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sabato 24 settembre 2016

Un Daspo dall’UE

Da quando frequentavo le aule scolastiche sono trascorsi molti, troppi lustri, così tanti che non riesco neppure più a contarli.
Ricordo, però, che se in classe mi comportavo in modo indisciplinato oppure osavo contestare una qualche asserzione dei prof, venivo sbattuto dietro la lavagna, quando non allontanato dall’aula se l’avevo combinata veramente grossa.
Quasi sempre a quel provvedimento seguiva una nota di biasimo sul diario che dovevo far firmare dai miei genitori.
Oggi gli ultras che si comportano in modo violento dentro e fuori gli stadi, se e quando sono beccati possono essere sottoposti al “Daspo”, il provvedimento che vieta loro di presenziare, da 1 a 5 anni, alle manifestazioni con l’obbligo, a volte, di presentarsi in un posto di polizia durante gli eventi sportivi.
Oggi apprendiamo dai media che una specie di “Daspo” è entrato a far parte degli usi anche dell’UE.
Infatti, mercoledì prossimo nella capitale tedesca si riuniranno Juncker, la cancelliera Merkel ed il presidente Hollande per un vertice durante il quale, oltre a discutere dello sviluppo della “agenda digitale” e di altri temi al momento indefiniti, si svolgerà un incontro con 20 manager delle principali imprese europee.
Al vertice non parteciperà il presidente del consiglio italiano che non è stato invitato.
A Bratislava, venerdì scorso 16 settembre, si era già verificata una prima emarginazione formale del premier italiano quando, alla conferenza stampa conclusiva della riunione dei 27 capi di stato e di governo dell’UE si erano presentati solo Merkel ed Hollande e, particolare non di poco conto, non era stato neppure predisposto il consueto terzo pulpito con microfoni per la presenza italiana.
Oggi si può ipotizzare, dunque, che gli atteggiamenti riottosi e le reiterate dichiarazioni di critica e disapprovazione fatte dal Innominabile nei confronti della UE non siano gradite, in particolare, alla triade Juncker, Merkel e Hollande.
È ragionevole supporre, perciò, che la triade abbia deciso di far scattare il “Daspo” nei confronti del premier italiano non potendo né cacciarlo dall’aula né confinarlo dietro la lavagna.
Purtroppo a rimetterci, come sempre, sarà l’Italia che già nel 2011, per colpa dell’allora premier Berlusconi, si è vista appioppare “compiti” disastrosi e dolorosi.
Cosa dobbiamo attenderci questa volta ?

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