma a Lesmo, nella Villa Gernetto, una delle innumerevoli residenze dell'ex premier.
Nei giorni che hanno preceduto il gran consiglio alcuni autorevoli esponenti del partito avevano fatta trapelare l'ipotesi che a Villa Gernetto si sarebbe ufficializzata la scelta, per le prossime elezioni amministrative, di partecipare quasi esclusivamente con liste civiche rinunciando, così, anche al proprio simbolo.
Alcuni, anzi, si erano spinti oltre asserendo che fosse in corso l'esame per decidere la definitiva sostituzione del simbolo.
L'attesa, quindi, per il gran consiglio pidiellino cresceva di giorno in giorno nell'ansia di conoscere come sarebbe cambiato lo scenario politico italiano.
Si arriva così alla sera di lunedì 20 febbraio ed a Lesmo arrivano puntuali tutti i notabili del PdL.
Da Alfano a Cicchitto, da La Russa a Formigoni, da Gelmini ad Alemanno, da Brambilla a Bondi, etc., insomma il fior fiore pidiellino.
Dopo la visita guidata alla settecentesca residenza ed ai giardini all'italiana, tutti nel teatro gentilizio per ascoltare il "verbo del signore", ora non più solo di Arcore ma anche di Lesmo.
Come sempre è accaduto nella storia di Forza Italia, prima, e del PdL, poi, ancora una volta le proposte e le idee dei maggiorenti sono state sconfessate ed azzerate dal "verbo del signore".
Alle prossime elezioni amministrative, dunque, il PdL parteciperà con proprie liste e con il proprio simbolo, e con il supporto eventuale di liste civiche.
Dal "verbo del signore", però, trasuda anche molto ottimismo perché di fronte al 33% ottenuto alle precedenti elezioni, oggi i sondaggi accreditano il PdL di un 23,6%... ma in crescita.
Tutto qui ?
Ebbeno no ! Il vero "coup de theatre" del gran consiglio è stato il debutto del nuovo inno del PdL, su parole e musica dell'onorevole Maria Rosaria Rossi.
Ecco svelata, finalmente, la tanto attesa arma segreta messa a punto per il rilancio dell'azione politica del PdL.
In un momento così difficile per milioni e milioni di italiani, dunque, l'unico fondamentale evento, partorito da un così importante ed affollato gran consiglio, è stata una nuova canzonetta !
Auguriamoci che anche l'elettore pidiellino si domandi: ma il PdL sta facendo "politica goliardica" o "goliardia politica" ?

lunedì 20 febbraio 2012

Il Preside è maschilista

Sono certo che se affidassimo ad un istituto di ricerche demoscopiche l'incarico di sondare quale sia l'immagine che gli italiani hanno del loro Paese, scopriremmo che per la maggioranza dei nostri concittadini l'Italia è un paese moderno, emancipato, disinibito, tollerante e, perché no, anche un pò razzista.
Mai e poi mai, tra le caratteristiche dell'italica comunità, a qualcuno verrebbe in mente di citare il "maschilismo".
Poi, un giorno, ti capita di sfogliare un giornale e di scoprire, invece, una presenza di cultura da maschilismo integralista nel corpo docente di un istituto scolastico di Bassano del Grappa, deliziosa cittadina della provincia vicentina, famosa per il suo "Ponte vecchio" immortalato da una celebre canzone.
Ecco il fatto.
Nei bagni maschili di quell'istituto, due studenti quindicenni, un ragazzo ed una ragazza, sono scoperti da un loro compagno mentre, scontrandosi con non poche scomodità, stanno assaporando la gioia di un amplesso.
Il compagno, un pò roso dall'invidia, non trova niente di meglio da fare che spifferare a compagni e professori quello che ha visto.
Immediatamente il preside bacchettone riunisce il corpo docente e con decisione unanime comminano la sospensione di 1 giorno allo studente libertino e ben 4 giorni alla studentessa.
La giustificazione ufficiale della difformità del provvedimento disciplinare è ancora più grottesca e stravagante del provvedimento stesso: perché l'episodio ha avuto luogo nei bagni maschili !  Da scompisciarsi per le risa !
E' molto più probabile, invece, che l'ipocrisia di questa goffa spiegazione celi una valutazione più banale: lo studente si è comportato da disinvolto dongiovanni, la studentessa da riprovevole mignotta.
Cose che accadono nella nostra cara Italia del 2012 !
Magari, poi, quel preside e quei professori si fanno notare, nei salotti, per la loro dura condanna dell'integralismo islamico.
Quello che non risulta chiaro è perché il Preside non abbia denunciato subito l'episodio, come sarebbe stato suo dovere, al competente Tribunale dei minori.
Forse per salvaguardare il buon nome dell'Istituto ?
Ma, per salvaguardare il buon nome dell'Istituto e per impartire una lezione di vita a tutti gli studenti, avrei espulso dalla scuola lo studente spione ! 


Bersani ed il vuoto assoluto

Forse per ingenuità o forse per insensatezza, ma è certo che alcune affermazioni di Pier Luigi Bersani sconcertano.
Dopo la recente batosta nelle primarie, subita a Genova e che è seguita a quelle altrettanto cocenti di Milano, Napoli e Cagliari, il segretario del PD è riuscito solo a dire che probabilmente l'errore era stato quello di mettere in lizza due candidate.
Se nelle intenzioni doveva essere un'autocritica, certamente sotto il profilo politico si è trattato di un'autocritica inconsistente ed insensata.
Il segretario di un qualsiasi partito, di fronte ad un rosario di insuccessi che continua ad allungarsi dovrebbe recepirli come segnali ben più sintomatici e sostanziosi, da non minimizzare certamente come un banale errore di candidature.
Ieri, però, ecco giungere una dichiarazione di pregevole spessore politico: "avrete notato che dal 16 novembre non parlo più di Berlusconi". Parole strabilianti !!!
E ci mancherebbe pure che continuasse, visto che, per mesi e mesi, l'unico concetto che ha saputo esprimere era stato: "Berlusconi deve fare un passo indietro".
Il popolo del PD si aspettava che, liberatosi finalmente di Berlusconi, il suo segretario si dedicasse a dire qualcosa di politicamente significativo.
Invece no ! Archiviata la litania su Berlusconi, da settimane Bersani si limita a fare eco alle parole di Susanna Camusso, la sua guida spirituale del momento, creando non pochi imbarazzi nel PD, e non solo in Veltroni.
L'impressione, ma forse è più di una semplice impressione, è che Bersani non abbia proprio nessuna idea su quale debba essere la strategia politica e di alleanze del suo partito, proprio nel momento in cui una tornata di elezioni amministrative è alle porte.
Cosa pensare, ad esempio, della posizione che ha assunto sull'art. 18 a rimorchio della Camusso ?
Anche al più sprovveduto osservatore è palese che, con o senza il consenso sindacale, il Governo Monti metterà mano alla modifica di questo tabù.
Ebbene, c'è da domandarsi: cosa farà Bersani quando il provvedimento sul mercato del lavoro, che includerà anche la rivisitazione dell'art. 18, approderà in parlamento.
Si svincolerà dall'abbraccio con Camusso e, deludendo il suo compagno Fassina, voterà il provvedimento governativo ?
Oppure deciderà di votare contro, mettendo in crisi il Governo Monti ?
L'unica certezza è che, nell'attuale politica del segretario PD, il vuoto assoluto regna indisturbato !


domenica 19 febbraio 2012

Italiani anestetizzati dal malaffare

A volte viviamo giornate nelle quali avvengono strane ed inattese concomitanze che possono apparire come un invito a riflettere.
E' quello che è accaduto il 16 e 17 febbraio.
Il giorno prima che si ricordasse il ventesimo anniversario dell'inizio di "mani pulite", il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, inaugurando l'anno giudiziario lanciava un amareggiato allarme sul dilagare del malaffare in Italia.
Le parole del "j'accuse" di Giampaolino non hanno lasciati dubbi interpretativi: "illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso, faticosamente alla luce".
Autorevole conferma che il repulisti tentato da "mani pulite" non ha prodotta l'auspicata moralizzazione del mondo politico ed affaristico.
Nelle stesse ore la "pesca miracolosa" di iscritti fasulli al PdL presentava nuovi sviluppi.
Dopo i casi di Vicenza e Bari sono emersi nuovi imbrogli a Salerno e Modena, in attesa di sapere dove e quando si scopriranno le nuove "pesche miracolose" di inconsapevoli iscritti al PdL.
Che frustarzione per l'ingenuo Angelino Alfano che continua a sognare di essere segretario del "partito degli onesti".
Ormai avvezzi ed anestetizzati da questo osceno andazzo gli italiani ostentano la loro incredulità davanti a fatti che ai loro occhi sembrano strabilianti.
Ed ecco che in quelle stesse 48 ore, tra il 16 e 17 febbraio, a sbalordire gli italiani sono state le dimissione che il Presidente della Repubblica Tedesca, Christian Wulff, ha rassegnate per poter rinunciare all'immunità e chiarire, così, con i magistati di Hannover i fatti che gli sono contestati.
Christian Wulff non è accusato di aver intascate tangenti, o di corruzione dei giudici, o di inquinamento di prove, o di prostituzione minorile, o di associazione camorristica.
No, e poi no ! Christian Wulff è semplicemente accusato di aver ricevuto un prestito "privato" di 500 mila euro a tasso agevolato del 5% da un suo amico imprenditore, e di aver noleggiato nel 2010 un SUV della Skoda a prezzo scontato.
Ma l'accusa più grave che gli è rivolta è quella di aver fatte pressioni sui media perché gli episodi non fossero pubblicizzati.
Mr. Wulff, ma che follia dimettersi per rinunciare all'immunità !
Ma forse non l'hanno informato che in Italia i politici, con la connivenza di tutta la Casta, si aggrappano disperatamente all'immunità per non rendere conto dei loro misfatti ?
E poi, Mr. Wulff, sui media non si fanno pressioni ma se danno fastidio si tappa loro la bocca... spegnendoli !
Mr. Wulff, da italiano anestetizzato dal malaffare non riesco a capire se è Lei che è  un personaggio da fiaba oppure se siamo noi italiani che ci siamo abituati a vivere in un immondezzaio. 


venerdì 17 febbraio 2012

Signor Berlusconi... mi "consenta" di sorridere !

Non ho mai sorriso con le barzellette, quasi sempre di pessimo gusto o insignificanti, raccontate da Berlusconi.
Questa volta, invece, ho riso veramente di gusto leggendo e rileggendo quella lettera di Berlusconi che il giornaletto parrocchiano della famiglia ha pubblicato, con prevedibile puntualità, il giorno dopo che il PM del processo Mills, Fabio De Pasquale, aveva conclusa la sua requisitoria chiedendo una condanna a 5 anni dell'ex presidente del consiglio.
In realtà la lettera non offre spunti nuovi.
Il ritornello è sempre lo stesso, anche se questa volta non sono citate né le toghe rosse né i magistrati comunisti, ma più semplicemente si fa riferimento ad "alcuni magistrati di Milano".
Ciò che invece fa sorridere, e di gusto, sono l'impudenza e la sventatezza di alcune espressioni ed asserzioni. 
"Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno politico" scrive il signore di Arcore.
Un'affermazione che contiene mille e più motivi per sorridere.
Infatti, nello scrivere questa frase Berlusconi, o chi l'ha scritta per lui, ha dimenticato di ricordare che, dopo l'esilio forzato ad Hammamet del suo santo protettore, era diventata improrogabile la sua "discesa in campo" per contrastare le conseguenze di tutti quegli scheletri che prima o poi sarebbero stati scoperti e portati in qualche aula di Tribunale,.
Dopo aver dimenticato (ma può essere solo colpa dell'età !) che nel 1990 solo grazie all'amnistia sfuggì ad una condanna per falsa testimonianza (aveva negata la sua documentata iscrizione alla P2 dal 1978), Berlusconi fa finta anche di non ricordare che, ben prima del fatidico 1994, erano a lui riconducibili alcuni reati quali, ad esempio:
  1. 1985 : corruzione dei giudici Verde e Squillante perché rigettassero i ricorsi di Buitoni che, per l'acquisizione di SME, era in concorrenza con una cordata partecipata da Fininvest (per Berlusconi intervenuta prescrizione mentre il suo avvocato Previti è stato condannato a 5 anni ed alla interdizione dalla professione legale);
  2. 1991 :  corruzione dei giudici per ottenere giudizio favorevole del Lodo Mondadori (il suo avvocato Previti condannato a 1 anno e 6 mesi, per Berlusconi sopravvenuta prescrizione);
  3. 1992 : finanziamento illecito al PSI di Bettino Craxi - processo All Iberian 1 (Berlusconi prosciolto per intervenuta prescrizione)
  4. 1992  : falso in bilancio aggravato - processo All Iberian 2 (Berlusconi assolto per depenalizzazione del reato di falso in bilancio con una delle classiche "leggi ad personam").
Questi sono soltanto alcuni dei misfatti antecedenti alla "discesa in campo", per cui l'azione della magistratura nel perseguire questi reati era doverosa come lo sarebbe stato nei confronti di ogni cittadino.
La vera differenza è che un comune cittadino, per tutelarsi e curare i propri interesse, non avrebbe potuto farsi 38 "leggi ad personam". (*)
Per questo, nel leggere la frase "Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico"  non sono riuscito a trattenere una risata di gusto.


(*) Elenco delle 38 "leggi ad personam" :
Decreto Biondi (1994) - Legge Tremonti (1994) - Legge Maccanico (1997)- D’Alema salva-Rete4 (1999) - Gip-Gup (1999) - Rogatorie (2001) -  Falso in bilancio (2002) - Mandato di cattura europeo (2001) - Il governo sposta il giudice (2001) - Cirami (2002) - Lodo Maccanico-Schifani (2003) - Ex Cirielli (2005) - Condono fiscale (2002) - Condono per i coimputati (2003) - Condono per i coimputati (2003) - Condono per i coimputati (2003) - Pecorella (2006) - Frattini (2002) - Gasparri-1(2003)- Berlusconi salva-Rete4 (2003)- Gasparri-2 (2004).- Decoder di Stato (2004)- Salva-decoder (2003) - Salva-Milan (2002) - Salva-diritti tv (2006) - Tassa di successione (2001) - Autoriduzione fiscale (2004) - Plusvalenze esentasse (2003) - Villa abusiva con condono (2004) - Ad Mediolanum (2005) - Ad Mondadori-1 (2005) - Ad Mondadori-2 (2005) - Indulto (2006) - Lodo Alfano (2008 )- Più Iva per Sky (2008) - Meno spot per Sky (2009) - Più azioni proprie (2009) - Ad listam (2010) - Illegittimo impedimento (2010) - La legge contro Veronica (2011)

giovedì 16 febbraio 2012

L'Europarlamento risponde ad Enrico Mentana

Qualche giorno fa, dopo il viaggio negli States di Mario Monti ed il suo incontro con Barack Obama, Enrico Mentana nella edizione serale del TG LA7 si chiedeva se i media italiani non avessero ecceduto nel magnificare il Presidente del Consiglio e l'accoglienza riservatagli oltre oceano.
Domanda assolutamente legittima perché, in effetti, da alcuni giorni TV e stampa dedicavano ampio spazio a quel viaggio ed agli importanti eventi che lo avevano caratterizzato.
Erano trascorse non più di 48 ore dalla domanda che si poneva Mentana, ed ecco che Mario Monti si presentava all'Europarlamento, riunito in seduta plenaria, per esprimere, con un intervento interrotto più volte da applausi, il suo pensiero sul ruolo della UE e sul rischio che l'euro possa diventare un fattore di disgregazione e separazione tra europei. 
Certamente il professor Monti non è stato né il primo né sarà l'ultimo premier di uno Stato europeo che rivolge un discorso al Parlamento Europeo.
Però... già perché c'è un però.
A conclusione del suo discorso Mario Monti dopo aver  ringraziate la Presidenza e l'Assemblea si è riaccomodato al suo posto.
Ed è stato in quel momento che è successo qualcosa di impensabile e di per sé singolare.
I Parlamentari europei si sono alzati all'unisono in piedi per tributare a Mario Monti una di quelle "standing ovation"  che siamo soliti osservare nelle manifestazioni sportive.
Non riesco ad immaginare cosa possa aver provato in quel momento Lui, il professore Mario Monti. Sicuramente so che, come italiano, mi sono sentito orgoglioso di  essere finalmente rappresentato nel mondo da un Presidente del Consiglio che goda del rispetto e della stima ovunque si presenti, in America come in Europa.
Era forse questa la risposta che Enrico Mentana si aspettava ?
Un'ultima annotazione: a presiedere l'Europarlamento c'era il tedesco Martin Schulz, lo stesso al quale Silvio Berlusconi, in un suo intervento al Parlamento Europeo il 2 luglio 2003, si rivolse dicendo " per un film sui campi di concentramento nazisti la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto".  

mercoledì 15 febbraio 2012

Intrallazzatori e furbacchioni olimpici silurati da Monti

Durante la conferenza stampa del Presidente Monti, nel momento in cui comunicava il mancato appoggio del Governo alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, mi sono venute in mente le risate del signor Piscitelli nella notte in cui il terremoto stava radendo al suolo L'Aquila e molta parte degli Abruzzi.
Il signor Piscitelli con quella cinica risata già pregustava la ricca abbuffata di denaro pubblico che, con la connivenza di politici e maneggioni di ogni specie, avrebbe fatta intervenendo per la ricostruzione.
Ebbene, in quel preciso momento della conferenza stampa ho pensato (lo confesso, con soddisfazione)  a tutti quei politici ed intrallazzatori ai quali stavano andando per traverso le parole indigeste del professor Monti.  
Per questi signori, infatti, in un attimo si stava eclissando la prospettiva di potersi arricchire, ancora una volta, mettendo le mani sui miliardi delle casse pubbliche.
Non è difficile immaginare, infatti, quante scappatoie i furfanti olimpici avrebbero trovate, da qui al 2020, per far gonfiare senza fine, in 8 anni, i costi previsti nel progetto del Comitato promotore.  
Molti di loro, peraltro, si stanno ancora leccando i baffi per i lucrosi frutti delle molte opere per i Mondiali di nuoto 2009, a Roma, finanziate con denaro pubblico  poi risultate inutili o  incompiute.
A sostegno della decisione presa dal Governo dobbiamo porci, ad esempio, anche alcune domande che non trovano risposta.
  1. Che credibilità possono avere i preventivi di spesa contenuti nel progetto del Comitato Promotore quando, in italia, ogni opera finanziata con il denaro pubblico ha visto duplicare o triplicare i propri costi ?
  2. E' vero, come sostengono in molti, che la catastrofe economica e finanziaria in cui si dibatte oggi la Grecia ha le sue origini proprio nelle spese folli sostenute per organizzare le Olimpiadi 2004 ?
  3. Come potrebbero gli italiani consegnare una cambiale in bianco alla classe politica, peraltro al momento ignota, che dovrebbe gestire dopo Monti ed  il 2013 l'allestimento delle Olimpiadi ?
Una considerazione, infine, che taglia la testa al toro: se la Casta (in particolare Pdl) si è subito lasciata andare  a dichiarazioni di dissenso, allora significa che la decisione presa dal Governo Monti è proprio quella giusta !

martedì 14 febbraio 2012

Una vergogna per il mondo dello sport, e non solo

Ignobile … incivile … infame … e potrei proseguire all’infinito per esprimere l’indignazione di quanti amano gli animali di fronte allo sterminio dei cani randagi.
Sterminio che si sta compiendo in Ucraina “in omaggio” ai Campionati Europei di Calcio 2012.
Il governo di Kiev ha emessa la condanna a morte di tutti i cani per liberare le strade dalla loro presenza in vista dell’evento sportivo.
A nulla sono servite le petizioni e le mail arrivate da tutto il mondo.
A nulla è servito neppure l’invito rivolto al governo di Kiev dal Comitato Organizzatore degli Europei perché cessi la carneficina e si costruiscano canili in cui ricoverare i randagi.
Il massacro continua con ostinazione e con modalità di una efferatezza da far rabbrividire.
Polpette avvelenate, esecuzioni a colpi di arma da fuoco, bastonate per stordire gli animali prima di seppellirli e ricoprirli con calce viva.
Ma la malvagità di questi esseri spietati (che infangando il genere umano richiamano alla memoria ben altri stermini) è arrivata perfino ad ideare e costruire forni crematori mobili in cui bruciare gli animali, alcuni dei quali gettati nei forni ancora vivi, secondo le testimonianze di molti residenti.
Nel mese di settembre 2011, il Presidente UEFA Michel Platini è stato in Ucraina per constatare lo stato di avanzamento dei lavori e, c’è da augurarsi, non per condividere queste barbarie.
E la Federazione Italiana ed il CONI cosa dicono ? Perché non intervengono ? Perché non minacciano di ritirare la nazionale azzurra dagli Europei 2012 ?
Il mondo dello sport, tutto, dovrebbe attuare rigorose ritorsioni, ad esempio consigliando agli autentici appassionati di calcio di tutta Europa, di disertare le partite che si svolgeranno in Ucraina e riempiendo, invece, solo gli stadi di quelle partite che saranno giocate in Polonia.