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giovedì 2 marzo 2017

Il cultore del “Io”

Chi ha avuta la pazienza, altre volte, di seguire questo blog si sarà reso conto che questo soggetto a me non è affatto simpatico.
Anzi, per dirla tutta, è dal famoso patto del Nazareno, del 18 gennaio 2014, che trovo riprovevole lui né più né meno di quanto lo siano tutti quelli che, con cinismo, ipocrisia e slealtà, calpestino, pugnalino e denigrino amici e nemici, in misura indifferente se costituiscono un ostacolo al loro smodato egocentrismo.
Agli inizi, lo ammetto, mi ero ingannato pensando che si trattasse solo dei rigurgiti di un ragazzotto, capriccioso ed un po’ bullo, cresciuto con l’idea goliardica che la vita sia un perenne luna park.
Ben presto, però, ho dovuto ricredermi.
Infatti, non erano semplicemente rigurgiti, dai suoi modi e dal suo dire è emersa poco a poco una personalità deformata dal chiodo fisso del “IO” e dalla spocchia da superuomo infallibile, unico detentore del verbo assoluto.
La storia, non solo italiana, ci ricorda purtroppo tragedie e disastri che individui di questa genia hanno disseminato con il loro transito in un qualche ruolo di potere, politico, economico, finanziario, religioso.
La sventura è che questi soggetti hanno facile presa, ad ogni latitudine, su coloro che si lasciano abbindolare da uno scilinguagnolo sciolto e da panzane inverosimili date loro a bere con insolente sfrontatezza.
E poiché al nostro bulletto di provincia non difetta né la sfrontatezza né la chiacchiera, ecco che una caterva di gonzi ha creduto in lui come ad un nuovo messia che diffonde benessere e felicità.
Così, rigonfio di arroganza, ebbro di boria, strafatto del suo “IO” il nostro spocchioso demagogo non solo ha dimostrato di essere sordo alle critiche, ma si è reso persino patetico con la sua ossessione di vedere dappertutto nemici, gufi e … pantani.
A dargli manforte ha contribuito la “libera informazione” che per oltre mille giorni si è genuflessa ai suoi piedi diventando megafono di fanfaronate e fandonie.
Neppure quando, con il passare dei mesi, è apparso evidente che il maldestro messia sapeva generare solo slogan, tweet e slide, confermandosi incompetente ed incapace nell’affrontare le vere difficoltà del Paese, i media hanno dato segni di riappropriasi del buonsenso e del senso critico per evidenziare le macerie di quegli infausti mille giorni.
La realtà è che saremo noi cittadini comuni, purtroppo, a pagare lo scotto, giorno dopo giorno, delle conseguenze di capricci e scelleratezze di quel messia viziato e cialtrone.
I guai, però, sembrano non ancora finiti.
Infatti, il pifferaio, troppo pieno di sé per riconoscere le clamorose batoste subite, sta richiamando a raccolta, nel suo baraccone “venghino signori venghino”, i creduloni ai quali riserva oggi la prospettiva di un suicidio collettivo, un suicidio verso il quale intende trascinare il Paese.
Ancora una volta … io non ci sto !
Ma che distratto ! … stavo dimenticando di dire il nome di questo individuo … ma ce ne è davvero bisogno ? 

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