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giovedì 14 aprile 2016

C’era una volta … Scelta Civica

Penso che quando a Mario Monti venne la balzana idea di dar vita alla formazione di Scelta Civica non immaginava certamente che, dopo la sua uscita di scena, il partito sarebbe finito nelle mani di un segretario che, pur di ottenere per se una poltrona di governo, dapprima da sottosegretario e poi da viceministro, avrebbe ridotta Scelta Civica a servile zerbino di Renzi e dei suoi ghiribizzi.
Eppure, nel febbraio 2013 erano stati ben 2.824.065 elettori (NdR: cioè l’8,3% dei votanti) a dare il loro voto a Scelta Civica confidando che, come da programma, il partito si sarebbe prodigato, tra l’altro, nel combattere malcostume, inciuci, corruzione e, perché no, anche l’evasione fiscale.
Illusi ? Forse !
Troppo fiduciosi nel professor Monti ? Credo proprio di sì dal momento che Scelta Civica si presentava agli elettori con una armata Brancaleone che raccattava troppe anticaglie della decrepita politica italiana, Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa, i finiani, etc..
Personaggi, cioè, che senza lo sprovveduto soccorso montiano sarebbero scomparsi definitivamente dalla scena politica.     
Fatto sta che oggi, a distanza di tre anni, secondo i sondaggi Scelta Civica sarebbe precipitata così in basso da essere accreditata, nella più favorevole delle ipotesi, di un miserevole 0,6/0,8%.
Insomma, una vera disfatta !
Non è, però, del futuro oramai segnato di Scelta Civica che ho intenzione di scrivere, quanto piuttosto desidero commentare un malfido emendamento che quattro deputati di Scelta Civica hanno inserito nella Legge di Stabilità 2016 e che, proprio in questi giorni, sta producendo i suoi primi effetti deleteri.
Prima di quel emendamento la legge prevedeva che l’Agenzia delle Entrate avesse dieci anni di tempo per accertare e contestare i reati tributari.
A Scelta Civica, evidentemente, sarà sembrato abnorme tenere sulle spine per dieci anni, nel timore di essere beccati, i gaglioffi evasori e così ha pensato bene di ridurre a quattro anni, dalla dichiarazione dei redditi fraudolenta, il termine entro il quale la amministrazione fiscale può accertare e contestare gli illeciti tributari.
Mi domando: sarà solo un caso se il primo a beneficiare di questo emendamento sia stato proprio Denis Verdini, neo sodale della maggioranza di governo, che si è servito con successo del disposto di questo emendamento per opporsi agli accertamenti per le evasioni di Iva, Irpef, Irap ed Ires, per complessivi cinque milioni di euro, commesse tra il 2002 ed il 2011 ?
Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e vice ministro dell’economia, ha definito  “un importante successo politico” questo emendamento che permetterà a decine di migliaia di evasori di farla franca ed impedirà alle casse dello Stato di recuperare milioni e milioni di evasione.
Insomma, nel nostro Bel Pese continuano ad imperversare al governo ed in Parlamento esseri che invece di premiare i contribuenti leali, riducendo loro le tasse, si preoccupano soprattutto di favorire chi commette reati tributari.

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