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domenica 11 settembre 2016

“4 coristi 4”

Il refrain che, con voce sempre più stonata ed astiosa, cantano in coro Matteo Renzi, Giovanni Malagò, Luca Cordero di Montezemolo e Franco Carraro, con l’accompagnamento di amici ed amici degli amici, è monocorde: “Le Olimpiadi 2024 rappresenterebbero una opportunità unica per Roma e per l’Italia”.
Più o meno il ritornello con cui Renzi, non molto tempo fa, spacciò la bufala che EXPO’ 2015 sarebbe stata  una occasione straordinaria per il rilancio della economia italiana, per la crescita del PIL e della occupazione.
A distanza di un anno sono sempre latitanti quei portentosi frutti che avrebbe dovuto produrre  EXPO’2015, mentre permane la nebbia su quanto sia costata ai contribuenti italiani l’esposizione universale e su quanto si siano arricchiti, invece, speculatori ed imprese collegati ad ambienti della criminalità organizzata.
Ma ritorniamo alle Olimpiadi 2024.
Dopo il secco “No” alle olimpiadi, riaffermato dai vertici M5S, che di fatto rende non proponibile la candidatura di Roma, un astioso Matteo Renzi va affermando che i pentastellati si incaponirebbero sul loro no solo per “rifarsi verginità ”.
Il meschinello, fingendo di non sapere che il sindaco Raggi aveva anticipato già mesi fa in campagna elettorale la netta contrarietà alle Olimpiadi, dà prova o di essere in malafede o di non essere stato messo al corrente dai suoi lacchè dei programmi M5S.
La verità è che i “4 coristi 4” nella loro fregola olimpica citano solo i successi ottenuti da Roma ’60, ma ignorano che da allora sono trascorsi 56 anni, che all’epoca c’erano al governo persone integerrime e responsabili, che l’Italia viveva anni favolosi di sviluppo e crescita economica (NdR: ricordati come “miracolo economico”), ma soprattutto che la politica non era appestata, come oggi, da malaffare e corruzione.
Per contro i “4 coristi 4” si guardano bene dal citare, ad esempio, il disastroso bilancio di “Italia ‘90”, campionati mondiali di calcio per i quali Franco Carraro nominò Montezemolo, uno dei 4 coristi, presidente del Comitato organizzativo.
I mondiali di calcio costarono oltre 7.000 miliardi di lire, 6.000 dei quali a carico dello Stato (NdR: cioè di tutti noi contribuenti).
Lo Stato fece fronte a quegli esborsi accendendo mutui (NdR: autorizzati con la legge 65 del 1987) le cui ultime rate sono scadute nel 2014, cioè due anni fa e 24 anni dopo.
Ma “Italia ‘90” costò anche l’85% in più rispetto a quanto preventivato e produsse “monumenti agli sprechi ed alla dissipazione del denaro dei contribuenti” che sollecitarono indagini della magistratura e commissioni di inchiesta parlamentare.
Infervorati, però, dalla loro libidine olimpica i “4 coristi 4” non ricordano neppure che i Giochi olimpici invernali di “Torino 2006” richiesero alla collettività il sacrificio di 1 miliardo di euro non coperto dai ricavi, e che le dispendiose strutture, costate oltre 1,5 miliardi, giacciono da 10 anni inutilizzate ed abbandonate alla incuria, vere cattedrali in un deserto ad alta quota.
Ma nel loro orgasmo olimpico i “4 coristi 4” non citano neppure i Mondiali di nuoto 2009, organizzati a Roma da un comitato al cui vertice c’era Giovanni Malagò, un altro dei “4 coristi 4”.
Quella che era stata vagheggiata come la Città dello Sport di Tor Vergata, progettata da Santiago Calatrava per essere sede dei mondiali di nuoto, è a tutt’oggi incompiuta ed abbandonata al vandalismo nonostante siano stati investiti 250 milioni.
Da 7 anni la fantomatica Città dello Sport si presenta ai romani come un monumento alla italica capacità di sprecare il denaro pubblico senza che nessuno ne sia responsabile e ne risponda.
Certo, se nel 2024 a Roma si facessero le Olimpiadi la stessa cricca di amici sarebbe interessata a rimetterci mano e con la modica spesa di ulteriori  750 milioni potrebbe ristrutturare e completare la Città dello Sport.
Questi sono solo alcuni dei vergognosi precedenti, che imporrebbero a Renzi, ed al suo governo, maggiore cautela e più avvedutezza prima di spendersi nel  promuovere le Olimpiadi 2024.
Anche perché il nostro Paese è dilaniato da problemi ben più gravi ed urgenti che non quello di arricchire speculatori, palazzinari e corrotti con sperperi di cui il Paese può e deve farne a meno.
Forse ai “4 coristi 4” sfugge che l’Italia deve fare i conti ogni giorno con una economia che langue, con un debito pubblico che cresce senza freno, con milioni di cittadini sempre più poveri e con tragedie ricorrenti per la incuria nella gestione del territorio.
Dilapidare miliardi e miliardi di denaro pubblico per appagare la megalomania di un presidente del consiglio e dei suoi amici sarebbe irresponsabile.

Come è stato irresponsabile organizzare le Olimpiadi 2004 ad Atene che i greci pagano ancora oggi con lacrime, sudore e sangue.

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