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mercoledì 22 marzo 2017

Matteo Salvini, vittima e martire

Un atavico vizio della gente italica è quello, purtroppo, di avere la memoria corta.
Un vizio che, tra l’altro, induce la incapacità di valutare con serenità gli accadimenti ed i comportamenti degli altri.
Un vizio che assurge, però, ad ipocrisia quando ad esserne affetti sono i politici, gli opinion maker e gli operatori della informazione che plagiano l’opinione pubblica.
Ad esempio, nei giorni scorsi ha sollevato un polverone la accoglienza non pacifica, con annessa tensione e scontri, riservata a Matteo Salvini l’11 marzo in quel di Napoli.
Il segretario della Lega Nord, facilmente con intento provocatorio nei confronti del Sindaco di Napoli che lo aveva definito “persona non gradita”, aveva voluto organizzare il suo primo comizio a sud di Roma guarda caso proprio alla Mostra d’Oltremare.
Apriti cielo !
Politicanti e media, nelle ore successive, si sono scagliati contro i cortei e le manifestazioni di dissenso che avevano accompagnata la calata su Napoli di Salvini.
Bersaglio particolare degli strali è stato, per ovvie e grette finalità politiche, il Sindaco De Magistris.
Così, agitando il vessillo del “in democrazia tutti hanno il diritto di parlare”, il cancro della disinformazione ha finito per far credere che i napoletani siano agitatori e facinorosi, mentre Matteo Salvini, invece, sia un povero martire, vittima dei partenopei.
Ora è fin troppo banale essere d’accordo nel condannare qualsiasi forma di violenza, il che non significa però reprimere il democratico diritto di manifestare solo per il timore che qualche manipolo di violenti si intrufoli per fare casino.
La disinformazione, per quanto impreparata e faziosa, avrebbe dovuto spiegare agli italiani, perciò, che dal curriculum di Matteo Salvini emergono vergognose e reiterate provocazioni proprio nei confronti di Napoli e dei napoletani.
Per meglio spiegarlo bastava suggerire di visionare su YouTube il video in cui Salvini, brandendo un boccale di birra, canta a squarciagola in coro: “Senti che puzza scappano anche i cani … sono arrivati i napoletani. Son colerosi e terremotati … con il sapone non si sono mai lavati. Napoli merda. Napoli in colera”.  
(NdR: https://www.youtube.com/watch?v=Ls0yCrp04fo).
Era il 13 giugno 2009, Festa di Pontida.
Già, ma per il cancro della disinformazione nostrana è preferibile che la gente abbia la memoria corta e non ricordi, così si fa passare l’idea che i napoletani avrebbero dovuto accogliere Salvini con il tappeto rosso e petali di rose. 

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