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mercoledì 7 ottobre 2015

L’etica renziana

Che Matteo Renzi, per appagare il suo narcisismo patologico o per soddisfare le sue sfrenate ambizioni, sia disposto a scendere a patti con il diavolo di certo non lo scopriamo oggi.
Appena eletto segretario del PD, infatti, la sua prima mossa è stata quella di accordarsi con un pregiudicato, Silvio Berlusconi, per defenestrare da Palazzo Chigi il suo compagno di partito e presidente del consiglio, Enrico Letta.
Strada facendo Renzi ha poi candidato a presidente della Regione Campania il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, già condannato in primo grado per abuso di ufficio.
Con strafottenza se ne è fregato che per la legge Severino De Luca fosse ineleggibile.
Si è esibito, invece, in una sceneggiata moralista quando ha “invitato” a dimettersi il ministro Lupi, non inquisito e neppure rinviato a giudizio, solo perché reo di aver fatta una telefonata per raccomandare suo figlio per un posto di lavoro.
L’etica di Renzi, però, è a dir poco inquietante se nella compagine governativa ha voluto inserire quattro sottosegretari già indagati all’atto della loro nomina.
Il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, indagato per abuso di ufficio e turbativa d’asta.
Il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, già condannato dalla Corte dei Conti per spese di rappresentanza “gonfiate” ed indagato per irregolarità dei rimborsi elettorali.
Il sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso Del Caro, indagato per rimborsi del consiglio regionale non rendicontati.
La sottosegretaria ai Beni Culturali, Francesca Barracciu, indagata per omessa rendicontazione di spese effettuate con il denaro del gruppo consiliare (NdR: questa è una autentica perla dell’etica “secondo Matteo”! Prima dell’avvento di Renzi alla segreteria, la direzione PD aveva dissuasa Barracciu, nonostante avesse vinte le primarie, dal candidarsi alla presidenza della Sardegna perché indagata. Ebbene, arrivato Renzi che ti fa ? La nomina sottosegretario !).
E che dire, poi, delle indefinibili frequentazioni di Renzi con un personaggio come Denis Verdini cui è consentito libero accesso a Palazzo Chigi, nonostante sia rinviato a giudizio per corruzione nell’inchiesta P3, sia indagato nell’ambito della inchiesta P4, sia rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e bancarotta per l’affaire del Credito Cooperativo Fiorentino, sia rinviato a giudizio per truffa e finanziamento illecito, etc. etc. etc. ?
L’amarezza, purtroppo, è che ci tocca constatare come questo preoccupante modo di intendere l’etica abbia fatto proseliti tra i renziani sia della prima ora sia tra quelli sopraggiunti dopo per opportunismo.
Ieri, ad esempio, il Consiglio di Presidenza del Senato, riunitosi per sanzionare i gesti scurrili e sessisti dei senatori Barani e D’Anna, pur in presenza di video a documentazione dei fatti, ha limitata l’interdizione dai lavori parlamentari dei due senatori a sole 5 sedute dietro insistenza dei piddini renziani.
Temendo, infatti, che mancando i voti di Barani e D’Anna, ex forzisti ora consociatisi con Verdini, ci potessero essere difficoltà nell’approvazione della grottesca riforma del Senato, i piddini renziani hanno avuta la spudoratezza di proporre anche che l’interdizione scattasse solo dopo l’approvazione della riforma.
La prova che si tratti di un provvedimento non solo eticamente inadeguato ma anche ridicolo, lo conferma il precedente di qualche mese fa quando, novembre 2014, lo stesso Consiglio di Presidenza del Senato, per responsabilità meno gravi, comminò a due senatori del M5S l’interdizione per 10 sedute ed a nove senatori, sempre del M5S, per 7 sedute.
Come se non bastasse oggi il capogruppo PD al Senato, Luigi Zanda ha perfino cercato di giustificare i gesti scurrili e sessisti di Barani e D’Anna affermando che erano state le senatrici offese a provocare quei gestacci.
Insomma, per la morale renziana è lecito ricorrere anche alla manipolazione della realtà per accaparrarsi “2 voti 2”.
A questo punto mi domando: vuoi vedere che, se questa è l’etica di Renzi e dei suoi tirapiedi, la scelta dei candidati per le prossime elezioni politiche il PD la farà organizzando non le primarie ma un casting a San Vittore, per il Nord, a Regina Coeli, per il Centro, ed a Poggioreale, per il Sud ? 

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