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lunedì 9 febbraio 2015

Lo smemorato di Arcore

Si dice che invecchiando si torna un po’ bambini, capricciosi, dispettosi e con la voglia matta di fare tutto ciò che è vietato.
Se poi alla senilità si accompagna la caduta vertiginosa del raziocinio, allora si arriva a farneticare e straparlare, dicendo cose che spesso suscitano risolini di compatimento ma, a volte, crasse risate.
Ieri sera, ad esempio, nell’ascoltare il video messaggio di Berlusconi, mandato in onda dalle televisioni Mediaset più volte come se fosse un spot pubblicitario, ammetto di aver provato un po’ di compassione per quel mio coetaneo invecchiato così male.
Ho però riso a crepapelle ascoltando alcuni passaggi di quel video che rivelavano una mente così corrosa dal tempo e dagli stravizi da vaneggiare fino a negare la realtà dei fatti.
Per esempio, nel suo farneticare Berlusconi ha detto: “per come si sta delineando la nuova legge elettorale, con una sola Camera eletta dal popolo, avvertiamo il rischio che vengano meno le condizioni indispensabili per una vera democrazia e che ci si possa avviare verso una deriva autoritaria”.
Possibile che in lui la smemorataggine senile sia così grave da non ricordare, a distanza di pochi giorni, che è con i voti di Forza Italia che è stata approvata la legge elettorale ?
Proprio quella legge che non solo farebbe venir meno “le condizioni indispensabili per una vera democrazia”, ma rischierebbe addirittura di “avviare verso una deriva autoritaria”.
Le cronache hanno riferito che sia stato Berlusconi ad ordinare ai parlamentari di Forza Italia di votare senza indugio la legge elettorale, tacitando anche i molti mal di pancia che tormentano il suo partito.
Oggi, però, lo smemorato di Arcore dimentica che i parlamentari di Forza Italia hanno votata anche la riforma che supera il bicameralismo perfetto, quella riforma, cioè, che prevede appunto “una sola Camera eletta dal popolo”.
Di fronte a prove così evidenti di insufficienza mentale ed etica, qualsiasi comunità procederebbe d’ufficio alla interdizione politica dell’individuo, per impedirgli di propagare menzogne avvelenate che, distorcendo la realtà, alimentino la disinformazione.
In Italia, invece, Berlusconi può dire ciò che di volta in volta gli fa più comodo senza che nessuno dei presenti osi contraddirlo.  
Ma per cogliere tutta la grettezza del rancore che Berlusconi dimostra nei confronti di Renzi è sufficiente soffermarsi su un altro passo del video messaggio.
Mi riferisco al passaggio in cui Berlusconi dice: “Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un Presidente della Repubblica condiviso”.
Cosa vuol dire “avevamo creduto di poter fare insieme le riforme” quando è sotto gli occhi di tutti che le ha decise ed approvate insieme a Renzi ?
A meno che, pover’uomo, non voglia farci credere che solo oggi si è accorto all'improvviso di aver contribuito a riforme che potrebbero non solo far venir meno le “condizioni indispensabili per una vera democrazia”, ma addirittura contenere una  “deriva autoritaria”.
Allora, cosa è successo per scatenare tanto risentimento ?
Solo perché al Quirinale è stato eletto Sergio Mattarella, cioè un Capo dello Stato non “condiviso” da lui ?
Non è questa la sede per disquisire dell’autentico significato di “condivisione”, una parola che, nella accezione più attuale in uso ad esempio nei social network, vuol dire semplicemente portare alla conoscenza di altri un pensiero, un testo, una foto, un video, etc.
Resta il fatto che sembrano assolutamente incomprensibili questi capricci senili di Berlusconi anche tenendo presente che, nonostante la sua condizione di pregiudicato con espiazione della pena in corso, il neo Presidente della Repubblica gli ha spalancate le porte del Quirinale invitandolo alla cerimonia ufficiale di insediamento.
Non solo ma lo stesso Berlusconi si era affrettato a riconoscere le qualità morali e le competenze di Sergio Mattarella inviandogli un telegramma di felicitazioni e di auguri.
Perché, dunque, scatenare tanto casino fino a denunziare la rottura della “tresca del Nazareno” ?
Solo per la presunta non condivisione della scelta del Capo dello Stato ?
Il vero motivo, invece, potrebbe essere che Berlusconi si fosse illuso di cogliere, tra le pieghe della “tresca del Nazareno”, la possibilità di realizzare un suo inconfessato obiettivo.
L’obiettivo, cioè, di assicurarsi che al Colle salisse un Presidente della Repubblica che gli garantisse la concessione della grazia, come primo atto del suo mandato.
Ora, poiché è ragionevole pensare che Mattarella quell’atto di grazia non lo firmerà mai, il pregiudicato Berlusconi si sarà detto: ma se non posso ottenere la grazia che senso ha mantenere ancora in vita la “tresca del Nazareno” ?

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