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venerdì 15 luglio 2016

Un abbraccio alla Francia !


Vittime di un sistema ?

Oramai sembrerebbe non fare più notizia, però anche in questi giorni i Carabinieri hanno scoperti e denunziati 23 dipendenti del Comune di Boscotrecase, in provincia di Napoli, che  si comportavano da “furbetti del cartellino” o strisciando il badge per poi uscire e dedicarsi a faccende private, oppure strisciando i badge di loro colleghi, così presi dai loro affari da non avere neppure il tempo di passare in ufficio per simulare la presenza.
L’inchiesta coinvolge 30 dei 100 dipendenti del Comune.
Da mesi i casi  di “furbetti del cartellino” emergono a decine e centinaia, da Nord a Sud, mettendo in evidenza quanto sia  diffusa, nella Pubblica Amministrazione, la marcescente consuetudine di truffare le istituzioni fingendosi presente sul posto di lavoro.
Sarà pur vero che sarebbe avventato fare di ogni erba un fascio, però che questi comportamenti fraudolenti siano stati scoperti qua e là e che si abbia notizia unicamente di coloro colti sul fatto dalle operazioni, inevitabilmente solo casuali, dei militi dell’Arma, autorizzano a presumere che il marcio sia ben più esteso di quello che ci raccontano le cronache.
Ritornando, però, al caso del Comune di Boscotrecase trovo sconcertante che il sindaco, Pietro Carotenuto, non abbia saputo dire altro che “…rischiamo di dover chiudere il Comune !”, di fronte alle prove che il 30% dei dipendenti comunali truffava la istituzione che lui rappresenta.
Secondo Carotenuto i provvedimenti disciplinari e giudiziali che interesseranno i 30 dipendenti malfattori, non solo renderanno inattivi gli uffici anagrafe, stato civile, politiche sociali ed ambiente, ma colpiranno anche il comandante della polizia municipale, il capo della ragioneria ed il vice segretario comunale.
Mi piacerebbe domandare al signor Sindaco: possibile che né lui né i suoi più stretti collaboratori si siano accorti di ciò che avveniva sotto i loro occhi ?
Perché non sono intervenuti prima che i Carabinieri smascherassero i manigoldi ?
Non solo, ma come hanno operato fino ad oggi quegli uffici, dei quali il sindaco paventa la chiusura, se già erano falcidiati dal truffaldino assenteismo di dipendenti in tutt’altre faccende affaccendati ?
La verità è che nel caso di Boscotrecase, così come in tutte le vicende che sono fino ad oggi venute a galla i “furbetti del cartellino” hanno potuto fare i comodacci loro, truffando le istituzioni, con la connivenza di dirigenti e funzionari che avrebbero dovuto gestire i loro collaboratori ed esigere il rispetto delle regole più elementari.
Per questo riterrei giusto che i primi a pagare fossero proprio quei dirigenti  e funzionari che hanno preferito voltarsi da un’altra parte e fingere di non vedere i comportamenti fraudolenti che avvenivano sotto i loro occhi.
Una connivenza senza giustificazione alcuna !
Ma il succedersi di questi eventi disonesti suggerisce anche altre amare considerazioni.
Alla disonestà di questi dipendenti pubblici deve essere imputata la scarsa qualità e la lungaggine dei servizi cui il cittadino è costretto a sottostare  ?
O forse,i casi di malcostume che continuano ad emergere sono ininfluenti sui servizi al cittadino per la ridondanza degli organici della pubblica amministrazione, gonfiati a dismisura per colpa del clientelismo, della invadenza dei partiti politici, del voto di scambio, della cecità sindacale, etc. etc. ?
Oppure, invece, come hanno confessato alcuni “furbetti” pizzicati a Foggia: “Noi siamo vittime di un sistema consolidato. Se non timbri per i colleghi assenti, in ufficio ti emarginano fino a toglierti il saluto.” ? 

mercoledì 13 luglio 2016

Ancora pietà pelosa

Ho appena spente TV e radio,  incazzato e con una sensazione incontenibile di nausea.
Di fronte alla ennesima tragedia che nel barese, tra Andria e Corato, ha colpiti i nostri concittadini seminando morti e feriti tra studenti e lavoratori pendolari in viaggio su un treno locale, hanno fatto a gara a manifestare la loro falsa afflizione i politici di ogni parte ad iniziare dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio.
Con una impudenza senza uguali è iniziata la caccia alle responsabilità come accade ogni volta che un tragico evento colpisce il nostro Paese.
Maledettamente impudenti perché i primi veri responsabili anche di questa sciagura sono proprio loro che non hanno fatto nulla, e continuano a non fare nulla per affrontare e risolvere le miserevoli condizioni in cui, ogni giorno, milioni di lavoratori e studenti sono costretti a viaggiare per raggiungere i posti di lavoro o le aule.
E si tratta di responsabilità non di poco conto.
Infatti coloro che millantano di governare il Paese non possono ignorare che dalla Valle d’Aosta alla Sicilia i treni viaggino su una rete di 15.974 chilometri di binari (NdR: Gestita da RFI) il 55% dei quali, in particolare nelle regioni del centro-sud, è utilizzato come binario unico per i due sensi di marcia, come indica la tabella che segue.
Non solo, ma i nostri sedicenti governanti hanno la diretta responsabilità del mancato completamento, entro il 2015, del raddoppio della rete Bari - Barletta (NdR: finanziato con fondi della UE), vale a dire proprio la tratta sulla quale poche ore fa è avvenuto il tragico frontale tra i due convogli che ha provocati 27 morti ed oltre 50 feriti.
Con l’ipocrisia che li contraddistingue, di fronte a decine di vittime innocenti i nostri governanti penseranno, ancora una volta, di potersi lavare la coscienza con qualche corona di fiori ed un funerale di Stato, mentre delirano di come sperperare miliardi e miliardi per organizzare le Olimpiadi, per costruire il ponte sullo Stretto, o per la TAV.
Purtroppo la amara verità è che non è il miglioramento delle condizioni di vita degli italiani lo scopo primario di chi ci governa, ma è la ricerca incessante del come far arricchire gli amici e gli amici degli amici con opere faraoniche di nessuna utilità pratica per la vita dei cittadini.