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domenica 8 dicembre 2013

Insofferenza alla politica ed ai politici!

Potrebbe anche essere che io stia perdendo un po’ di quelle capacità intellettive che mi hanno accompagnato fino a qui, oppure può darsi che con l’età ecceda nel pretendere, dalla politica, linearità ed onestà mentale, fatto sta che ogni giorno riesco a comprendere sempre meno la insensatezza  e la pochezza dei politici nostrani.
Ad esempio, mi lascia esterrefatto vedere che la classe politica vorrebbe farci intendere di aver scoperto, all'improvviso, il vergognoso sovraffollamento delle carceri italiane.
Una realtà angosciosa ed inquietante, purtroppo cronica per il nostro Paese come attestano i dati sulla popolazione carceraria negli anni.
Ecco perché considero indisponente che i politici, ad incominciare da Giorgio Napolitano, si preoccupino del problema e fingano di volersene prendere cura soltanto ora che la Corte europea dei diritti umani ha bacchettata l’Italia, minacciando pesanti sanzioni se il problema del sovraffollamento non sarà  risolto entro il 28 maggio 2014.
Governi e Parlamenti hanno ignorato questo problema, per anni, ed oggi, con la connivenza del Capo dello Stato, si illudono di poterlo risolvere con il solito ed inutile palliativo, una amnistia od un indulto.  
Possibile che lo stesso Giorgio Napolitano abbia dimenticato di aver già concesso, con scarso successo, un indulto nel luglio 2006?
I detenuti, infatti, che a fine dicembre 2005 erano 59.523, sono sì diminuiti a 39.005, per effetto dell’indulto, ma nei dodici mesi successivi sono ritornati ad essere 48.693.
Ed allora perché non individuare ed adottare interventi che abbiano una valenza duratura e che non siano solo un rimedio apparente per raggirare l’aut aut della Corte Europea dei diritti umani ?
Perché Governo e Parlamento, sempre che ne abbiano voglia e capacità, non si impegnano, ad esempio, per risolvere il problema di quei 12.145 detenuti, semplicemente “giudicabili” perché in attesa addirittura di un giudizio di primo grado ?
Al 31 ottobre 2013, questi detenuti “giudicabili” rappresentavano il 20% della popolazione carceraria e loro non potrebbero usufruire né della amnistia né dell’indulto!
Già, ma l’Italia è la culla del paradosso, dove 12.145 essere umani vivono dietro le sbarre nell’attesa di essere giudicati, mentre un pregiudicato, con condanna definitiva per frode fiscale, da oltre quattro mesi vive sereno nelle sue lussuose dimore, gira indisturbato su auto blu con lampeggiante e scorta (a spese dei contribuenti), rilascia interviste, si presenta in TV, lancia proclami, minaccia i poteri istituzionali, organizza cene ed incontri mondani.
Come non ricordare, in momenti come questi, Giorgio Gaber e come non lasciarsi trascinare dalla voglia matta di cantare a squarciagola i suoi versi “mi scusi Presidente, io non mi sento italiano ma per fortuna, o purtroppo lo sono … perfino in parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente!”.

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