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venerdì 1 maggio 2015

I palloncini colorati di Renzi

Con il passare dei giorni Matteo Renzi somiglia sempre più ad un bambino, viziato e capriccioso, al quale la mamma, pur di farlo smettere di frignare, ha dato non uno, ma due, tre, quattro … palloncini colorati.
Raggiante con in mano quei palloncini dai mille colori, il frugoletto capriccioso va in giro, qua e là, pavoneggiandosi e raccontando ai molti, troppi grulli che lo stanno ad ascoltare, che i suoi palloncini si librano verso il futuro perché contengono idee miracolose.
Purtroppo, però, c’è un destino perverso che, armato di uno spillo dispettoso, fa scoppiare uno dopo l’altro i palloncini colorati, smascherando la ciarlatanata che li voleva pieni di cose prodigiose.
È accaduto, appunto, nelle scorse settimane, quando il palloncino che avrebbe dovuto contenere il famoso “tesoretto”, garantito da Renzi nel presentare agli italiani il DEF, si è miseramente afflosciato sulle illusioni dei molti, troppi grulli che ho già citati.
Eppure, per giorni e giorni molti media hanno fatto a gara nel magnificare quel “tesoretto” che avrebbe dovuto alleviare le afflizioni di milioni di cittadini.
Mi domando, però: quanti media si sono preoccupati, con altrettanto zelo, di informare gli italiani che il “tesoretto” era solo una ciarlatanata ?
Comunque, insabbiato in fretta e furia il “tesoretto”, passano pochi giorni ed ecco che ai soliti molti, troppi grulli viene rifilato un altro palloncino.
Questa volta a dare una mano a Renzi, nel propagandare la ciarlatanata, c’è anche il ministro Poletti.
Correndo dietro a microfoni, telecamere e taccuini, con dichiarazioni trionfanti e tweet a gogò, il duo Renzi-Poletti si è profuso nel magnificare presunti effetti miracolistici del Jobs Act citando dati elaborati, per il mese di marzo, dal Ministero del Lavoro.
“92.000 nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato” andavano blaterando i due ai quattro venti, turlupinando non solo i cittadini ma anche il Capo dello Stato, Mattarella, che da Zagabria dichiarava: “sono dati iniziali ma incoraggianti”.
Questa volta ad afflosciare il palloncino è il destino perverso incarnato dall’ISTAT che, proprio alla vigilia del 1° maggio, certifica come il tasso di disoccupazione a fine marzo sia tornato a salire, raggiungendo il 13% con un incremento di 0,2 punti.
Nel solo mese di marzo, cioè, si sono avuti 52.000 disoccupati in più, mentre nell’arco degli ultimi 12 mesi il popolo dei disoccupati è aumentato di 138.000 unità.
La disoccupazione giovanile, manco a dirlo, è risalita oltre il 43%.
Immagino che il pargoletto capriccioso se ne strafreghi di vedersi scoppiare tra le mani tutti questi palloncini perché il suo scopo è soprattutto quello di pavoneggiarsi e narcotizzare con qualche balla i molti, troppi grulli.
Ad essere angosciati, invece, sono quei milioni di italiani, non narcotizzati dal verbo renziano, preoccupati ed in apprensione per il futuro del nostro Paese. 

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